Invernomuto The Celestial Path Still da video,   2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Invernomuto The Celestial Path Still da video, 2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Il 3 ottobre sarò presentata al pubblico l’opera degli Invernomuto ,  The Celestial Path,  vincitrice della prima edizione del  MERU ART*SCIENCE AWARD. (La premiazione sarà sabato 5 ottobre 2013, ore 18:30). 

Alcune domande a Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi) per capire la genesi della loro opera video, i riferimenti e le fascinazioni che li hanno spinti progettare The Celestial Path (visibile alla GAMeC, dal 4/10 al 24/11).

ATP: A cosa si riferisce il titolo del video monocanale ‘The Celestial Path’?

Invernomuto: Il sentiero celeste si riferisce al movimento che effettua la macchina da presa virtuale nel video. È un tracciato in cui la ripetizione ha diverse varianti distribuite su tre loop, che potenzialmente potrebbero essere infiniti.  Il titolo si ispira ad un racconto di Adolfo Bioy Casares, The Celestial Plot,   la storia di un pilota aereo che dopo un incidente si ritrova catapultato in un universo parallelo.

ATP: Come avete scoperto la storia di Emma Kunz e cosa vi ha affascinato della sua esperienza?

I: Abbiamo scoperto Emma Kunz al Palais de Tokyo di Parigi, alla mostra The Third Mind curata da Ugo Rondinone. È sicuramente un personaggio che ci ha intrigato da subito per la sua capacità di creare un alfabeto grafico, molto potente a livello visivo. Emma Kunz era una medium e la modalità con cui approcciava la creazione sicuramente non era di natura edonistica, ma rituale.  Facendo alcune ricerche scoprimmo dell’esistenza di una grotta dove Emma Kunz andava a meditare e a ricaricarsi, questa grotta ha un sentiero che attraversa diverse zone energetiche: il culmine arriva nel fondo della grotta, dove si registrano valori medesimi a quelli di alcuni luoghi sacri, come nei pressi della grotta di Lourdes.  Vista la nostra fascinazione per le grotte è stata subito nostra volontà cercare di documentarla, questo progetto è rimasto nel cassetto per oltre quattro anni. The Celestial Plot usa finalmente questo luogo come scenario principale.  

ATP: Mi spiegate cos’è la ‘teoria del multiverso’? Non mi interessa una spiegazione scientifica, mi incuriosisce di più cosa significa per voi.

I:  Semplificando estremamente è la teoria secondo la quale il nostro universo non è l’unico, ma uno dei tanti. Ci interessa come questa teoria scardini completamente molte convenzioni date per assodate: l’idea di tempo, di gravità, di spazio, di realtà.  Per quanto si stia parlando di ricerche estreme e non completamente approvate da una fetta di studiosi e ricercatori, ci sono una serie di equazioni e calcoli che lentamente stanno portando concretezza a questa teoria. Le dimensioni parallele sono un must di certa letteratura sci-fi o fantasy, è intrigante vivere in un’epoca in cui il dibattito sulla questione si sta avvicinando gradualmente alla realtà.    

ATP: Il video narra una vicenda o condensa diverse parti astratte che suggeriscono i temi scientifici?

I: È piuttosto astratto, di certo il lavoro più astratto che abbiamo realizzato finora, anche perché, per la prima volta, abbiamo utilizzato un’animazione 3D.  Brian Greene, uno dei più celebri studiosi della teoria del multiverso, ci ha concesso un’intervista; il risultato è curioso, anche grazie alla sua capacità oratoria. I temi scientifici sono inoltre presenti attraverso un uso piuttosto inconsueto del suono, che si muove come un secondo ‘path’ di evocazioni.  La struttura a loop è uno degli aspetti che abbiamo maggiormente curato, si tratta infatti di un gioco di incastri e sfondamenti mirati a far smarrire l’orientamento.  Se dovessimo dare altre indicazioni senza svelare ulteriormente, possiamo dichiarare di aver flirtato con l’immaginario delle animazioni 3D scientifiche, i programmi divulgativi di scienza della BBC e con il documentario inteso come mezzo educativo ed esplicativo; questo vale anche per il suono, che in questi output ha solitamente un carattere onomatopeico ed extra-diegetico.

ATP: Visto che l’opera è presentata durante la manifestazione BergamoScienza, mi data una vostra definizione di ‘scienza’? (Non cliccate su wikipedia!)  

I: Definiremmo Scienza l’insieme di studi che tentano una spiegazione del mondo che ci circonda attraverso formule matematiche ed esperimenti. Quello che caratterizza la Scienza è il rigore, quello che ci interessa sono i suoi limiti.

http://www.invernomuto.info/

Invernomuto The Celestial Path Still da video,   2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Invernomuto The Celestial Path Still da video, 2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Invernomuto The Celestial Path Still da video,   2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Invernomuto The Celestial Path Still da video, 2013 Courtesy: gli artisti e MERU ART*SCIENCE AWARD

Dal 4 ottobre al 24 novembre 2013 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di presentare The Celestial Path di Invernomuto, progetto vincitore della prima edizione di MERU ART*SCIENCE AWARD – riconoscimento promosso in collaborazione con Fondazione MERU e con Associazione BergamoScienza che premia e sostiene il lavoro di un artista e che intende sottolineare il legame tra arte e scienza.
Meru Art Science Award -Invernomuto – The Celestial Path_CS
Sempre alla Gamec di Bergamo, Giovedì 3 ottobre, ore 18:30
Luciano Fabro. Disegno In-Opera / A cura di Giacinto Di Pietrantonio, in collaborazione con Silvia Fabro (4 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014)
David Maljkovic. Sources in the Air / A cura di Alessandro Rabottini e Andrea Viliani (4 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014)