Miart216,   Milano 2016 - Photo Giovanna Repetto

Miart216, Milano 2016 – Photo Giovanna Repetto

Ieri ha aperto i battenti la ventunesima edizione di miart, visitabile fino a domenica 10 aprile al padiglione 3 di fieramilanociry. La fiera è per la quarta ed ultima edizione sotto la direzione artistica del presidente Vincenzo de Bellis, pronto per partire per l’America, dove è stato chiamato ad occuparsi del settore arti visive del Walker Art Center di Minneapolis. Sicuramente a lui, come dice ormai buona parte degli addetti ai lavori, si deve il progressivo e significativo incremento e miglioramento della fiera a livello di qualità e quantità di gallerie partecipanti, nonché di vendite, risonanza nazionale ed internazionale, ecc. De Bellis, quest’anno affiancato dal vicedirettore Alessandro Rabottini, è riuscito anche a favorire un ottimo dialogo con l’intera città, andando a creare una vera e propria art week, in cui fondazioni pubbliche e private (Hangar Bicocca, Prada, Trsussardi), spazi espositivi nuovi (FM Centro dell’Arte Contemporanea, MEGA, …), tutte le gallerie milanesi e non solo si sono organizzati per inaugurare nuove mostre, proporre progetti straordinari, spingersi in percorsi nuovi, …

Ricordiamo, per chi scopre la fiera solo da quest’anno, la sua struttura. E’ suddivisa in cinque sezioni: Object, incentrata sul design; Established, con le gallerie ormai consolidate, divise in Contemporary, con gallerie che propongono artisti contemporanei, e Master (contraddistinto dalle pareti grigie) con artisti storicizzati; Emergent, con 16 gallerie giovani incentrate sulla ricerca di artisti altrettanto giovani; THENnow, in cui otto gallerie mettono in dialogo un artista storico con uno di adesso; Deacdes, con nove stand ognuno dedicato ad un decennio del Novecento.

Altra “area” della fiera è quella dei  talks, dove curatori, artisti, direttori di musei e di festival di cinema, collezionisti, film-maker, coreografi e produttori si confrontano sull’arte, sul sistema dell’arte, sulla ricerca, su nuovi progetti, … Il tutto è realizzato in collaborazione con In Between Art Film (casa di produzione di film d’artista e video sperimentali fondata da Beatrice Bulgari) e con la curatela di Ben Northwick (direttore artistico del Plymouth Arts Centre).

In conferenza stampa (per tenerci un po’ in tensione) è stato detto che alla fine del weekend della fiera verrà annunciato il nuovo direttore artistico per l’edizione di miart 2017.

Qui le parole di Vincenzo de Bellis

E’ la mia quarta ed ultima edizione e penso che sia anche la più bella. L’ho detto anche l’anno scorso…ma lo credo davvero. Faccio un piccolo excursus di questi ultimi quattro anni. La fiera è cresciuta tanto, grazie al lavoro congiunto di tutta fieramilanocity, del team miart e della collaborazione e sinergia con la città. Nessun evento fieristico d’arte al mondo potrebbe esistere in un luogo in cui esiste solo quello. E’ fondamentale che ci sia un rimando tra quello che c’è dentro e fuori la fiera. La miart che abbiamo costruito si è basata su quello che Milano rappresenta per il mondo: arte moderna e contemporanea, presente e passato, è la città con maggior numero di artisti, è la città delle accademie, con un alto numero di istituzioni private nate negli ultimi anni, e che dopo Expo vive il suo momento di massimo splendore per ciò che riguarda l’arte e la cultura. La crescita è arrivata molto più velocemente di quello che avevamo pensato. Anche il numero di visitatori è molto alto: da 32 mila a 43 mila. Le fiere si modificano di anno in anno a seconda delle esigenze di mercato e del mondo dell’arte. Il gallerista è la persona che più di tutte ha il polso di quello che sta accadendo nel mercato dell’arte. Credo si debba mettere al centro l’arte italiana perché è un dovere farlo ed è un piacere farlo in questa città, che ha tanto significato per il contemporaneo. Senza il futurismo, Fontana e Manzoni tanto del contemporaneo di oggi   non esisterebbe. Abbiamo questi natali e ci poteva andare molto peggio, quindi godiamoceli. Abbiamo voluto creare un focus sul rapporto tra moderno e contemporaneo, passato e presente: c’è una nuova sezione, a cura di Alberto Salvadori (direttore del Museo Marino Marini di Firenze), che abbiamo chiamato Decades, con 9 stand ognuno dedicata ad un decennio del ‘900. Ricordo anche la sezione Object, che ha unito arte e design, cosa che non poteva essere evitata in una città come Milano.

