Johanna Viprey - Die Young or Stay Pretty #1 - Bear Dream (with Rabbit) Foto © Francesca Verga

Johanna Viprey – Die Young or Stay Pretty #1 – Bear Dream (with Rabbit) Foto © Francesca Verga

La sede milanese dell’Istituto Svizzero ha dato inizio il 12 marzo al progetto Artista Laureato: una serie di incontri che con scadenza annuale proporrà artisti che hanno appena conseguito un master in arti visive, con i quali iniziare un dialogo tra accademie e istituti d’arte – svizzeri e milanesi – e una riflessione sulla formazione all’arte contemporanea che in essi si attua.

L’artista francese Johanna Viprey inaugura questo percorso con il primo dei quattro incontri che condurrà tra marzo e maggio 2014, tutti indirizzati all’indagine di tematiche specifiche, tra cui l’educazione da autodidatta dell’artista, la figura sempre più presente dell’artista-curatore, la ricerca d’archivio.

Viprey è una giovane artista nata a Besan?on (Francia) nel 1979 e residente a Ginevra, che, dopo la laurea in sociologia, ottiene un MA in arti visive all’Haute Ecole d’Art et de Design (HAED) di Ginevra, con Lili Reynaud-Dewar. Come tesi di master propone L’artiste en chauffeur de taxi, in cui raccoglie documenti, testi e immagini di un incontro avvenuto con Jeff Perkins. Quest’ultimo è un performer painter e documentarista americano, nonché un taxista newyorkese che per vent’anni ha accompagnato passeggeri in ogni angolo della città e che, tra il 1990 e il 2000, ne ha registrato su nastro le conversazioni. Ed è proprio da lui che parte la riflessione di Viprey: un confronto tra l’artista-genio formatosi da sé e l’artista-educato affiancato da professori nella sua crescita professionale. Perkins è da lei individuato, appunto, come un tipico esempio di artista autodidatta, che ha pensato all’arte, l’ha fatta propria e l’ha confrontata e discussa con artisti professionisti con cui è venuto a diretto contatto, quali Yoko Ono, Sam Francis e Guy de Cointet, senza però mai riuscire ad entrare in quel “mondo dell’arte” a cui loro appartengono.

Così Viprey vuole portare il lavoro di Perkins in una dimensione accademica, indagarlo come lavoro d’arte contemporanea e studiarlo scientificamente attraverso questo percorso in quattro tappe, da lei chiamato Die Young or Stay Pretty. Lo spunto iniziale è tratto da Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog, che fa del suo occhio antropologico elemento performante l’opera d’arte, indagatore delle prime istanze artistiche proprie delle caverne. Virpey, relazionandosi con lui, sembra porsi il quesito: qual è la vera fucina del fare arte? La caverna preistorica o l’accademia di belle arti?

Nel primo incontro (12 marzo) Johanna Viprey propone la performance Bear dream (with Rabbit), in alterna monologhi fatti al microfono e registrazioni-audio tratte dall’archivio di Perkins (ben 123 cassette con una media di 90 minuti ciascuna, 196 ore di ascolto). Tutto si mescola, le parole di Viprey propongono riflessioni sul dialogo, sulla conversazione, sul mutuo scambio tra persone, sovrapponendosi poi ai dialoghi di Perkins con i passeggeri, nei quali lei trova conferme o disappunti, nei quali emergono temi diversi e disparati. Il punto di vista di Viprey è quello di una sociologa-antropologa che documenta e riporta alla luce l’archivio di Perkins, come Werner aveva documentato in Cave of Forgotten Dreams la riscoperta della Grotta Chauvet in Francia e portato alla luce i dipinti preistorici.

