• Carsten Höller - Hangar Bicocca
  • L’image Volée. Fondazione Prada. Foto Delfino Sisto Legnani Studio.
  • Sarah Lucas. Innamemorabiliamumbum. Fondazione Nicola Trussardi
  • Studio Azzurro, Immagini Sensibili. Palazzo Reale. Prologo a Diario Segreto Contraffatto, Opera videoteatrale, 1985, Roma, La Piramide
  • Paolo Gioli, Volto attraverso nido d'api, Fotofinish 1996
  • Nico Vascellari - Case Chiuse Milano 2016 copia
  • Paolo Icaro, Spazi di Spazio, Albers, 2015, tondino di alluminio al silicio ∅ mm.9, cm.200x70x70, photo credit Michele Sereni, courtesy P420, Bologna
  • Eric Bainbridge, PELOUCHE 2, 1985. Ocelot fur fabric, chicken wire, plaster, and steel 230 x 160 x 100 cm. Courtesy the artist , Workplace (London), Monitor, Rome
  • Claire Fontaine, Vogliamo tutto brickbat, 2016 Brick and brick fragments and archival digital print 19.8 x 12.8 x 5.6 cm Courtesy of the Artist and T293
  • Dan Rees, Artex Painting, 2016 oil on canvas / olio su tela 160 x 210 cm Courtesy of the Artist and T293
  • Marcos Lutyens Sillage Underground Induction, 2016 hypnosis induction Courtesy the artist & Kunstverein Milano
  • Ex Guarmet - People in a Building Without the Building
  • Anna Franceschini DISCOLITE Performance for one dancer, a strobe light and some collapsible reflectors. Performer: Laura Pante Styling: MARIOS - Milano and Lori Girgenti Photocredit: Alessandro Di Giampietro
  • Fondazione Carriero Milano
  • Where Wild Flowers Grow, Armanda Milano 2016
  • Marko Tadic, We used to call it moon #2, ink on postcard, 2011, 15x10cm, Courtesy Laura Bulian Gallery

Non ricordo una settimana così densa di aperture, incontri, presentazioni. Dopo tre anni di coerente e strategico lavoro, il team del Miart – capitanato per l’ultimo anno da Vincenzo De Bellis in partenza per gli States – è riuscito a dare a Milano un’atmosfera propositiva e credibile in merito all’arte contemporanea. Galleristi (anche non presenti in fiera) che affittano luoghi per pochi giorni, altri espandono il loro spazio oltre la galleria per (di)mostrare che va tutto a gonfie vele (Zero…), altri ancora fanno dei progetti in piccole cordate per presentarsi al meglio. Insomma, a Milano questa settimana bisogna proprio ‘esserci’, sotto forme e dimensioni imprevedibili. ATPdiary, destreggiandosi tra i tanti appuntamenti, ne ha selezionati alcuni (tra cui alcuni decisamente ovvi), ma in ogni caso imperdibili. Tra questi, le mostre di Castner Holler, Sarah Lucas, Paolo Gioli, Studio Azzurro e il ‘duetto’ Fontana e Leoncillo. Attesa è anche l’apertura di FM Centro Arte Contemporanea con la mostra a cura di Marco Scotini, L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Nello stesso luogo, da Roma, Bologna e Pistoia arrivano in città i progetti delle gallerie P420, Monitor, SpazioA. Viaggia da ‘sola’ invece la T293  con lo spazio pop-up per il progetto in-residence. Riteniamo da seguire anche progetti più ‘piccoli’ ma in ogni caso propositivi come le mostre negli spazi ‘altri’ di Fanta, Armada e il nuovissimo Mega. Careof e Kunstverein presentano un progetto estemporaneo, People in a Building Without the Building. Apre le ‘danze’ il progetto Case Chiuse con Nico Vacescellari la sera del 4 aprile, ecc.

Buoni giri!

Albergo Diurno Venezia – Sarah Lucas

Opening venerdì 8 aprile, ore 19 (su prenotazione). Dall’8 al 10 aprile 2016.

Massimiliano Gioni e Vincenzo De Bellis curano la mostra personale INNAMEMORABILIAMUMBUM dell’artista inglese Sarah Lucas presso gli spazi dell’Albergo Diurno che il celebre architetto Piero Portaluppi progettò negli anni Venti sotto Piazza Oberdan. In un tempio della cura di sé, del fisico e della bellezza la Lucas darà luogo a eventi espositivi, performance e happening che avranno come tema principale il corpo. Desideri, pulsioni represse, tabù, stereotipi maschilisti e/o femministi, ruoli e generi sessuali sono alcuni dei temi propri del suo lavoro ormai da anni. “La cura del corpo, l’esperienza dell’anatomia come bellezza e come trauma sono temi che tornano con costanza nella poetica dell’artista britannica: l’Albergo Diurno Venezia – questo mondo sotterraneo, affascinante ma anche oscuro – è dunque il teatro perfetto per un suo progetto site-specific”.

