Grazie ad Andrea Balestrero che ha visto per noi la mostra di Bojan Šar?evic.

Cara E.,

saranno stati i postumi delle vacanze romane dei giorni scorsi o il ponte del 2 giugno, ma eravamo in pochi ieri sera a Genova all’inaugurazione di “True Enough”, la terza personale di Bojan Šar?evic da Pinksummer.

Peccato perché la mostra merita davvero. Precisa, rigorosa e di grande eleganza, risponde perfettamente al gusto sofisticato e minimale a cui le galleriste di Genova vorrebbero educarci.

Tutto è giocato su un equilibrio che sfiora il limite, con un retrogusto un po’ misterioso. Tre strutture filiformi in ferro che sostengono ampi piani di rame lucidato occupano lo spazio. Alle pareti ramoscelli secchi tra cui cui sono tesi, come fossero impigliati, fili simili a capelli biondi e due altre strutture che ricordano pull-bar da palestra a cui sono attaccate colature di acquerello su fogli di velina.

Il comunicato stampa, criptico e impostato come una lettera/invocazione delle galleriste all’autore, non ci aiuta a capire, tranne forse la frase conclusiva: “…sappiamo che per te la spontaneità è risultato di un grande sforzo intellettuale e della disciplina”.

Qualità richieste anche al visitatore, ma ne vale la pena.

A.