Marco Arrigoni

La conversazione si sovrappone a riferimenti transitori, riti ancestrali si miscelano con concetti psicoanalitici: ne deriva una performance ibrida tra scientificità accademica e travestimento sciamanico contemporaneo, in cui talora la volontà indagatrice di Viprey si rivela pienamente come sociologica, per la puntigliosità con cui si destreggia con dati, registrazioni, pensieri traslati (e spesso contorti) che risalgano a decenni prima. Davanti ad una platea incuriosita, l’artista – dapprima vestita normale e in seguito ‘camuffata’ da grande coniglio – parla o meglio dissemina, come in un continuo e copioso flusso di coscienza, racconti su Jeff Perkins. Descrive dettagli di conversazioni, a volte l’umore, descrive dei sogni, dei monologhi… parla di sensazioni (sue e del taxista), racconta i suoi ragionamenti attorno a questa figura ‘mitica’ di non-artista.

In modo quasi perverso, nella sua indagine, Viprey condivide con noi i momenti in cui, assalita dai dubbi si è chieste: ma che senso ha stare qui ad ascoltare le conversazioni di questi americani che parlano?

A volte si ha la sensazione che l’immedesimazione sia quasi totale con Jeff: come il taxista, archiviatori di conversazioni senza né capo né coda, anche Johanna mulinella tra ragionamenti e noia, tra emozioni e sconforto, tra piccole scoperte e grandi ovvietà.

Ad un certo punto appare chiaro il nesso tra la performance e il film di Herzog. Il filo che li lega è il concetto di ricorsività. Alcuni aborigeni coltivavano una tradizione del ritocco: qualcuno si imbatteva in un disegno fatto su una roccia da qualcuno prima di lui, automaticamente ripassava per preservarlo dall’alterazione del tempo.

Così fa lei con i segni tracciati da Jeff: nella vita, nelle idee, nel connubio arte-vita…

Nello spazio dell’Istituto Svizzero (con sede a Milano) sede della performance c’è anche l’installazione However, che raccoglie parte dei materiali dell’archivio di Perkins, audiocassette, file MP3 e una traccia audio di trenta minuti.

Johanna Viprey - Die Young or Stay Pretty #1 - Bear Dream (with Rabbit) Foto  © Francesca Verga

Johanna Viprey – Die Young or Stay Pretty #1 – Bear Dream (with Rabbit) Foto © Francesca Verga

Johanna Viprey - Die Young or Stay Pretty #1 - Bear Dream (with Rabbit) Foto  © Francesca Verga

Johanna Viprey – Die Young or Stay Pretty #1 – Bear Dream (with Rabbit) Foto © Francesca Verga

Johanna Viprey - Die Young or Stay Pretty #1  - Bear Dream (with Rabbit)

Johanna Viprey – Die Young or Stay Pretty #1 – Bear Dream (with Rabbit)

Calendario degli eventi

12 marzo (fino al 2 aprile)

ISR Milano

Incontro #1 / Bear Dream (with Rabbit)

ore 18.30: Performance (35 min. ca.)

Presentazione dell’installazione However, 2013 /Proiezione del film Cave of Forgotten Dreams (2010) di Werner Herzog. Documentario, 95 min.

1 e 2 aprile

ISR Milano / Incontro #2

Open studio con Jeff Perkins e Johanna Viprey

1 aprile, ore 18.30 /  NABA – Dipartimento Arti Visive (Via Darwin 20, Milano)

The artist as a taxi driver

2 aprile, ore 16.00-18.00: Lecture di Jeff Perkins con Johanna Viprey e gli studenti del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali

Next:

maggio

NABA – Dipartimento Arti Visive

Incontro #3

Tavola rotonda sul tema dell’educazione e della formazione dell’artista contemporaneo

ISR Milano

Incontro #4

BLANC alligators (Jean Wave e Johanna Viprey) live concert. Il concerto si basa su alcune delle registrazioni delle conversazioni di Jeff Perkins nel suo taxi ed è introdotto da una performance con un testo di Johanna Viprey.

Presentazione del libro L?artiste en chauffeur de taxi (ed. Nero)

Segue Party Jean Wave mix

Still dal documentario Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog,   2010.

Still dal documentario Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog, 2010.