Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, cofanetto in tiratura di 10 copie 25x25x7 cm, cartone, poliuretano, gomma siliconica, chiavetta usb con video a colori Full HD, alluminio, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, cofanetto in tiratura di 10 copie 25x25x7 cm, cartone, poliuretano, gomma siliconica, chiavetta usb con video a colori Full HD, alluminio, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Testo di Joel Valabrega

La capacità di dare libero sfogo alla nostra immaginazione – ricucendo la rottura tra fantastico e reale – fa ancora parte dell’inventiva del nostro quotidiano, ma viene messa a dura prova. La pratica di Sofia Bteibet (Milano, 1990) si sviluppa al confine tra finzione e concretezza, ricercando un equilibrio tra miti e rituali messi in diretto dialogo con la nostra contemporaneità. Se da un lato vi è la fascinazione delle scoperte storico-scientifiche e delle credenze fantastiche, dall’altro vi è il desiderio di restituire uno scenario collettivo, propenso a personificare il periodo storico che stiamo vivendo.

Insinuato tra la scaffalatura in legno ed il desk della Art Book Shop Project – spazio dedicato al printed matter e il libro d’artista, aperto da Kunstverein Milano presso gli spazi di careof -  si innesca con una leggerezza quasi mimetica il progetto, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E – Se non fossero dinosauri sarebbero draghi, forse di Sofia Bteibet.

Il drago ricorre da sempre nella storia dell’uomo: lo ritroviamo in epoche e culture differenti, dai draghi scandinavi ai Nàga indiani. Queste figure mitologiche sono state create per la necessità umana di sopprimere il senso d’inquietudine che trasmette l’ignoto. Preso atto di questo, l’artista combina passato e presente realizzando un “cofanetto-matrioska” che racchiude al suo interno una rivisitata testimonianza contemporanea del passato. L’indagine intrapresa ha portato l’artista nei territori delle Murge pugliesi nel quale sono state scoperte all’interno di una cava di estrazione mineraria una miriade di orme di dinosauri. Oggi questo incredibile sito, Cava Pontrelli, è in stato di degrado e abbandono.

Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, impronta sauropode, gomma siliconica, 12x7x17 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, impronta sauropode, gomma siliconica, 12x7x17 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, impronta sauropode, gomma siliconica, 12x7x17 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Sofia Btiebet, 40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E, impronta sauropode, gomma siliconica, 12x7x17 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

La forte componente narrativa viene sintetizzata da Bteibet come “un tentativo di voler mettere in relazione diverse ere, creando cortocircuiti temporali tra la memoria fisica delle impronte di dinosauro – che hanno attraversato i secoli – e una memoria virtuale, effimera e ben presto possibilmente obsoleta. Testimonianze di un passato mai vissuto, tali però da affascinare l’uomo fino a spingerlo ad immaginare e a fantasticare sulle proprie origini e sulle origini delle tracce stesse, attivando un processo creativo per arrivare a conoscere la realtà, quale possa essere stata e quale sia oggi.”

Superato il varco del bookshop, si è intrigati dal trittico Dinosauria posto nell’angolo antistante la porta d’ingresso. In lontananza sembra una rappresentazione di una serie di territori ordinari, ma quando ci si avvicina, si scopre la costruzione di nuovi mondi inediti. Questa metamorfosi paesaggistica è frutto di un processo innescato direttamente dall’artista con un lavoro algoritmico sull’immagine dell’iconica figura di San Giorgio il drago. Questo sviluppo da così forma a una texture o semplicemente un decoro composto da dettagli cromatici.
Il viaggio fantasioso di Bteibet giunge al termine con una sequenza di immagini in movimento capaci di farsi narrazione. L’evocazione dei temi trattati, dei luoghi scoperti, e dei soggetti coinvolti, portano lo spettatore a spaziare all’interno di immaginari inconsueti.

Il progetto realizzato dall’artista non è semplice mimesi delle scoperte da lei fatte, ma diviene un’opera capace di suscitare stupore e mistero.

40° 48’ 28.94” N 16° 37’ 29.15” E
Se non fossero dinosauri sarebbero draghi, forse
Sofia Bteibet – 11 Gennaio 2018

Sofia Btiebet, Dinosauria, Trittico, immagini digitali stampate su carta velluto 25x25 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Sofia Btiebet, Dinosauria, Trittico, immagini digitali stampate su carta velluto 25×25 cm, courtesy dell’artista e di Kunstvarein Milano, © T-space

Installation View © T-space

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