Dalla serie Nello Stesso Momento, 2012
  Osservazioni ed esperimenti –  2012
  Dalla serie Sortilegio (tagliata), 2012
Tutte le foto Courtesy Galleria Nicoletta Rusconi
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Incontro Alessandra Spranzi in occasione della sua mostra da Nicoletta Rusconi.
Vedo la sua mostra in poco tempo, ma nonostante questo, parliamo di tantissime cose e non abbastanza delle opere (colpa mia!). Ecco, tutte le volte che mi succede, mi do della scema perchè non posso parlare del più e del meno, quando un artista mi invita per parlare – ovvio – del suo lavoro. Detto questo, l’artista mi spiega che ha scelto lei di condividere lo spazio espositivo con Richard Wentworth. Conosco poco quest’artista e le opere che ha portato non mi coinvolgono molto. Preferisco concentrarmi sul lavoro della Spranzi.
Alessandra mi racconta come ha concepito le opere. Me le spiega con molta leggerezza, come se, coerente con il suo modo di vivere, concepisse vita e lavoro in modo uniforme.
Mi racconta della piacevolezza di sfogliare libri, cataloghi, riviste, vecchie antologie… Mi racconta della casualità di imbattersi in immagini che, da sempre, rincorre. Poco interessata alla tecnica fotografica, per niente perfezionista, quasi sbadata nell’accumulare immagini – che per vari accidenti, risultano se avvicinate di una coerenza cristallina – Alessandra negli anni ha costruire un archivio di immagini che rappresentano delle atmosfere domestiche difficilmente raccontabili o visibili. Se al tempo di Tornando a casa – la serie di immagini in cui volute di fuoco intensificavano drammi, apatia, gioie e stereotipi domestici – era una sorta di fuoco purificatore a suggerirci l’umore del reale, ora, a distanza di 15 anni, sono invece profonde ferite e tagli a raccontarci la quotidiana stranezza di ciò che ci circonda.
Dico ad Alessandra che è come se, anche se sono passati anni ed esperienze, lei avesse raccontato storie diverse restando sempre nella stessa stanza, con gli stessi arredi, le stesse ossessioni. Vivere lnela stessa casa per una vita cambiando anno dopo anno disposizione delle cose, il colore degli oggetti, l’ordine degli arredi.
Come fossero parole, nella serie Nello Stesso Momento, l’artista frulla la sintassi del reale domestico per rivelare imprevedibili intensità semantica. Tutto è molto normale ma la sensazione che emana questa ultima serie di immagini è tutt’altro che rassicurante. Come in un gioco di specchi – io li vedo con insistenza, Alessandra no – le immagini rifotografate, ammucchiate, ritagliate, sovrapposte, spostate e incastrate, rimandano a inquiete situazioni inspiegabili eppure autentiche, reali, dolorose.
Anche nella serie Osservazioni ed Esperimenti, protagonisti sono gli interni domestici, ma qui domina più un’aspetto giocoso della pratica dell’artista di accomulare immagini, oggetti dettagli suggestivi come animali, stoviglie, brevi testi, bambini, pianeti… 
“Qui mi interessava soprattutto l’intensità del nero”. Guardo da vicino le immagini diella serie Sortilegio e mi accorgo che sono delle stampe su carta ruvida. Le immagini sono state ricavate da vecchie riviste di cucina rifotografate. L’immagine è stata in seguito stampata su una lastra per stampa. Sembrano disegni a carboncino. “Ho scelto queste immagini perchè mi interessava la semplice idea del ‘fare’. Mani che compiono gesti sapienti e concreti”.
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Alessandra Spranzi, Tornando a casa, 1996-97
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