Palazzo Reale – Studio Azzurro

Dal 6 aprile al 4 settembre 2016

Studio Azzurro. Immagini sensibili è la mostra che Palazzo Reale ospita di quel gruppo di artisti milanesi che ormai da 35 anni si esprimono mediante le nuove tecnologie. Proiettori, monitor, touchscreen e sensori, oltre che essere i dispositivi mediante cui Studio Azzurro dà vita alle sue opere, sono anche sistemi che consentono la partecipazione attiva del pubblico all’interno degli spazi espositivi. Sarà una vera e propria mostra “omaggio” ad un gruppo d’artisti e ad una pratica di lavoro che ha portato alla creazione di videoinstallazioni interattive, ambienti sensibili, musei di narrazione, film e spettacoli teatrali…

Fondazione Prada – L’image volée

Dal 18 marzo al 28 agosto 2016

Più di 90 lavori realizzati da una sessantina di artisti dal 1980 ad oggi sono stati disposti nei due piani della Galleria Nord e del Cinema della Fondazione Prada, ormai giunta al suo primo anno di età. La mostra è curata da Thomas Demand, mentre l’ambiente allestitivo progettato è stato realizzato dallo scultore Manfred Pernice. Modelli preesistenti, iconografia di riferimento, originalità, invenzioni concettuali e copie sono alcuni dei punti di partenza da cui Demand ha voluto riflettere sul furto, la nozione di autore, l’appropriazione e il potenziale creativo di ogni ricerche. Il tutto viene affrontato attraverso tre diverse sezioni: Literally Stealing (l’appropriazione fisica dell’oggetto o la sua assenza), Iconographic Poaching (la sottrazione relativa all’immagine piuttosto che all’oggetto concreto) e Pictures that Steal (l’atto del furto attraverso l’immagine stessa).

FM Centro Arte Contemporanea Inarchiviabile/The Unarchivable | Corale a cura di Monitor, P-420, Spazio A | Marko Tadi? – Laura Bulian Gallery

Dal 7 aprile al 30 giugno 2016

Apre a Milano FM Centro per l’Arte Contemporanea, un nuovo polo dedicato all’arte e al collezionismo che raccoglie in un unico contesto tutti i soggetti e le funzioni connesse alla valorizzazione, esposizione e conservazione dell’arte. In occasione di Miart 2016, FM Centro per l’Arte Contemporanea inaugurera? il 7 aprile con la mostra L’ Inarchiviabile/The Unarchivable (8 aprile-15 giugno 2016), curata da Marco Scotini in collaborazione con Lorenzo Paini. La mostra presentera? un’ampia ricognizione della scena artistica italiana degli anni ‘70, un decennio di grande produttivita? in cui la cultura “eccede” al di fuori del campo dell’estetica, sconfinando in linguaggi che resistono alla catalogazione e in pratiche effimere e azioni legate alla performativita? sociale e basate sulla temporalita?.

In contemporanea Corale, a cura della galleria di Roma Monitor, P420 di Bologna e SpazioA di Pistoia. Nello spazio di circa 800 mq, le tre realtà espositive allestiranno artisti di diverse generazioni a confronto. Tra gli artisti presentati: Eric Bainbridge, Franco Guerzoni, Benedikt Hipp, Nicola Samorì, Claudio Verna per Monitor; Luca Bertolo, Esther Klas, Chiara Camoni, Piotr Lakomy, Giulia Cenci per SpazioA; Riccardo Baruzzi, Irma Blank,  Rodrigo Hernández,  Paolo Icaro, Joachim Schmid, Alessandra Spranzi, Franco Vaccari, per P420.

Laura Bulian Gallery, invece, in occasione di miart, presenta al FM Centro per l’Arte Contemporanea la personale dell’artista croato Marko Tadi? (1979) a cura di Marco Scotini. Nella visione di Tadi? il mondo, ormai reduce dell’utopia modernista e socialista, si manifesta allo stadio miniaturizzato. Non si tratta tanto di un mondo fatto di cose, quanto delle macchine che le hanno mostrate o attraverso le quali ci sono apparse: il cinema, il museo, il display, la cartolina, ecc. Maquette espositive, piccoli schermi di proiezione, attrezzature sceniche e video-animazioni sono soltanto alcuni dei micro-dispositivi messi in campo nel lavoro di Tadi?. È come se tutti gli elementi di questa visibilità organizzata e istituzionalizzata, una volta usciti dalla Storia, fossero restituiti a uno stadio d’innocenza originaria. Ormai ci stanno accanto come docili arnesi e utensili quotidiani, senza sapere se registrino una perdita (quali testimoni del disincanto) oppure se siano pronti a rimettersi in gioco quali soggetti di un nuovo mistero (di un nuovo incanto).    (Da Comunicato stampa)

