Jean-Jacques Rullier Voyage dans le nobril du monde 1996

Jean-Jacques Rullier
Voyage dans le nobril du monde
1996

L’HISTOIRE DE LA PLACE VIDE

« En voulant sortir de la vieille ville, j’ai été arrêté par un groupe de personnes serrés autour de la place. Tout l’espace devant nous était vide, un homme est sorti d’une jeep, il portatit  un gilet pare-balle et un casque integral. Il communiquait par walkie-talkie et trainait deux longues cordes avec lui. Il s’est avancé ainsi précautionneusement jusqu’à deux objets abandonnés qu’il a minutieusement examinés, puis il revenu. Alors on nous a fait signe de passer à nouveau et la place vide s’est trouvée envahie pas les promeneurs venus de  toutes ses entrées, jusqu’à être complètement saturée par cette foule compacte qui la traversait.»  (Voyage dans le nobril du monde,  Jean-Jacques Rullier)

Voyage dans le nobril du monde è un diario di viaggio dell’artista fatto durante il suo soggiorno a  Gerusalemme.  Il libro comprende diverse mappe, disegni, un poster e delle immagini recuperate dall’artista nel luogo di soggiorno. Il volume presenta testi in francese, arabo e ebraico, rappresentando un’opera esemplare della ricerca dell’artista da sempre appassionato alla abitudini, ai costumi, ai riti e alle tradizioni popolari. Jean-Jacques Rullier riporta e annota attraverso i suoi disegni le esperienze dei suoi pellegrinaggi, di un viaggio alla ricerca dei luoghi santi e di culto di  Gerusalemme.

Come scrive Marie-Laure Bernadac conservatrice al  CapcMusée d’art contemporain de Bordeaux: « Dopo aver raccolto e assemblato pazientemente e meticolosamente gli oggetti più ordinari, scelti sia per il loro valore decorativo che per il loro potere evocativo, Jean-Jacques Rullier inizia a inventare, disegnando, un certo numero di luoghi o situazioni banali, che vanno dagli spazi (interni o esterni), azioni (lavarsi, mangiare, bere, dormire) in passeggiate e luoghi di culto, compresi i sogni. Dall’apprendimento del reale, compreso nei suoi dettagli più banali ma vivaci, all’esplorazione del mondo, c’è stato solo un passo. […]  Il disegno è per Jean-Jacques Rullier un modo per tenere traccia, catturare la realtà e l’irrealtà. […]Ciò che gli interessa è trascrivere il più accuratamente possibile la percezione delle cose e delle persone ».

The Mythological Travels, Daniel Spoerri, 1970

Daniel Spoerri
The Mythological Travels 
Something Else, New York
1970

GoodFriday, April 28
« This morning, miraculously, there were zucchini for sale. We  owe this surprise to the captain of the Calliope, Mr. Catalegno. It is he who has the most influence on the menus of Symi, through his decisions on what he should purchase when he buys things at the markets in Rhodes that can’t be found here. And so, since today he happened to have a fancy for zucchini, we willingly imitated him.

I steeped the zucchini ( a pound), sliced but not peeled, with a handful of shelled green beans, for two hours in a marinade of half a liter of water, half glass of olive oil, the juice of a lemon, adding fennel, rosemary, bay leaves, orégano, mint, parsley, thyme, the leaves of young celery, sage, salt and pepper. All the herbs fresh. Cook fifteen minutes in this court bouillon and serve with the juice.

For dessert I made bananas in jackets. »  ( Daniel Spoerri,  The Mythological Travels)

The Mythological Travels of a Modern Sir John Mandeville, Being an Account of the Magic, Meatballs, and Other Monkey Business Peculiar to the Sojourn. Together with Divers Speculations Thereon (titolo completo) è un diario di viaggio, ma anche un libro di ricette che racconta l’anno trascorso dall’artista, il 1967, nell’isola greca di Sym.

Il volume include una lunga digressione scritta da Spoerri sulle origini della polpetta. Emmett Williams il traduttore del libro dal francese all’italiano, nella lunga introduzione al volume scrive: « In questi viaggi mitologici Daniel Spoerri ha viaggiato lontano,  […] Questa volta l’ambientazione è l’isola greca di Symi, a due passi dalla Turchia, dove l’artista visse, cucinò e collezionò […]. Il libro sono in realtà tre libri: uno studio sulla magia che non funziona, un itinerario gastronomico di un’isola in cui i lussi culinari sono inesistenti e una tesi sulla polpetta che si allontana in una lunga escursione sul sangue. […]  Mythological Travels, in qualche modo si adatta molto bene alle prime avventure dei viaggi poetici senza censure di Spoerri, e fornisce un solido indizio per l’infatuazione quasi perversa con la magia, la mitologia e la semplice bizzarria sempre in agguato sotto la superficie ma sempre ben nascosta nelle sue opere precedenti – i “tableaux -pièges” o  i “snare pictures”. […] The Mythological Travels, e qualunque cosa sia, è un buon libro di cucina. Ma ciò che interessa a lui, e ai suoi lettori, per lo più, è una storia ancora in corso, un’epopea cumulativa raccontata in un genere letterario a tempo indeterminato che si è sviluppato al di fuori dei limiti dell’immagine del rullante. La storia è iniziata con  “Topography”.  The Mythological Travels è l’ultima puntata. C’è molto di più a venire. E alla fine, probabilmente ci saremo tutti. »

