Sigrid Holmwood, pigment made from aliaga (Genista scorpius)

Sigrid Holmwood, pigment made from aliaga (Genista scorpius)

ATPdiary ha chiesto a una selezione di spazi indipendenti italiani di presentare degli artisti con cui hanno collaborato o collaboreranno nei prossimi mesi. L’obiettivo è di presentare una nuova generazione di artisti (si spera bravi) seguiti da altrettanti spazi per la crescita di nuovi talenti.

Selected Projects

Sigrid Holmwood

Forse la più rappresentativa in assoluto, per l’attività di Yellow, poiché è un buon esempio di come la pittura superi i preconcetti sulla sua o meno attualità, pur mantenendo, anzi recuperando, degli aspetti legati a tradizioni del passato, in un’ottica di esigenze contemporanee.
Lei è già piuttosto conosciuta e il suo lavoro è già stato pubblicato in importanti pubblicazioni, ma in Italia è ancora piuttosto sconosciuta e credo meriti di avere maggiore visibilità.
L’ho invitata ad esporre a Yellow nel 2018, con una personale, dopo che, nel 2015 ha partecipato a una mostra collettiva sempre a Yellow, dal titolo “Controcanto. Palinodie e contaminazioni“. È nata nel 1978, è un’artista britannico-svedese. Il suo lavoro è, a mio giudizio, uno dei più interessanti lavori pittorici in circolazione, per ricerca strettamente pittorica, aspetti performativi e valenza politica. Sta completando un PhD al Goldsmith College di Londra.
Il suo lavoro verte attorno al concetto di pittura contadina (è interessata allo stesso tempo al concetto di pittore contadino e alla pittura di scene di vita contadina), recuperando ricette antiche per la coltivazione di piante ai fini della produzione dei pigmenti, dove l’aspetto di manualità e artigianalità, ha per lei una valenza di resistenza politica. Lei stessa si traveste da contadina, mettendo in scena “rievocazioni” storiche attraverso performances e workshops.
Per Yellow, presenterà una serie di opere e contemporaneamente svilupperà un progetto di coltivazione di pigmenti, mandandomi semi e istruzioni, per far crescere piante specifiche ai fini della loro trasformazione in pittura.
Testo di Vera Portatadino

Sigrid Holmwood, Roasted Mayan, Mayan blue pigment made from woad (Isatis tinctoria)

Sigrid Holmwood, Roasted Mayan, Mayan blue pigment made from woad (Isatis tinctoria)

Sigrid Holmwood, 'Dancing right to left' (2017), Ink and gesso on calico, mordant printed and dyed with dyer’s broom, madder, cochineal, and logwood, on board, 110 cm x 180cm

Sigrid Holmwood, ‘Dancing right to left’ (2017), Ink and gesso on calico, mordant printed and dyed with dyer’s broom, madder, cochineal, and logwood, on board, 110 cm x 180cm

Luca De Angelis

Luca De Angelis (San Benedetto del Tronto, 1980. Vive a Milano) naviga, cerca fotografie da usare. Ha le ginocchia sepolte nella scrivania quando un’immagine, d’un colpo, arresta il ticchettio sulla tastiera: raggela l’atto di un sopralluogo, è un documento senza stile. Qualcosa di reale, di logico, deve averlo colpito. Tasto destro, save the image as e quel groviglio di pixel e caratteri alfanumerici è presto in archivio, al riparo, insieme ad altre dozzine di fotografie. Non avrebbero nulla da insegnarci se De Angelis non le dipingesse, se di quella fake new o di quell’epidemia intercettata su un blog congolese non ci permettesse di inghiottirne una precisa atmosfera, il suono di una natura terrosa e presente, in cui la notizia è pretesto e mai il centro della sua ispirazione. La sua pittura non riproduce alla lettera, semmai moltiplica, amplifica le percezioni. È parte di un processo conoscitivo in cui il tempo della fruizione dell’opera si spartisce per sempre in un prima e in un poi. Non ha nulla a che vedere con la neutralità del medium fotografico: ogni dipinto è portatore sano di un rapporto personale tra l’autore e la realtà che preleva. Una fotografia si realizza per studio, talvolta per dovere, come cronaca impone: un’intenzionalità che la pittura di De Angelis supera del tutto senza operare giudizi. La fotografia lo interessa come object trouvè, concentrato com’è su quel gioco continuo tra l’elemento naturale e la figurazione umana che è la sua firma.
Testo di Valeria Raho

Luca De Angelis, Senza titolo, olio su lino, 200x150 cm, 2016

Luca De Angelis, Senza titolo, olio su lino, 200×150 cm, 2016

Luca De Angelis, Sopralluogo, olio su tela, 25x30cm, 2014

Luca De Angelis, Sopralluogo, olio su tela, 25x30cm, 2014

Luca De Angelis, Paesaggio, olio su lino, 20x25x2, 2015

Luca De Angelis, Paesaggio, olio su lino, 20x25x2, 2015