Marzia Migliora,   Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo,   AMACI - Foto: Sandro Scalia

Marzia Migliora, Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo, AMACI – Foto: Simona Garufo

Anche quest’anno prende via la grande ‘festa’ dell’arte contemporanea, grazie ad AMACI. Sono circa 1000 le realtà che hanno aderito alla  Nona edizione della Giornata del Contemporaneo. Quest’anno a firmare l’immagine della manifestazione è l’artista torinese Marzia Migliora.

Alcune domande all’artista.

ATP: Da dove ti è nata l’idea per il progetto ‘Aqua Micans’?

Marzia Migliora: L’idea del lavoro è nata pian piano, tassello dopo tassello. Guardando a ritroso, ritrovo le tracce di ‘Aqua micans’ anche in una serie di disegni che rappresentano busti di donne con il capo che culmina in un cratere di vulcano che erutta lava d’oro. In un disegno, in particolare, c’è un parallelo tra un fenomeno naturale imprescindibile come l’eruzione vulcanica – processo che inizia il suo corso nelle viscere della terra – e il pensiero creativo che esternandosi liberamente si traduce in forma condivisibile e prende corpo nel più nobile dei materiali.   In questa serie di disegni, come in ‘Aqua micans’ le protagoniste sono donne e la testa è il punto focale dove accade un evento.  Da queste prime intuizioni si è definito il soggetto delle portatrici d’acqua; successivamente ho fatto una ricerca di immagini che si è rivelata ricchissima. Il soggetto ha una tradizione sia storica nel sud Italia che contemporanea in tutto il sud del mondo. L’acqua ha una forte connotazione di genere, condivide con la donna un autentico legame, essendo ambedue fonti di vita. 

Mi è interessato scoprire anche un risvolto di tipo sociale che il soggetto ha in luoghi lontani da noi. In Italia le portatrici d’acqua sono un ricordo del passato, ma nel sud del mondo il ruolo delle portatrici d’acqua è rimasto invariato nel tempo. Il compito di rifornire la famiglia dell’acqua necessaria al quotidiano spetta esclusivamente alle donne. Soprattutto nei paesi più aridi le portatrici d’acqua arrivano a trasportare sulla testa o sulle spalle – in grosse taniche fra i 40 e i 60 litri al giorno. Si alzano all’alba e percorrono lunghissime distanze, fino a 15 chilometri, in gruppo e quasi sempre scalze, ogni giorno compiono la stessa fatica.   Per tutti questi motivi è molto importante adoperarsi per facilitare alle donne l’accesso all’acqua potabile, in particolare nei villaggi africani, tramite la costruzione di pozzi. Altrimenti, resteranno sempre in condizioni di forte disuguaglianza rispetto ai loro compagni. 

(“L’Africa cammina con i piedi delle donne” è una campagna promossa da molte ONG che operano in Africa, che propone di dedicare il prossimo Nobel per la pace alle donne africane che ogni giorno permettono col loro incessante camminare la vita delle loro famiglie). 

Marzia Migliora,   Aqua Micans / Nona Giornata del Contemporaneo,   AMACI 2013

Marzia Migliora, Aqua Micans / Nona Giornata del Contemporaneo, AMACI 2013

ATP: Il titolo del progetto prende ispirazione dal romanzo ‘Locus Solus’ di Raymond Roussel. Cosa ti ha colpito di questo libro?

M.M.: Raymond Roussel in ‘Locus Solus’, descrive l’invenzione di un fluido miracoloso capace di restituire la vita, che battezza aqua micans.  Ho adottato questo titolo per il progetto proprio per il significato dato nel romanzo, esso porta con sé una sorta di potenzialità positiva che trascende la realtà. Credo che in questo momento storico ci sia un gran bisogno di utopie. Credere nell’utopia e progettarne una al giorno, per tentare di metterne in pratica una ogni tanto, potrebbe essere un utile esercizio che prima o poi condurrebbe a risultati di cambiamento concreto. Se così non fosse potremo sentirci comunque appagati per aver usato al meglio l’immaginazione, e ciò senz’altro ci consentirebbe di vivere creativamente alcuni momenti delle nostre giornate, che prive di visionarietà e piccoli tentativi di cambiamento sul circostante, risulterebbero assai tristi.

ATP: L’immagine scelta per la giornata del contemporaneo mostra una fila di donne che portano dell’acqua dentro a delle anfore, mentre percorrono il Cretto di Burri. Tanti elementi e altrettante storie di che si intrecciano. L’immagine comunica molti messaggi stratificati. Me li racconti?

M.M.: Ho deciso di ambientare la fotografia in un sito che non fosse naturale. Ho scelto volontariamente un luogo che è un’opera d’arte contemporanea, poichè il lavoro vuole creare un’equivalenza tra acqua e cultura, necessario nutrimento per l’uomo; e tra portatrici d’acqua e operatori culturali del contemporaneo, portatori a loro volta di un bene prezioso e insostituibile da cui dipende la crescita e il benessere della società. Il grande cretto di Alberto Burri si estende su dieci ettari sul fianco scosceso della montagna, situato sull’area dove un tempo sorgeva l’abitato di Gibellina, che venne distrutto dal sisma del 15 gennaio 1968. Burri dopo il crollo dell’intero paese, fece compattare ed armare le macerie, che in ogni caso si sarebbero dovute rimuovere perché le case erano ormai inagibili, e progettò di far colare sui ruderi accatastati una coltre di cemento bianco. Solo attraverso l’elaborazione di un evento devastante, può trasformarsi in valore e bellezza. Il Grande Cretto è l’ossatura del paese, quello che resta dopo il deperimento delle parti vive. Burri edifica un monumento alla memoria, in un gesto di cura, come ad accudire e conservare ciò che resta, ferma il tempo e la storia di quel luogo ordinandolo in blocchi tra cui è possibile tornare e ripercorrere per ricordare.