Testo raccolto da Marco Arrigoni

Vincenzo De Bellis,   Miart216,   Milano 2016 - Photo Giovanna Repetto

Vincenzo De Bellis, Miart216, Milano 2016 – Photo Giovanna Repetto

“miart costituisce una realtà affermata, riconosciuta a livello nazionale e in forte espansione nel panorama fieristico internazionale – afferma Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fiera Milano –. Le numerose e prestigiose gallerie che partecipano alla manifestazione sono la testimonianza del ruolo centrale che miart ricopre nel mondo dell’arte assieme a Milano e, grazie alla rinnovata collaborazione con il Comune e l’Assessorato alla Cultura, rappresenta ancora una volta un importante polo di condivisione culturale. Una visione – aggiunge Peraboni – condivisa fermamente anche dagli sponsor, dai partner di miart e da Fondazione Fiera Milano, che offre quest’anno un sostegno ancora più forte raddoppiando il contributo del fondo di acquisizione “Giampiero Cantoni” da 50 a 100 mila euro”.

“Milano si conferma uno dei più importanti hub internazionali per la valorizzazione del pensiero creativo e città ideale per la produzione d’arte contemporanea, che proprio qui trova il terreno fertile per germogliare in futuri successi e in nuovi sviluppi, e diventare poi, di nuovo, avanguardia – dichiara l’ Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. La città accompagna miart, un momento così significativo per il mondo della creatività contemporanea, con un programma di eventi che allarga lo sguardo sulle principali iniziative culturali milanesi, accendendo i riflettori sulle mostre attualmente in corso, con aperture straordinarie ed eventi serali”.

“In questi quattro anni miart ha intrapreso un percorso preciso puntando sulla qualità estrema – ha dichiarato Vincenzo de Bellis, Direttore Artistico di miart dal 2013 –. Le idee fondanti di quella che era la sua nuova identità, e ora è ormai realtà, sono sempre state il dialogo tra artisti di generazioni diverse e l’internazionalità e internazionalizzazione dell’arte italiana, sia moderna che contemporanea. Con l’edizione 2016, il posizionamento di miart come manifestazione di primo livello tra gli eventi culturali del Paese e d’Europa giunge a piena maturazione. Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto, la cui qualità è testimoniata dalla grande coesione con tutti i partner culturali della città, pubblici e privati. In questi anni miart è diventata una realtà davvero internazionale, contribuendo a riportare Milano tra le più interessanti e vivaci città nel campo delle arti contemporanee. Sono fiero – ha proseguito de Bellis – di aver contribuito a tracciare il nuovo percorso della fiera e a lanciarla a un livello nel quale in pochi credevano sarebbe mai arrivata, e ho la certezza per il futuro che grazie al lavoro fatto insieme in questi anni la fiera sarà sempre più forte.”

miart 2016 rinnova e incrementa la stretta collaborazione avviata nelle ultime edizioni con tutte le realtà che operano nella promozione e nella conoscenza dell’arte. In collaborazione con il Comune di Milano, miart si fa capofila della settimana dell’arte contemporanea, il programma di eventi, inaugurazioni e aperture speciali che coinvolge istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private, per tutta la settimana della fiera.

(da comunicato stampa)

Filippo De Cordono,   Corrado Peraboni,   Benito Benedini,   Vincenzo De Bellis - Miart216,   Milano 2016 - Photo Giovanna Repetto

Filippo De Cordono, Corrado Peraboni, Benito Benedini, Vincenzo De Bellis – Miart216, Milano 2016 – Photo Giovanna Repetto