• Sponda, 2015. Gessetto su tela, stecca da biliardo, dimensioni variabili. Foto Luca tavera
  • Sponda, 2015. Dettaglio. Foto Luca Tavera
  • Senza titolo, 2015. Gesseto su tela, cornice, 41 x 31. Foto Luca Tavera
  • Senza titolo, 2015. Gesseto su tela, cornice, 41 x 31 cm. Foto Luca Tavera
  • Installation View, 2015, Wilson Project
  • Filotto, 2015. Gessetto su tela, stecche da Biliardo, dimensioni variabili. Foto Luca Tavera
  • Calma e gesso, 2015, Installation Viev, Wilson Project

Martedi 21 Luglio al Wilson Project Space ha inaugurato Calma e Gesso, mostra personale di Dario Costa per lo spazio indipendente di Sassari.

Abbiamo fatto alcune domande all’artista.

ATP: La mostra decostruisce l’immaginario legato al gioco del biliardo per esporlo ad un’ampia serie di riflessioni che vanno da considerazioni sul gioco stesso a metafore legate alla vita. Come mai hai deciso di concentrarti proprio sul tema del biliardo? Cosa ti affascina di questo gioco? 

Dario Costa: In realtà questo gioco mi ha sempre affascinato fin da ragazzino, vuoi per l’atmosfera, vuoi per i tanti significati ad esso sottesi.  A volte con gli amici ci trovavamo davanti ad un tavolo da biliardo. Di quegli amici tanti hanno preso strade differenti, chi con la consapevolezza di aver mantenuto la calma in un momento decisivo, chi no perché in quell’attimo ha agito impulsivamente. Ecco cosa mi piace del biliardo: osservare la direzione che prenderanno le biglie. Dove finisce la nostra capacità di controllo e subentra il caso o la magia?

ATP: In che modo è nata la mostra? Sei stato ispirato da un episodio in particolare o la tua è una riflessione che si è sviluppata nel tempo?

DC: Riallacciandomi alla prima domanda, scaturisce da una riflessione nata nel tempo. Non nascondo, poi, che nei mesi precedenti la mostra mi sono rivisto, con entusiasmo, alcuni dei film più celebri incentrati sul biliardo. In particolare, ogni volta che vedo Lo spaccone con Paul Newman mi colpisce un’amara riflessione del protagonista sul fatto che la smania di vincere gli ha fatto perdere la donna che amava. Trasponendo questa considerazione sul piano della quotidianità è nato il titolo della mostra “Calma e gesso”, quale invito ai giocatori, ma non solo, a non agire impulsivamente, ma a soppesare le decisioni, evitando situazioni irreparabili.

ATP: Puoi introdurci ai lavori di “Calma e gesso” e al modo in cui li hai realizzati?

DC: I lavori sono stati realizzati coi cubetti usati per ingessare la punta delle stecche. E’ stato un lavoro paziente che mi ha permesso di riportare la superficie curva delle palle da biliardo su quella piana e bidimensionale della tela, tracciandovi i segni che la stecca, colpo dopo colpo, incide sulle sfere di bakelite. I primi risultati sono stati dei monocromi ai quali hanno fatto seguito i lavori che rappresentano una carambola. Il punto di arrivo delle biglie è lasciato all’immaginazione di chi li osserva. Il fumo che fuoriesce ad intervalli vuole ricreare, da un lato, il classico ambiente delle sale da biliardo legato all’immaginario collettivo, dall’altro, una sorta di paesaggio lunare.

ATP: In che modo hai concepito l’allestimento nello spazio di Wilson?

DC: In maniera geometrica, proprio come se Wilson fosse un tavolo da biliardo con le buche.

ATP: Credo che l’osservazione del quotidiano e la leggerezza siano due caratteristiche ricorrenti nella tua ricerca. I segni sulle tele di “Calma e gesso” ricordano per certi versi la tua serie di lavori dedicata alle nuvole, così come i tuoi disegni con i gessetti su carta hanno spesso come tema oggetti di tutti i giorni e particolari che hanno attirato la tua attenzione. Fino a che punto ti trovi d’accordo con questo mio sentire? Trovi che esista una continuità tra questa mostra e i tuoi lavori precedenti? Che cosa ti interessa di questi temi?

DC: Mi trovo d’accordo con la tua analisi. Tra tutti i miei lavori esiste un filo conduttore dato dall’osservazione della realtà che ci circonda, partendo dalle cose più semplici. Il paesaggio lunare si ricollega inevitabilmente alle nuvole, il tutto alla ricerca di un mondo che corrisponda ai miei desideri.

Fino al 19 Settembre 2015

Bianco avorio,   2015. Gessetto su tela,   100 x 70 cm,   ciascun quadro. Foto Luca Tavera

Bianco avorio, 2015. Gessetto su tela, 100 x 70 cm, ciascun quadro. Foto Luca Tavera

Calma e gesso,   2015,   Installation View,   Wilson Project,   Sassari

Calma e gesso, 2015, Installation View, Wilson Project, Sassari