Esterno FM Centro per l'arte contemporanea,   Ph. Di Consoli

Esterno FM Centro per l’arte contemporanea, Ph. Di Consoli

Hangar Bicocca – Carsten Höller

Opening mercoledì 6 aprile 2016, ore 19. Dal 07-04 al 31-07-2016

Più di venti, sia storici che nuovi, opere faranno parte della mostra personale Doubt dell’artista tedesco Carsten Höller che Hangar Bicocca ospita nei suoi spazi delle Navate, con la curatela di Vincente Todolì. Il titolo suggerisce subito il tema fondante del percorso espositivo: il dubbio. Dal primo momento in cui lo spettatore mette piede nella mostra, l’installazione Y (2003) — numerose lampadine che si accendono e spengono ad intermittenza — pone il dubbio su quale direzione scegliere. Tutte le opere saranno infatti disposte su un unico asse, dividendo lo spazio in due sezioni, ognuna delle quali offrirà una sola faccia dei lavori esposti, costringendo il visitatore a percorrere tutta la mostra per scoprire, poi, quella rimasta nascosta dall’altra parte.

Peep-Hole – Paolo Gioli

Autore tra i più sperimentali degli ultimi cinquant’anni, Paolo Gioli è presente nello spazio Peep-Hole con un corpo di opere datate fine anni ’60 fino alla fine degli anni ’90. L’esposizione tocca i nuclei fondanti e i temi ricorrenti della produzione di Gioli, attraverso opere che incrociano e fondono pittura, cinema e fotografia. Alcune serie chiave della sua produzione come le Autoanatomie, i Fotofinish e le Naturae, si affiancano in mostra a lavori più inediti come alcuni dipinti e disegni realizzati alla fine degli anni Sessanta.

Paolo Gioli,   Autoanatomie (Self-Anatomies),   1987,   Polaroid su seta serigrafica cm 34x27- su carta da disegno,   cm 50x60

Paolo Gioli, Autoanatomie (Self-Anatomies), 1987, Polaroid su seta serigrafica cm 34×27- su carta da disegno, cm 50×60

 Fondazione Carriero — Fontana Leoncillo

Dal 6 aprile al 9 luglio 2016

Gli spazi di Casa Parravicini, sede della Fondazione Carriero, ospitano la mostra Fontana Leoncillo – forma della materia. Il progetto espositivo accoglie un corpus di circa 40 opere – realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, di Leoncillo Leonardi e Lucio Fontana. Il taglio curatoriale di Francesco Stocchi ha privilegiato non tanto il confronto tra gli artisti, ma bensì un vero e proprio incontro tra due grandi protagonisti dell’arte italiana. Un’attenta selezione di opere ci porta lungo un ben preciso punto di vista per esaltare nuove chiavi di lettura sul lavoro di Fontana, suggerendo differenti sguardi e riflessioni sulla sua opera, e di ri-scoprire il lavoro di Leoncillo tramite la lente della sua “affinità elettiva” con il fondatore dello Spazialismo. “Accumunati da un’indagine sulla materia e la sua disgregazione, sul colore e sullo spazio, Fontana e Leoncillo sono – nelle parole di Francesco Stocchi – ”mossi dalle medesime intenzioni, ma elaborano modalità espressive al contempo differenti e complementari”: l’approccio scultoreo alla pittura di Fontana – capace di portare la terza dimensione in una superficie bidimensionale – si giustappone all’approccio pittorico alla scultura di Leoncillo, il quale si allontana progressivamente da un’ottica rappresentativa per concentrarsi sulla matericità pura.”

Careof - Kunstverein, Milano — People in a Building Without the Building

Kunstverein Milano e Martina Angelotti (careof)  uniscono le forze per un’occasione molto speciale. Tra venerdì 8 e sabato 9 aprile, per 24 h. avremo la possibilità di essere testimoni di una sorta di evento ‘taumaturgico’. “People in a Building Without the Building” – come suggerisce il titolo – è una sorta di registrazione delle ultime 24 ore prima della demolizione dello stabile della Ex Guarmet. Una giornata, dunque, scandita da performance, interventi, sound pieces e djset. “People in a building without the building prende il titolo da un’opera di Aldo Giannotti che usa il disegno come strumento per immaginare possibili interventi e azioni che coinvolgono spazi e persone. Questa suggestione iconica che il disegno e il titolo ci aiutano a visualizzare, induce a pensare all’architettura stessa come a uno spazio mobile, suscettibile di interpretazione, e strumento malleabile su cui impostare e costruire pensieri e azioni diverse.  (..)  Gli interventi degli artisti coinvolti, insieme danno vita ad un’azione corale, dove si alternano specificita? di linguaggio e pratiche che in molti casi gli artisti hanno ripensato in funzione di questo luogo.” Gli artisti conivolti: Alterazioni Video, Giorgio Andreotta Calo?, Lupo Borgonovo, Simone Brollis, Beatrice Catanzaro, Heman Chong, Anna Franceschini, Riccardo Giacconi, Aldo Giannotti, Lav Kontinovic, Marcos Lutyens, Daniele Maffeis, Diego Marcon, Kinkaleri, Jacopo Miliani, Elena Nemkova, Ozmo, Parasite 2.0, Maria Pecchioli, Davide Savorani, Enzo Umbaca, Valentina Vetturi, Driant Zeneli.

