Ignazio Mortellaro Works and essays 2011 – 2017

Ignazio Mortellaro
Works and essays 2011 – 2017

2017 – Edizione Numerata
Edizione limitata di dieci copie numerate e firmate accompagnate dalla serie di fotografie: 
Stromboli, Ignazio Mortellaro 2017
a cura di Valentina Bruschi e Agata Polizzi
Ideazione e produzione Ignazio Mortellaro
Pubblicato da Azoto Publishing
Testi di Laura Barreca, Valentina Bruschi, Daniela Cotimbo, Luca Mortellaro, Francesco Pantaleone, Agata Polizzi, Andrea Ruggieri, Simona Squadrito

Questo libro è stato concepito con lo scopo di tracciare il profilo artistico di Ignazio Mortellaro, ma anche creativo e umano, attraverso gli scritti di Luca Mortellaro – fratello musicista e produttore – con il quale condivide alcuni dei suoi orizzonti creativi, curatori che sono diventati amici, critici d’arte che hanno seguito nel tempo la sua ricerca artistica, oltre a frasi e pensieri selezionati tra gli appunti dall’artista. Il volume include due “Visual Essays”, Natura e Lo studio, progetti fotografici realizzati in ambienti opposti, uno esterno e l’altro interno, ma complementari nella ricerca di Ignazio Mortellaro, in un’indagine continua di forme e di senso in movimento tra una polarità e l’altra.

Jessica Raimondi pt. =====

Jessica Raimondi
pt. =====

seconda edizione – 2019
14×19 cm, 88 pp, carta cyclus offset, rilegatura punto singer.

Il progetto pt. ===== nasce da un’esperienza personale dell’artista.
Il titolo riprende la voce “paternità” del suo certificato di nascita, lasciata incompleta nel momento in cui il padre ha deciso di non riconoscerla. Le immagini che compongono la serie mettono in scena il peso che il suo rifiuto ha avuto nella costruzione della sua identità. Un’assenza che si manifesta costantemente, ma il più delle volte in maniera quasi impalpabile: bisogna cercare la crepa, lo strappo, le ferite nascoste sotto la superficie degli oggetti ritratti. Si tratta di un racconto statico, che ritorna incessantemente sui suoi passi senza riuscire mai a progredire in una vera narrazione.
Un’impasse fatta di elementi banali e di persone la cui riconoscibilità viene sempre impedita. Ci sono ma con la loro presenza non fanno che sottolineare ciò che invece manca.
(testo di Monica Poggi)

Maria Antonietta D’ Amora OFFICINA MECCANCA

Maria Antonietta D’ Amora
OFFICINA MECCANCA

cm 13,2 x 17,4 – Stampa inkjet su carta Canson Mi-Teintes
Stampa su carta fotografica e acetato
Ritagliato e rilegato a mano

OFFICINA MECCANICA nasce come progetto finale del percorso formativo in legatoria presso il cpf Bauer di Milano.  Partendo dal concetto che vede l’oggetto libro e più in generale l’attività di publishing come pratica artistica alternativa, ho scelto di utilizzare il libro non solo come tradizionale mezzo di comunicazione che fa fruire ed esaurisce il suo significato esclusivamente attraverso il contenuto, ma di sfruttare e far parlare ogni parte dell’oggetto in relazione o meno a ciò che si trova e racconta al suo interno. Quindi il libro come contenuto e contenitore, che possono essere letti e vissuti separatamente e che insieme si completano.
Il modello di legatoria che ho adottato per questo volume è il foto+: una concertina di passe-partout che racconta in immagini l’azienda di mio padre, a cui dedico dedico il libro, con foto scattate personalmente, schizzi di dettagli meccanici e scansioni su acetato di tavole originali di disegni tecnici. Il formato continuo della concertina dovrebbe ricordare il nastro trasportatore tipico delle macchine industriali. A chiudere una copertina rigida in tela verde, lo stesso scelto da mio padre come colore distintivo dei suoi prodotti.

Niccolò Moronato RIP – elenco abbonati, 2016/2017
Niccolò Moronato RIP – elenco abbonati, 2016/2017

Niccolò Moronato
RIP – elenco abbonati, 2016/2017

esemplare unico, stratificazione UV su elenco originale, rilegato a mano.

Stratificate sulle pagine di questo elenco del telefono si trovano le fotografie di documentazione di ciascuna iterazione di RIP, assieme alle mappe originali del Tuttocittà, che riportano la posizione esatta delle cabine al sorgere degli anni Novanta – gli anni d’oro della telefonia pubblica in Italia.
La tecnica ultravioletta è stata modificata specificatamente per questo esemplare e una serie di pagine singole, permettendo di stendere le immagini senza perdere i nomi degli abbonati sottostanti – un processo che ricalca la stratificazione dello spazio pubblico.
L’elenco è fondamentale nella pratica di RIP perchè, all’interno della cabina, presenta le installazioni realizzate e permette ai visitatori di fare una telefonata gratuita ad un abbonato a caso.
Le telefonate vengono poi registrate e incluse in un archivio in corso di costruzione.

RIP
L’acronimo RIP richiama il nome della defunta SIP.
RIP è un esercizio pubblico di curiosità, un’interrogazione aperta sull’intimità e lo scomparire nello spazio pubblico. Il progetto, iniziato nel 2016, nasce dal ritrovamento fortuito online di un Tuttocittà di fine anni ’80, su cui erano riportate le cabine telefoniche di Milano. L’esplorazione della mappa ha dato vita a un’iterazione di installazioni pubbliche non autorizzate, una serie di happenings di riattivazione di cabine ancora esistenti e una pagina Facebook, Prontopronto.


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