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Il MACRO dal 2012 ha avviato un programma di residenze d’artista trasformando i quattro spazi al secondo piano dell’ala storica del museo in studi di circa 100 mq per accogliere altrettanti artisti (due italiani e due stranieri) per un periodo di quattro mesi.

Gli artisti selezionati per il periodo da febbraio a maggio 2014 sono stati   Guglielmo Castelli  (1987, Torino),   Nemanja Cvijanovi? (1972, Rijeka, Croazia),   Anna Franceschini (1979, Pavia),   André Romão (1984, Lisbona, Portogallo).

In vista della mostra finale che si terrà il 12 giugno, ATPdiary ospita un diario fotografico commentato, per raccontare le suggestioni raccolte durante il periodo di residenza.

Dopo Guglielmo Castelli è la volta di André Romão

Il suo lavoro si muove a partire da un’analisi sulla problematica relazione tra Istituzione e Individuo, inteso come essere politico, economico, culturale e soprattutto storico. Ricorrenti nella sua ricerca sono i riferimenti alla letteratura e alla storia, che l’artista combina per costruire un universo speculativo e uno scenario concettuale da cui far emergere le sue opere: testi, sculture, proiezioni e collage.

MACRO in 2012 started a program of artist residencies transforming the four spaces on the second floor of the historic wing of the museum in studies of about 100 square meters to accommodate as many artists (two Italians and two foreigners) for a period of four months.

The artists selected for the period from February to May 2014 were Guglielmo Castelli 1987, Turin) , Nemanja Cvijanovi? 1972, Rijeka, Croatia), Anna Franceschini (1979, Pavia) and André Romão (1984 , Lisbon, Portugal).

In view of the final exhibition to be held on,  ATP asked each of the artists to prepare for the readers a photographic commented diary, to tell the suggestions collected during the period of residence.

After Guglielmo Castelli, now is the turn of André Romão.

His work moves from an analysis of the problematic relationship between institution and individual, intended as political, economic, cultural and especially historical being. Recurring in his artistic research are references to literature and history, which he combines to construct a speculative scenario and a conceptual universe from which to bring out his works: texts, sculptures, collages and projections.

André Romão - studio view

André Romão – studio view

E’ difficile scrivere di scrittura, dato che scrivere è per lo più quello che faccio. Allo stesso modo in cui è difficile scrivere una proposta per una residenza e attenercisi.

Sono venuto a Roma per il programma di artisti in residenza al Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, con intenzioni molto specifiche, anche con un programma di ricerca ben pianificato. Avrei dovuto saperlo.

Ciò che è importante in una residenza, e che in qualche modo ha informato la maggior parte del mio lavoro, è l’idea dell’incontro, incontri felici potrei arrischiarmi a dire. E credo che sia esattamente ciò che succede. Non puoi prevedere i cambiamenti di rotta o i momenti di rottura, ma puoi prevedere che alla fine si verificheranno.

It is hard to write about writing, as writing is mostly what i do. As it is hard to write a proposal to a residency and stick to it.

I came to Rome for the artist in residency program at Macro – Museo d’arte Contemporanea di Roma, with very specific intentions, a planned research program even. I should have known better.

What is important in a residency, and somehow has informed most of my work, is the idea of the encounter, happy encounters I may risk to say. And I guess that was exactly what happen. You cannot predict changes of route or breaking moments, but you can predict that they will eventually occur.

André Romão - vase depicting the rape of Europa,   Palazzo Massimo

André Romão – vase depicting the rape of Europa, Palazzo Massimo

Tutto quello che avevo pensato di fare ora sembra come un progetto scialbo e lontano, lasciato indietro nella prima pagina del mio quaderno. Quelle prime pagine che scrivi prima di renderti conto che l’ambiente circostante si sta schiacciando. E devi solo lasciare che le tue ossa si rompano per diventare malleabile. E così ho fatto.

Sto cercando di evitare parole come rivelazione, scoperta, realizzazione. Continuerò ad evitarle dato che penso siano parole terribili che nascondono cose terribili.

All that I planned to do seems like a distant and pale blueprint, left behind in the first page of my notebook. Those first pages you write before realizing that your surroundings are crushing you. And you just have to let your bones break to become malleable. And so I did.

I’m trying to avoid words such as revelation, discovery, realization. I will keep on avoiding them as I think they are terrible words that hide terrible things.

André Romão - acrilyc glass female torso,   mercato di Piazza Verdi

André Romão – acrilyc glass female torso, mercato di Piazza Verdi

Ci sono momenti in cui guardando si viene guardati. Questo è probabilmente il modo in cui le cose ti agganciano. E tutto ad un tratto smetti di vedere le sculture come dimostrazioni di potenza, rappresentazioni di sviluppi artistici, avanzi di macrostrutture passate. E inizi a vederle come corpi da ammirare.

There are moments when you look and you get looked back. That is probably how things hook you. And all of the sudden you stop seeing sculptures as demonstrations of power, representations of artistic developments, leftovers of past macro-structures. And see them as bodies to be admired.

André Romão - empty eyes on bronze heads,   Museo Archeologico di Napoli

André Romão – empty eyes on bronze heads, Museo Archeologico di Napoli

Questo può essere il punto in cui i tuoi piani vengono lasciati alle spalle, e puoi davvero iniziare a produrre.

O almeno è stato nel mio caso, dato che non ho intenti di fare alcuna generalizzazione, in linea di massima, non mi interessa se se ne facciano o meno.

That may be the point when your plans get left behind, and you can actually start producing.

Or at least it was in my case, as I have no intents to do any generalization, as a meter of fact, I don’t care if they are done or not.

André Romão - Forum Italico,   Roma

André Romão – Forum Italico, Roma

La mostra che è in procinto di essere inaugurata (tic-tac-tic-tac) è un insieme di testi (ma non solo), personaggi che entrano in gioco, alcuni li ho portati io, alcuni li ho trovati a Roma. Un fantasma, un attore, un’antica testa di bronzo senza occhi, un anello, una stanza che diventa sempre più scura.

The show that is now about to open (tic-tac-tic-tac) is a set of texts (but not only), characters come into play, some brought with me, some found in Rome. A ghost, an actor, an ancient bronze head with no eyes, a ring, a room that gets darker and darker.

André Romão - studio view

André Romão – studio view

André Romão - studio view

André Romão – studio view

Questo è il mio primo tentativo di scrivere un diario, o almeno se così può essere chiamato, e come nei miei giorni di scuola quando mi è stato chiesto di tenere un diario della mia estate solo per farmi scrivere, anche qui sto ovviamente barando. Sto scrivendo tutto sulla mia estate negli ultimi giorni rimasti prima che la scuola ricominci, e perciò può sembrare un po’ sbiadito e in qualche modo vago. Visto da lontano tutti quei giorni sembrano uguali e banali, ma io sono qui, non sapendo esattamente come o anche perché, con un fantasma, un attore, un’antica testa di bronzo senza occhi, un anello e una stanza che diventa sempre più scura.

This is my first attempt to write a diary, or so it might be called, and as in my schooldays when I was asked to keep a diary of your summer just to get me to write, I am obviously cheating. I’m writing all about my summer in the last few days left before school starts again, thus it may only seem faded and somehow vague. Seen from afar all those days seem alike and banal, but here I stand, not knowing exactly how or even why, with a ghost, an actor, an ancient bronze head with no eyes, a ring and a room that gets darker and darker.

La rubrica DIARY è a cura di Matteo Mottin