Artissima 2014,   Torino

Artissima 2014, Torino

Artissima ha aperto i battenti oggi a mezzogiorno con la conferenza stampa che si è tenuta nel bookcorner. La prima ad intervenire è stata la direttrice Sarah Cosulich Canarutto: “Benvenuti alla 21esima edizione di Artissima. Siamo partiti già ieri con Shit & Die e la sua ondata di energia. Oggi apriamo le porte della fiera, con la grande novità di quest’anno: Per4m. Siamo la prima fiera al mondo a creare un’edizione commerciale dedicata a questa disciplina. Mantenendo sullo sfondo l’idea della performance, abbiamo pensato sia importante rinfrescare il linguaggio della presentazione stampa stessa. Paolo Maggioni (giornalista Rai) farà della conferenza stampa di oggi una sorta performance. Lui è l’archetipo del giornalista che si annoia alle conferenze stampa: vogliamo coinvolgerlo”.

Così Maggioni, con una sveglia a forma di hamburger in mano, ha cronometrato l’intervento di ogni partecipante alla conferenza, in modo che non superasse i due minuti. Lui, invece, in un minuto soltanto riassume il comunicato stampa, ricordando le cose essenziali-essenzialissime che già sappiamo: numero di gallerie coinvolte, numero di paesi presenti, numero di curatori, … Ne farebbe una fiera di numeri, addirittura. E prima di cedere la parola, aggiunge: “Se vi dicono ‘divertente’ (specialmente con la r moscia) stanno per comprare tutto”. Lanciato un invito ai ricconi russi a sborsare ‘dollaroni’ per comprare subito e caricata la sveglia, porge il microfono ad Antonella Parigi: “Abbiamo bisogno di arte e di cultura contemporanea a Torino e nel nostro paese. La fiera è strettamente connessa con la dimensione del ‘guardare al futuro’, incrementando la ricerca e coinvolgendo musei”.

Subito dopo (che non sia consumato nemmeno un minuto!), interviene Maurizio Braccialarghe (assessore alla cultura di Torino): “Avevo pensato di fare un intervento ripetendo ‘Ciao’ per due minuti. Ma questo ‘Ciao’ comprende: che in Italia e nel mondo Artissima è una delle occasione più importanti per mettere insieme tanta arte contemporanea; che capire la contemporaneità significa assumere un indirizzo ed uno stimolo verso la trasformazione del mondo e di tutto ciò che ci circonda; che essere una delle città più impegnate nell’arte contemporanea significa avere la capacità di interpretare i tempi che si vivono, tenendo sempre in considerazione che ogni interpretazione è soggettiva”.

Fulvio Gianaria (presidente CRT), invece, aggiunge: “E’ una mattina come ventuno anni fa. Un evento molto più piccolo e sorretto da una passione di un gruppo allora, poi sempre più meta per le opportunità degli operatori e oggi frammento forte dell’identità cittadina. La ricaduta è stata in termini di coinvolgimento e di servizio alla comunità. Frequentare una fiera e mettere il naso in lavori incomprensibili significa stimolare curiosità, stupore ed indignazione di chi frequenta l’arte contemporanea. La scommessa del domani è difficile: Artissima dovrebbe mantenere una specificità ed un’identità proprie se non vuole omologarsi alle fiere internazionali, obiettivo non facilmente abbinabile col muoversi nel mercato. La seconda sfida per Artissima è proseguire in totale autonomia. Non è una minaccia, ma un augurio.

Così, insieme anche ai due interventi dei presidenti di San Paolo e Unicredit, in soli 12 minuti si concludono gli interventi dei presenti, escluso quello della Canarutto, che riprende la parola e suggella il discorso iniziale: “Artissima è sperimentazione e ricerca. Dobbiamo essere innovativi, rischiare e metterci in gioco. Dobbiamo essere una fiera internazionale che compete. Ci proviamo in tutti i modi ed ogni anno vogliamo qualcosa di diverso. I nostri obiettivi sono sempre la qualità e l’offerta. Perché Artissima? Perché qui si scoprono i giovano. 195 gallerie di 34 paesi diversi, di cui il 70% estere: le relazioni sono internazionali. 45 curatori e direttori di musei internazionali coinvolti: freschezza, dinamismo, ricerca. La scelta curatoriale significa selezione e selettività. Gli stand sono di livello e le gallerie colgono lo spirito di questa fiera unica. Artissima è come una grande orchestra in cui ognuno suona la sua sinfonia perfetta. Sottolineo l’importanza della sezione Per4m, con 16 opere in 4 giorni di fiera (soprattutto di giovani artisti) e ricordo che anche la performance si compra: cosa si compra? Un certificato, il possesso di un’opera e la responsabilità di metterla in scena. Cos’è la performance? un’opera a tutti gli effetti che, da ormai 10 anni, è parte del mercato. Ricordo inoltre l’importanza dei collezionisti da tutto il mondo, anche da nuovi paesi (Sudamerica, Brasile, Asia, Medio Oriente), che sono energia e motore della fiera. Artissima, con Shit & Die, sarà in città per due mesi, sino all’11 gennaio. Vuole infiltrare la città, con un’iniziativa culturale che coinvolge tutto il pubblico attraverso una mostra sorprendente a Palazzo Cavour.

Marco Arrigoni

Sarah Cosulich Canarutto,   Artissima 2014,   Torino

Sarah Cosulich Canarutto, Artissima 2014, Torino

Artissima 2014,   Torino

Artissima 2014, Torino

Artissima 2014,   Torino

Artissima 2014, Torino

Artissima 2014,   Torino

Artissima 2014, Torino

Artissima 2014,   Torino

Artissima 2014, Torino

Sarah Cosulich Canarutto,   Artissima 2014,   Torino

Sarah Cosulich Canarutto, Artissima 2014, Torino