Sophie Calle, Suite Vénitienne – Siglio Press, New York, 1983

Sophie Calle
Suite Vénitienne
Siglio Press, New York
1983

Thursday, February 14, 1980
3:00 p.m. I leave them. I put on the wig; from now on I wont’t go out without wearing it. I continue my search for Henri B. on the streets. I wonder if he’s rich. I go into the luxury hotels: “Do you have a guest named Henri B.?” At the Savoia, the Cavaletto, the Londra, the Danieli, the San Marco, the answer is no.

I know so little about him, except that he had rain and fog the first days, that he now has sun, that he is never where I search. He is consuming me.
Four hours pass. I give up.  (Sophie Calle)

« For months I followed stranger on the street. For the  pleasure of following them, not because they particularly interested me. I photographed them without they particularly interested me. I photographed them without their knowledge, took note of their movements, then finally lost sight of them and forgot them.

At the end of January 1980, on the street of Paris, I followed a man whom I lost sight of a few minutes later in the crowd. That very evening, quite by  chance, he was introduced to me at an opening. During the course of our conversation, he told me he was planning an imminent trip to Venice. I decide to follow him. »  (Sophie Calle)

Suite Vénitienne è il primo libro d’artista di Sophie Calle,  il volume narra del pedinamento di uno sconosciuto:  Henri B. effettuato dall’artista per le strade di Parigi e perpetuato fino a Venezia. In questo libro l’artista fonde la pratica investigativa, i voli pindarici della sua fantasia con un percorso di indagine interiore.
Sophie Calle come un flaneur vaga e si perde all’interno dei labirintici vicoli della città di Venezia, città che diventa sede dei suoi desideri.
L’artista effettua da vera investigatrice un’indagine estremamente meticolosa ma allo stesso tempo arbitraria e spontanea: da una parte ad esempio contatta tutti gli hotel della città per avere informazioni su Henri B., dall’altra decide di perdersi inseguendo nuovi sconosciuti come al esempio il ragazzo che consegna i fiori.  Girando per le calli della città l’artista incontra e stringe relazione con gli abitanti e talvolta li coinvolge nella sua caccia.

Glen Baxter Glen Baxter, His Life: The Years of Struggle Random House Inc, New York 1983

Glen Baxter
Glen Baxter, His Life: The Years of Struggle
Random House Inc, New York
1983

« EVERY YEAR THE FAMILY WENT TO THE SAME LITTLE CHALET ON THE OUTSKIRTS OF MORECAMBE.

MANY WERE THE HAPPY HOURS SPENT THERE. MY SISTER AND I WOULD PLAY “HUNT THE HOT-WATER BOTTLE”, “BURYING THE THERMOS” AND “PUMMEL THE BRACKEN”.

OCCASIONALLY A SPECIAL OUTING WAS ARRANGED. THIS COULD BE ANYTHING FROM A RAMBLE IN SHACKLETON’S WOODS TO VISIT TO THE LOCAL QUARRY. FATHER WOULD SPEND MANY HOURS CHOOSING THE EXACT SPOT WHERE TO PLACE THE PICNIC BASKET. » (  Glen Baxter, Glen Baxter, His Life: The Years of Struggle)

Glen Baxter, soprannominato colonnello Baxter, è un fumettista inglese, noto per i suoi disegni strani e per i suoi testi assurdi. I suoi disegni sono spesso caratterizzati da cowboy, gangster, esploratori e scolari, che pronunciano dichiarazioni intellettuali incongrue riguardo all’arte e alla filosofia. Il mondo di Glen Baxter, sempre riconoscibile, è fatto da razzi, canoe, viaggi spaziali, pesci,  vecchi tipi con toppe sui gomiti e battute su Derrida. I suoi disegni dalle  linee nette apparentemente innocenti si legano in modo surreale ai testi, scritti sempre in maiuscolo, che accompagnano le illustrazioni. I personaggi di  Baxter come annota la giornalista Harriet Lane in un articolo pubblicato sul The Guardian: «rarely ‘say’ or ‘remark’; instead, they ‘splutter’ or ‘snap’ or ‘explode’. It is the contrast between the bald simplicity of the drawings and the baroque excess of the captions that makes Baxter such a significant figure not just in the cartoon business, but in the British comedy landscape.». In Glen Baxter, His Life: The Years of Struggle, l’artista esplora alla stregua di un viaggio nel tempo la sua intera vita, tratteggiando un ritratto umoristico della sua infanzia, della sua famiglia, della vita scolastica e degli inizi della carriera.