• Silvia Mariotti, Aria buia #2 , 2014. Stampa inkjet su carta cotone e cornice nera a cassetta, courtesy of the artist
  • Veduta della mostra di Silvia Mariotti, Fronte invisibile, Villa Manin di Passariano, Udine
  • Laura Renna, Border line, 2016, 10 Farnie, 10 bastoni da passeggio, veduta dell_installazione, Terme di Como Romana
  • Laura Renna, Grove, 2016, rame, ottone, tranciati di legno, veduta dell_installazione, Galleria Adiacenze, Bologna, courtesy of the artist
  • Laura Renna, Queen Alexandra, 2014, stampa fotografica montata su pannello in dibond, cornice in legno di abete, courtesy of the artist
  • Michele Tocca, Artist's shoes, 2014 olio su tela, courtesy of the artist
  • Michele Tocca, Vapour II, 2014 olio su tela, courtesy of the artist
  • Michele Tocca, Zip Painting, 2014 olio su tela, courtesy of the artist

Attivo a Milano dal 2008, MARS/ Milan Artist Run Space è realtà vivace in grado di offrire al pubblico uno sguardo sulle più aggiornate pratiche artistiche italiane e straniere dell’arte contemporanea. Lo spazio di zona Pasteur nasce da un’idea originaria di Lorenza Boisi che avvia insieme ad altri artisti una programmazione di eventi performativi, espositivi ed artistici sul modello delle più diffuse realtà autogestite europee. MARS nasce come spazio fisico e soprattutto come progetto in sé che decide di non strutturarsi organicamente, rivelandosi come contenitore di tante proficue diversità che prospettano una commistione ed una grande carica di energia inventiva.

MARS ha ospitato finora più di duecento artisti in un ampio calendario di mostre ed eventi annuali, mantenendo da sempre un ruolo indipendente e basato su un approccio non-profit.

Attualmente il direttivo è composto da Lorenza Boisi, Yari Miele e Fabio Carnaghi che attraverso nuovi percorsi attiva un variegato panorama di iniziative che si estendono dalla promozione di artisti emergenti alla collaborazione con artisti già affermati a livello internazionale, fino all’apertura di nuove dinamiche a carattere partecipativo.

MARS presenta l’opera di Laura Renna, Michele ToccaSilvia Mariotti

Laura Renna, Helichrysum, 2015, lana di ottone, ferro zincato, courtesy of the artist

Laura Renna, Helichrysum, 2015, lana di ottone, ferro zincato, courtesy of the artist

Laura Renna —

Attraverso l’installazione ambientale Laura Renna restituisce un aspetto peculiare della sua personalità artistica. La scultura e la fotografia si contaminano negli interventi sullo spazio di Renna. La ricerca sul materiale è studio sulle potenzialità ulteriori che la messa in forma potrà consentire in un dialogo serrato con la spazialità di intervento e la progettualità scultorea. La sperimentazione installativa si avvale di materie prime industriali o di oggetti trovati che trovano collocazione prevalentemente in contesti specifici o in una pratica fotografica che tende a documentare esiti, interventi e relazioni nello spazio. Le installazioni di Renna riflettono sull’idea di habitat inteso come ecosistema antropico in cui al contrario la natura diviene abitante. Le biodinamiche esistenti in natura assumono così un ruolo soverchiante e sovversivo degli schematismi e delle speculazioni artificiali che demarcano il limite umano rispetto alla forza naturale. Le forme naturali ispirano un design a cui si piegano i materiali artificiali. Questo approccio mette in discussione l’idea di paesaggio facendo convergere nel processo installativo processi specifici di Land Art.

Laura Renna è membro dal 2014 della Royal British Society of Sculptors di Londra. Tra le sue recenti mostre personali si evidenziano Que reste-t-il, Adiacenze, Bologna e Disarmonica Grazia, Galleria Annarumma, Napoli.

