Eva Frapiccini, La Rom Zingara con suo nipote – Campo Lombroso, Roma (Container Sweet Container)” 2007/09 cm.50×50 C-type print ed.5 courtesy Alberto Peola, Torino

Natività e nascite laiche / Appunti di dialogo tra iconografia sacra e visioni contemporanee

a cura di Francesca Pasini

Museo Tornielli, Ameno (NO) / Dal 18 novembre 2012 – 27 gennaio 2013

Museo Tornielli, Piazza Marconi 1 – Ameno (No)

Artisti in mostra: Elizabeth Aro, Vanessa Beecroft, Eva Frapiccini, Alberto Garutti, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Margherita Morgantin, Liliana Moro, Shirin Neshat, Traslochi Emotivi, Wolfgang Tillmans.

Sezione iconografia sacra: Antonio Balestra, Mosé Bianchi, Pietro Da Cortona, Carlo Dolci, Gaetano Previati, Taddeo Zuccari

testo di  Francesca Pasini

La natività è un evento, un’iconografia, un concetto sociale / antropologico.  Ma con questa parola pensiamo subito  a un apparato iconografico che  narra la vicenda della nascita del figlio di Dio: le scene principali sono la stalla con Maria, Giuseppe, Gesù il bue e l’asinello; l’omaggio dei Re Magi,   la Madonna col Bambino in braccio. Ma dai molti secoli e dai molti capolavori della storia dell’arte siamo arrivati oggi a vedere  la natività, non tanto come il riferimento sacro della nascita degli esseri umani, quanto come  una condizione della vita, una scelta libera di donne e uomini che, talvolta si intreccia alla ricerca scientifica quando la procreazione trova delle difficoltà  naturali.

L’abbinamento di questo tema  all’arte ha anche una valenza metaforica e reale della facoltà di uomini e donne di mettere al mondo idee, sentimenti, studi, scoperte scientifiche, relazioni politiche, affettive. Insomma tutte quelle attività che compongono la vita quotidiana in cui ogni essere che viene al mondo trova la sua origine parentale e sociale.

In questa mostra abbiamo scelto di evocare i temi dell’iconografia sacra e il loro radicamento  nel territorio attraverso i prestiti di alcuni collezionisti privati. Non si pretende di creare una serie di analogie discordanti con le opere d’arte contemporanea che verranno sincronicamente esposte, ma di dare degli spunti per riflettere sull’evento della nascita, come una sedimentazione culturale profonda e diffusa. Le natività nelle chiese d’ Italia stanno sul fondo della retina e della coscienza di tutti, il fatto che si possa presentare un corpus di opere storiche ( dal XV al XIX secolo)  testimonia non solo la ricchezza e la diffusione del patrimonio artistico, ma anche la convivenza privata con queste immagini. Ci sono autori quali Gaetano Previati, Taddeo Zuccari, Carlo Dolci, Pietro da Cortona e Antonio Balestra. Tra le altre c’è anche un’immagine della Madonna con il figlio morto tra le braccia (Anonimo Lombardo) proprio a indicare come la relazione madre figlio sia un legame che segna la vita completa sia della madre che del figlio.

Alighiero Boetti con straordinaria genialità aveva fatto una serie di opere dal titolo Mettere al mondo il mondo (1972), dove  migliaia di tratti di penna biro  blu, sono interrotti da virgole bianche, mentre la scritta scomposta  del titolo campeggia in alto sul bordo del quadro. C’è tutto: la sacralità attraverso la metafora del cielo, la vita umana attraverso la scrittura, lo scorrere del tempo attraverso le virgole.

Il compito, l’aspirazione e l’augurio di ogni opera d’arte è appunto di mettere al mondo qualcosa che prima non c’era. E seguendo questa traccia sono state scelte le opere di Vanessa Beecroft, Elizabeth Aro, Eva Frapiccini, Shirin Neshat, Liliana Moro, Margherita Morgantin, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Traslochi Emotivi, Wolfgang Tillmans e last but not least Alberto Garutti che nell’ultimo decennio ha realizzato l’opera “Ai Nati Oggi, in varie città (Bergamo – Ghent – Istanbul), dove, in alcune zone, alcune lampade si accendono quando nasce un bambino. Ad Ameno ci sono le immagini di alcuni di questi momenti.

Le opere contemporanee interagiscono con la nascita attraverso esperienze, ricordi, sentimenti (Moro, Migliora, Mocellin-Pellegrini), nell’istantanea di una nonna rom con la nipote in braccio che è immediato associare alla Madonna col Bambino (Frapiccini), mentre in Beecroft la sua Madonna è bianca, ma San Giuseppe e il bambino sono neri e apre così grandi domande sull’oggi e sul passato. In Shirin Neshat la madre è totalmente coperta da chador nero e il bambino nudo è decorato con disegni e versi di antichi poeti sufi. Aro indica nell’unica ala fatta di piume di stoffa di seta bianca l’interruzione del volo di un angelo. Traslochi Emotivi realizzerà invece un’opera site specific partendo dalla condizione di figlia, anche Margherita Morgantin realizzerà un’opera in cui al centro c’è il tema dell’icona. Wolfgang Tillmans ci mostra la foto laica e molto dolce di una giovane mamma che sprizza il primo fiotto di latte.

Eva Frapiccini “Daniel e Famiglia – Campo Lombroso, Roma (Container Sweet Container)” 2007/09 cm.50×50 C-type print ed.5 courtesy Alberto Peola, Torino

 

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre 2010 Video installazione a 2 canali, colore, suono, 21’20” Courtesy Lia Rumma, Milano/Napoli

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre 2010 Video installazione a 2 canali, colore, suono, 21’20” Courtesy Lia Rumma, Milano/Napoli

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre 2010 Video installazione a 2 canali, colore, suono, 21’20” Courtesy Lia Rumma, Milano/Napoli

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini Generalmente le buone famiglie sono peggiori delle altre 2010 Video installazione a 2 canali, colore, suono, 21’20” Courtesy Lia Rumma, Milano/Napoli

Alberto Garutti Ai nati oggi, 2011 Sint-Veerleplein, Gent, Belgio Installazione permanente. Alberto Garutti con il personale del reparto maternità dell’ospedale di Gent Materiale vario, misure ambientali Courtesy City of Gent

Marzia Migliora Talk to me 2006 foto di scena della performance presso Cesac, Caraglio, 2h due coperte di lana nera 80 x 300 cm cadauna, tre persone courtesy collezione La Gaia, Busca (CN), Galleria Lia Rumma Milano/ Napoli crediti fotografici Maurizio Elia

Shirin Neshat Untitled, 1996 Stampa fotografica 155 x 110 cm

Vanessa Beecroft VBSS.010.MP 2006 Digital c-print 230×180 cm Edition of 6 Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

Liliana Moro Torno Subito 1989 Lettino in legno, lenzuola e coperta, scritta su carta foto: Roberto Marossi Courtesy dell’artista

Elizabeth Aro Silken wing, 2012 misure: 145 x 100 x 13 cm materiale: silk