Tempo fa avevo aderito ad una petizione di raccolta firme al fine di richiedere un restauro urgente per il Grande Cretto. Nato come monumento alla memoria di un paesino devastato dal terremoto, si avviava a diventare una nuova maceria del contemporaneo, questa volta non a causa di una calamità naturale ma come risultato della mancanza di cura. 

Gli artisti talvolta hanno uno sguardo profetico sul futuro, l’opera di Burri mostra le conseguenze di una siccità che mi sento di cogliere anche nel risvolto metaforico rispetto all’aridità intellettuale. Oggi, nel nostro paese, la crisi e la politica dei tagli ai finanziamenti hanno visibilmente ridotto le possibilità di approvvigionamento al diritto all’arte e alla cultura, il paese si sta via via inaridendo per mancanza di linfa vitale. I piani di sviluppo per l’arte e cultura sono totalmente assenti dai programmi politici delle ultime elezioni.  Tornare al Grande Cretto portando un piccolo gesto simbolico, un’azione rituale rivolta ad omaggiare il patrimonio che ci appartiene collettivamente e mi appartiene personalmente in qualità di donna, d’artista contemporanea e cittadina Italiana, mi sembrava importante. 

Marzia Migliora,   Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo,   AMACI - Foto: Sandro Scalia

Marzia Migliora, Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo, AMACI – Sopralluogo al Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina – Foto: Marzia Migliora

ATP: Uno degli aspetti tra i più importanti per la realizzazione dell’immagine è stato quello di coinvolgere le donne di Gibellina. Le hai volute perché discendenti di coloro che abitavano le case distrutte dal tragico terremoto del 1968, le cui macerie sono oggi celate sotto il Grande Cretto di Alberto Burri. Che scoperte hai fatto frequentando queste persone?

M.M.: Si può guardare il Grande Cretto di Alberto Burri seduti sulla propria poltrona di casa sfogliando un libro illustrato, si può vederlo dagli aerei in volo e in rete, o piccolo piccolo da chilometri di distanza. Oppure ci si può lentamente avvicinare fino a guardarlo da fuori stando ai piedi della collina là dove c’è ancora terra sotto ai nostri piedi, dopo qualche metro di cammino, possiamo decidere di entrare. Compiuti i primi passi sul cemento si può proseguire per attraversarlo. E’ tra il dentro ed il fuori che si misura la differenza tra chi si è e da dove si proviene.  Cosa ho trovato a Gibellina? Ho trovato le persone. Persone forti ed autentiche, di diverse età, con professioni differenti: una ex maestra, una disoccupata, una giovanissima fotografa, una studentessa e poi una persona in particolare che mi ha insegnato molte cose in un tempo breve, a cui devo dire grazie perché’ senza la passione che ha dimostrato per il lavoro, sarebbe stato davvero difficile poterlo realizzare. Le donne protagoniste dell’immagine, hanno più volte percorso scalze la salita più ripida del Cretto, mi hanno ascoltata e hanno condiviso ognuna a proprio modo l’idea del lavoro ed il bisogno di attenzione che ha una regione come la Sicilia.

ATP: In un momento come quello attuale, in Italia, è fondamentale sensibilizzare sull’importanza della cultura. Come ritieni di contribuire con l’immagine che hai pensato per la Giornata del Contemporaneo?  

M.M.: Per dirla con Salvatore Settis, dovremmo ricordare che: E’ la nostra costituzione che pur senza mai menzionare le generazioni future , ha un’impalcatura energicamente orientata al futuro. Lo è specialmente l’art. 9 che, prescrivendo la promozione della cultura e della ricerca e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, congiunge in uno l’eredità del paesaggio (il patrimonio), il mobile scenario della vita civile (il paesaggio) e la creatività per il futuro (ricerca e cultura).   Un paese che lascia in fondo alla lista delle priorità la valorizzazione e la  promozione culturale e della ricerca, senza dubbio mette in atto un progressivo impoverimento. Con ‘Aqua micans’, ho cercato di fare del mio meglio per creare un’immagine simbolica che spero le persone possano cogliere e condividere, solo questo.

Crediti fotografici: Sandro Scalia, Turiana Ferrara e Simona Garufo

www.marziamigliora.com

www.amaci.org

Marzia Migliora,   Giornata del Contemporaneo,   AMACI  2013 - Disegno di progetto per Aqua Micans,   2013,   tecnica mista Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Marzia Migliora, Giornata del Contemporaneo, AMACI 2013 – Disegno di progetto per Aqua Micans, 2013, tecnica mista Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Marzia Migliora,   Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo,   AMACI - Foto: Sandro Scalia

Marzia Migliora, Backstage / Nona Giornata del Contemporaneo, AMACI – Foto: Sandro Scalia

 

Marzia Migliora,   Giornata del Contemporaneo,   AMACI  2013

Marzia Migliora, Giornata del Contemporaneo, AMACI 2013