David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu - exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu – exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

Testo di Andrea Lerda

Si intitola Nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu: è il racconto di un incontro. La prima personale dell’artista californiano negli spazi di LOOM Gallery a Milano ha un colore che pervade lo sguardo: il blu.

David Horvitz ha trascorso un paio di mesi, tra ottobre e novembre dello scorso anno, sull’isola di Favignana, una delle Egadi al largo della costa nord-occidentale della Sicilia continentale. Un luogo paradisiaco che ha come protagonista il mare, luogo inospitale all’uomo, spazio infinito fatto di contraddizioni, che è al tempo stesso morte e origine della vita. Il mare di oggi è una metafora ideale per denunciare gli smarrimenti della ragione e l’artista sembra voler partire da qui per invitarci a compiere una “passeggiata marina” che ha il sapore di un atto meditativo.

L’incipit della mostra è una piccola fotografia di un cucchiaio su cui si riflette l’immagine della luna dal titolo Untitled (Moon reflected in a spoon), 2018. Forse un invito, quello a riflettere sul potere magico e sulla forza di attrazione che il satellite esercita sul mare, quale parallelo diretto al legame primitivo che ci lega da sempre all’acqua. Da questo punto in poi l’immersione nell’immaginario marino è inevitabile.
L’artista mette in questo caso da parte una pratica artistica che molto spesso si lega alla dimensione virtuale, alla performance e alla mail art, per fare spazio a una serie di lavori su carta realizzati attraverso un procedimento del tutto manuale.

Dopo aver “abitato” il mare, ha creato una serie di timbri che definiscono altrettante forme d’acqua: una nuvola, un oceano, un fiume. Il mare. La brina, la pioggia, la nebbia. Il ruscello. Utilizzando questi elementi come marchi indelebili, ha segnato la superficie della carta imprimendovi queste parole sotto forma di brevi combinazioni. Ciò che emerge dalla parete su cui sono installati i cinquantacinque fogli, parte di un’unica installazione, è un mantra visivo che in maniera cacofonica lascia emergere dall’ormai lontana distesa salata la voce dell’acqua nelle sue svariate configurazioni.

David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu - exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu – exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

David Horvitz, untitled, 2018 - set of 55 works on paper (each cm. 40 x 30), stamps, ink, ink pad cm. 265 x 430 (detail)

David Horvitz, untitled, 2018 – set of 55 works on paper (each cm. 40 x 30), stamps, ink, ink pad cm. 265 x 430 (detail)

Nuvola nuvola tu”,oceano tu oceano”, “mare mare tu mare mare mare tu mare tu mare mare tu mare mare mare”. La ripetizione serrata delle parole, alternata alla presenza costante di un “tu” che mi chiama in causa, riporta alla mente l’uso della parola nell’arte futurista.

Qui Horvitz non presta grande attenzione all’estetica tipografica, lasciata libera di assecondare un flusso creativo. Tantomeno è interessato a rappresentare l’energia o l’immagine dinamica degli scenari che esse suggeriscono. Piuttosto, nella sintesi dei messaggi, tutti di colore blu, l’artista attiva una comunicazione intima e diretta con chi legge.
Questi lavori sono stati spediti in formato ridotto, rigorosamente via mare, e sotto forma di cartoline anonime, ad ognuno degli abitanto dell’isola di Favignana. Il viaggio lento, che si è concluso con un incontro privato, è un messaggio che l’artista invia agli isolani e ora a me che guardo il lavoro. Osservare il mare significa mandare a spasso il mio, il nostro caro Ego, liberarsi del vincolo della velocità, “dei colori sgargianti, dei miscugli artificiali che si fanno passare per il Bello nel nostro mondo saturo di immagini”[1], riconquistare la consapevolezza della mia, della nostra origine acquatica, il controllo della mia e della nostra andatura sulla Terra, riconciliandoci con il tempo che scorre.

Nella seconda sala della mostra, altri lavori su carta portano avanti questa sorta di esercizio di coscienza. La serie When the ocean sounds, 2018, è una serie di “impressioni sonore”. L’artista ha cercato una maniera di “scrivere” il suono del mare. Il risultato è una griglia di lettere che galleggiano su uno sfondo dai toni blu, ottenuto da una libera interazione tra pigmenti, carta e acqua salata. Le opere creano un effetto molto bello e appaiono come delle piccole finestre sul mare di Favignana. Ora che mi sembra si sentir parlare il mare, mi rendo conto che sono incantato a osservare. Come quando in spiaggia, preda di un guardare magnetico, il mio pensiero ozia al sole.

Di ritorno da questo “lavaggio” mi sento come rigenerato.

[1] Guérard C., Piccola filosofia del mare. Da Talete a Nietzsche. Ugo Granda Editore, Parma 2010, p. 34

David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu - exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

David Horvitz, nuvola nuvola oceano nuvola foschia tu – exhibition view at Loom Gallery © Loom Gallery & The Artist

David Horvitz, untitled, 2018 - set of 55 works on paper (each cm. 40 x 30), stamps, ink, ink pad cm. 265 x 430 (detail)

David Horvitz, untitled, 2018 – set of 55 works on paper (each cm. 40 x 30), stamps, ink, ink pad cm. 265 x 430 (detail)

David Horvitz, when the ocean sounds (wave moving through water), 2018 - watercolour, ink, sea salt, seawater - cm. 90 x 60 - museum glass framed (cm. 98 x 68.5)

David Horvitz, when the ocean sounds (wave moving through water), 2018 – watercolour, ink, sea salt, seawater – cm. 90 x 60 – museum glass framed (cm. 98 x 68.5)