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  • KTV, Milano
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  • Elisa Giardina Papa

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“Cannibalismo delle relazioni, oggetti emozionali in caduta libera, tecnologia e commercializzazione del prendersi cura, sono i temi indagati in BitCoins Love”: una mostra ‘di pancia’  che dura il tempo di una cena, di una festa, di un filmone apocalittico. Il giorno 20 dicembre dalle 19 alle 22, nelle sale di un karaoke nella zona di Paolo Sarpi – Via Signorelli 2, Milano – vedremo a confronto Mara Oscar Cassiani, Elisa Giardina Papa e Kamilia Kard e, in contemporanea, nel foyer del KTV, i lavori di sei artiste di provenienza internazionale: Cybertwee, Faith Holland, Tavi Lee, Helin Sahin, Miyö Van Stenis e Szonja Szendi. La mostra nasce dall’incontro di queste nove artiste, spesso avvenuto nelle chat dei social media, e che ha dato inizio ad un assiduo confronto sulle tematiche del corpo, dell’intimità e della costruzione di genere nello scenario del capitalismo informatizzato. La mostra è curata da Placentia Arte Powered on SM by #girlsinmuseums.

Seguono alcune domande a Michele Cristella / Placentia Arte —

ATP: BitCoins Love tratta tematiche decisamente forti: cannibalismo delle relazioni, oggetti emozionali in caduta libera, tecnologia e commercializzazione del prendersi cura. Affascinanti, senza dubbio, ma un po’ approssimativi e generici. In concreto o, per essere molto realisti, quali sono le tematiche raccontate in altro modo?

Michele Cristella: Tracciando una direttrice ideale della mostra troviamo al centro di tutto il corpo, una visione femminile che parla delle tensioni emotive nei rapporti di coppia che si manifestano sotto forma di ‘oggetti emozionali’: parlo ad esempio della semplice vibrazione dello smartphone che può farci cambiare umore ancor prima di aver visualizzato il messaggio, l’analisi in chiave artistica delle app di auto-aiuto terapeutico create da MindApps per patologie ansiolitiche e depressive, ed il cannibalismo delle relazioni che si manifesta durante la serata attraverso lo spazio, più una serie di opere incentrate sul concetto di ‘SugarDaddy’.

ATP: Il tempo di una serata, il luogo: un karaoke nella zona di Paolo Sarpi. Come avete trovato questo luogo insolito per un progetto che, ci piaccia o meno, è un evento culturale? O mi sbaglio e rasentiamo l’intrattenimento? O forse sono entrambe le cose?

MC: Il luogo risulta sufficientemente surreale per contribuire all’impalcatura del progetto, tutto a cavallo tra la drammaticità di esperienze reali e il senso aleatorio e indefinito che la tecnologia imprime loro. Un contenitore per l’intrattenimento ospita un contenuto culturale, il cannibalismo è immanente alla mostra, la crisi si sviluppa e si risolve in base alla tracce che scegliamo di seguire.

KTV, Milano

KTV, Milano

ATP: 9 artiste che si sono “’incontrate” nelle chat dei social media. Cosa pensi di questi incontri, la loro entità e profondità?

MC: La pratica dell’incontro e lo sviluppo di relazioni professionali, di svago o qualsiasi altro tipo a mezzo social credo sia la cosa più naturale e sincera che si possa fare su internet, quando apri il browser lo fai sempre per scoprire qualcosa, o qualcuno.
Ho l’impressione di vivere nei ruggenti anni ’20 dei social media, presto questo tipo di comunicazione sarà soppiantata da una più efficace e rapida modalità di scambio delle informazioni, e forse guarderemo con un po’ di romanticismo i vecchi profili social con i quali abbiamo stretto le nostre prime relazioni globali. Prima dei social la possibilità di stringere rapporti globali continuativi, senza spostarsi fisicamente, o senza ricorrere ad un registro scritto di tipo formale (la posta) era ovviamente impossibile. Poter valicare i confini ed intraprendere rapporti globali è la grande possibilità che l’uomo non ha più avuto dalla fine della società tribale ad oggi, la profondità dei rapporti virtuali credo sia estremamente variabile.

ATP: Mi racconti alcune opere ‘in progress’ in mostra? Quanto il luogo Ha condizionato la loro scelta?

MC: Le opere “in progress” sono diverse, tutte nate nel corso di quest’ultimo periodo ma non prettamente vincolate al progetto BitCoins Love. Il luogo non ha influenzato la produzione delle opere, abbiamo pensato e visitato luoghi di diversa natura prima di approdare al KTV, il quale porta in sè tutto ciò che Mara, Elisa e Kamilia cercavano come spazio da invadere.

ATP: Performance, video, karaoke, chat, self-care, sedute terapeutiche, managerialità sessuale… tutto si fa molto scivoloso, mischiato, in altre parole, come avete specificato più volte, trattatasi di “cannibalismo”. Quale il tuo punto di vista su una tale ed estrema pratica intro-disciplinare?

MC: La natura finale della serata, volutamente ambigua, è frutto di un percorso intrapreso da Mara, Elisa e Kamilia nelle loro discussioni su tutti i temi trattati in mostra, la volontà di esprimere in maniera articolata, anche attraverso la location, tematiche che si appoggiano su direttrici intersecate fra loro e si sovrappongono in maniera impercettibile … L’impalpabilità della mostra, che si sviluppa per lo più su dispositivi digitali, schermi e proiezioni interrotte dai suoni del karaoke, è una forma di mediazione artistica corrotta; non te lo dico chiaro e tondo, ma non venirmi a dire che non te l’avevo detto. La fruizione della mostra è simile al rapporto con l’informazione attuale: sovraccarica e quasi completamente saturata ad ogni livello, spinge l’individuo a creare un mash-up, base di un mosaico dalle sfumature quasi lynchane che diviene una guida sfaccettata all’accettazione della realtà.

Faith Holland - Blended Family

Faith Holland – Blended Family

Cannibalization of affective relationships, emotional objects in freefall, and technologies of care are the subjects explored in BitCoins Love. The exhibition will last just for one night, and it will take place in the rooms of a karaoke house.

BitCoins Love presents works and performances by Italian artists Mara Oscar Cassiani, Elisa Giardina Papa and Kamilia Kard, and in the foyer of KTV the work of six international artists: Cybertwee, Faith Holland, Tavi Lee, Helin Sahin, Miyö Van Stenis, and Szonja Szendi. The exhibition stems from the encounter of these nine artists, that often happened online and led to a constant discussion on the construction of gender, bodies, and intimacy in the scenario of advanced technocapitalism.

During the three hours of the exhibition, the artists will present works in progress that intentionally leave room for the contamination of each other art practice, but also with the very place where the works are installed: a rented karaoke house. The artworks, loaded directly on the karaoke’s screens, are constantly interrupted by song lyrics. BitCoins Love presents artworks that can be contemplated and observed, but also sung and cannibalized.

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Mara Oscar Cassiani

Mara Oscar Cassiani

Kamilla Kard

Kamilla Kard