In-residence T293 

Dal 8 aprile al 8 maggio 2016
La T293, in collaborazione con  il curatore indipendente Alessandro Buganza, ha dato vita ad un progetto estemporaneo in uno spazio pop-up sito in via Gabba 1, Milano. Galleristi e curatore hanno selezionato i seguenti artisti: Henry Chapman, Claire Fontaine, Henrik Olai Kaarstein, Sonia Kacem e Dan Rees. In mostra una serie di opere di recente produzione come le sculture di Kaarstein del 2015, un’installazione della Kacem del 2015 e un dipinto del 2016 di Dan Rees. Oltre a produzioni recenti,  sono esposte anche opere appositamente prodotte per questa ‘residenza’. E’ il caso dei due dipinti di Henry Chapman e del dipinto e dell’opera testuale presentata dai Claire Fontaine. La mostra, che inaugureremo venerdì 8 aprile alle ore 19, resterà aperta al pubblico fino all’8 maggio 2016.

Fanta – Armada – MEGA – Case Chiuse

Poche notizie, tanti nomi, molta energia. Parliamo degli spazi ‘indipendenti’ (per quanto ancora?). Fino al 29 maggio,   Fanta Spazio ospita Wynne Greenwood tracy + the plastics. Collettiva invece per  Armada (Via Privata Don Bartolomeo Grazioli 73): “Where Wild Flowers Grow” con le opere di Gianluca Belloni,  Daniele Bonini,  Alessandro Conti,  Marco Conoci,  Isabella Costabile,  Emiliano Furia,  Lorenza Longhi,  Marco Pio Mucci,  Matteo Pomati,  Margherita Raso,  Massimo Vaschetto,  Ilaria Vinci (Fino al 1 maggio 2016). Per il nuovo MEGA,  in Piazza Vetra, i battenti si aprono con il progetto di Diego Perrone e Andrea Sala, Unghie.

Spazio ‘altro’ per Case Chiuse che per presentare il progetto di Nico Vascellari ha optato per Via Necchi, 14: la dimora di Ilaria Bonacossa (opening  4 e 6 aprile 2016  dalle ore 18.00 alle ore 21.00. Visitabile fino al 14/04). “Nico Vascellari entra nel giardino di Casa Bonacossa, innescando un cortocircuito tra spazio esterno/naturale e spazio interno/ domestico. Lo spazio interno della casa, viene negato al pubblico ma reso parte integrante dell’installazione site-specific esterna. Lo straniamento, caro a Vascellari, e? ulteriormente amplificato da un intervento sulla natura primaverile del paesaggio, in cui lo spettatore si trova in una temporalita? onirica e contradditoria. Il percorso si articola come una caccia  al tesoro che e? al contempo rito di sepoltura ed esperienza archetipa di ritorno dei corpi alla terra. Nel giardino, oltre alle installazioni site-specific, un lavoro intimamente autobiografico legato alla perdita del cane della famiglia Vascellari.” (Da comunicato stampa)

Ha collaborato Marco Arrigoni

Anna Franceschini DISCOLITE Performance for one dancer,   a strobe light and some collapsible reflectors. Performer: Laura Pante Styling: MARIOS - Milano and Lori Girgenti Photocredit: Alessandro Di Giampietro

Anna Franceschini DISCOLITE Performance for one dancer, a strobe light and some collapsible reflectors. Performer: Laura Pante Styling: MARIOS – Milano and Lori Girgenti Photocredit: Alessandro Di Giampietro

Marko Tadic,   We used to call it moon #2,   ink on postcard,   2011,   15x10cm,   Courtesy Laura Bulian Gallery

Marko Tadic, We used to call it moon #2, ink on postcard, 2011, 15x10cm, Courtesy Laura Bulian Gallery

Luca Bertolo,   Allegoria,   2009,   oil and acrylics on canvas,   cm 280 x 380 Courtesy SpazioA,   Pistoia

Luca Bertolo, Allegoria, 2009, oil and acrylics on canvas, cm 280 x 380 Courtesy SpazioA, Pistoia