Michele Tocca, Clouds (Cumuli), 2016 olio su zinco, courtesy of the artist

Michele Tocca, Clouds (Cumuli), 2016 olio su zinco, courtesy of the artist

Michele Tocca —

La pittura di Michele Tocca è un’indagine che si interroga sullo statuto intrinseco al medium pittorico che non può prescindere da un confronto diretto con la tradizione. Entrare nel merito di questo dibattito significa riprendere le fila di un discorso che può continuare oggi senza riluttanze o strepitose dichiarazioni di rottura. La riflessione sulla pittura scaturisce sempre dall’osservazione del mondo fisico. I dipinti di Tocca registrano dinamiche percettive e immaginative attraverso la pittura dal vero quale disputa tra organico e artificiale, conoscenza immediata e mediata, esperienza e genere, contemporaneo e storico.

Il dato fisico allude a rimandi ulteriori e suggestioni immaginarie. Le cose che contengono, rivestono o svelano altre cose. Fenomeni naturali o formazioni organiche, che trasformano, svelano o rivelano una visione, una scena, un oggetto. Manufatti, strumenti d’uso comune, che portano i segni di usura, forze o azioni. Oggetti provenienti da altri tempi, che esistono nel presente. Tutto questo repertorio documenta un immaginario fatto di presenza e di impermanenza, persistenza e fugacità, metamorfosi e adattamenti, tempo e durata, estemporaneità e ciclicità. Tale pratica pittorica sur le motif apre a scenari inediti di ripensamento delle modalità di rappresentazione. L’attitudine ermeneutica di Michele Tocca si rivolge alla natura coi suoi ritmi atmosferici documentati in presa diretta così come allo stato delle cose, attraverso la sensibilità di fermare l’imprevedibilità esperienziale e di intercettare flussi iconografici che scorrono silenti.

Tra le recenti mostre di Michele Tocca (Subiaco, 1983) si segnalano Allegoria, Fuoricampo, Bruxelles e Siena (con Angelo Sarleti); Benjamin Senior_Michele Tocca: The Fate of Forms, FLAG Foundation, New York;  Declinazioni della Pittura, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo; Pittura Italiana e altre storie minori, Villa Torlonia, Roma, di cui è co-curatore.

Silvia Mariotti, Scogli di Zinco, 2015. Stampa inkjet su carta baritata, alluminio e dibond,  courtesy of the artist

Silvia Mariotti, Scogli di Zinco, 2015. Stampa inkjet su carta baritata, alluminio e dibond, courtesy of the artist

Silvia Mariotti —

La fotografia di Silvia Mariotti si avvale della possibilità di straniamento nell’indagare la realtà. La scelta di una rappresentazione fragile e indefinita si identifica nell’astrazione – rispetto al contesto – di dettagli talvolta interstiziali ma altrimenti trascurabili da una nitida visione d’insieme. Il particolare si emancipa dal generale. La vista offuscata, rallentata nel processo percettivo dal buio, è indotta ad uno sforzo immaginativo nel completare l’immagine. La sintesi prevale sulla narrazione di racconti evocativi che l’immagine trattiene, custodisce e lascia soltanto intuire. Il paesaggio naturale si isola nella staticità irreale, a volte onirica, a volte inquietante ma sempre implicitamente rivolto ad un confronto con la dimensione antropica. La sospensione dal tempo reale supera il visibile per consentire l’accesso alla capacità di intuire, di interpretare, di ricordare. L’ottica fittizia favorisce uno sguardo soggettivo che destruttura il reale, sfiora l’illusione ed introduce ad un’atmosfera letteraria.

Tra le mostre personali recenti di Silvia Mariotti (Fano, 1980) si ricordano A radio play, MARS, Milano (con Moe Yoshida); Fronte Invisibile, Villa Manin, Passariano, Codroipo (Udine); Dawn On A Dark Sublime, AplusA Gallery, Venezia.

(Testi di Fabio Carnaghi)

Silvia Mariotti, Aria buia #1, 2014. Stampa inkjet su carta cotone applicata su dibond e cornice bianca, courtesy of the artist

Silvia Mariotti, Aria buia #1, 2014. Stampa inkjet su carta cotone applicata su dibond e cornice bianca, courtesy of the artist