Luca Coser - Rolando Tessadri - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Luca Coser – Rolando Tessadri – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

Perché puntare sempre su artisti di grido internazionali, grandi maestri del passato o collettive ‘blockbuster’? Musei virtuosi investono energia e professionalità su talenti nostrani che, proprio grazie alla visibilità che un grande museo può dare, rivelano il proprio talento. Uno di questi musei è la Galleria Civica di Trento che ripristina un progetto nato vent’anni fa, i Quaderni ADAC: monografie dedicate agli artisti trentini. Queste pubblicazioni hanno preso avvio negli anni ’90 grazie a Diego Mazzonelli. Ora come allora, la scelta editoriale avviene grazie ad una seleziona dall’Archivio trentino Documentazione Artisti Contemporanei – l’ADAC, appunto, attualmente gestito dal curatore Gabriele Lorenzoni – voluto dalla prima direttrice del Mart, Gabriella Belli e fondato dallo stesso Diego Mazzonelli. Dal 2013 l’archivio ha la sua sede presso la Galleria Civica di Trento, terza sede del Mart, ed è considerato non tanto un ‘deposito’ dove si raccoglie materiale degli artisti, ma un vero e proprio bacino di documentazione costantemente aggiornato, dove si promuove l’attività artistica, la conoscenza e lo studio dell’opera degli artisti trentini.

Gabriele Lorenzoni e Lodovico Schiera, responsabile dei progetti editoriali del Mart, hanno rispolverato la ‘forma’ editoriale dei Quaderni, ripristinando così una trama di relazioni che coinvolge museo, artisti, territorio, critici e storici dell’arte: una catena virtuosa che incrementa non solo l’interesse dei cittadini sugli artisti conterranei, ma che attira anche visitatori e appassionati d’arte a livello nazionale e non solo.
I quattro quaderni che ripropongono la felice soluzione editoriale sono dedicati a Laurina Paperina (1980), con un saggio di Chiara Agnello; Rolando Tessadri (1968) con testo critico di Matteo Galbiati; Luca Coser (1965) per il quale ha scritto Carlo Sala; Christian Fogarolli (1983) studiato da Lorenzo Benedetti.

In parallelo ai Quaderni, la Galleria Civica ospita la mostra Ex Post a cura di Gabriele Lorenzoni, con le opere dei quattro artisti protagonisti delle pubblicazioni. Anche se molto diversi tra loro, sia per formazione che per esiti espressivi, gli artisti sono stati invitati a interpretare gli spazi della Galleria con opere recenti, inedite o site-specific.

Luca Coser - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Luca Coser – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

La mostra inizia con l’opera di Luca Coser che presenta sei grandi tele realizzate tra il 2016 e il 2018 e un’installazione site-specific in cui si accumula una vera e propria stratigrafia della produzione grafica degli ultimi quindici anni.
Spiega l’artista nella pagine del Quaderno a lui dedicato: “In studio la mia battaglia quotidiana è quella di coniugare l’esigenza di un’indagine approfondita rispetto agli argomenti trattati con una certa necessità di leggerezza. L’utilizzo del ‘non finito’ che caratterizza in parte il mio lavoro consiste proprio nel tentativo di conciliare questi due aspetti. (..) Con gli anni ho capito che questo aspetto ambivalente è stato il filo che ha unito tutto, il bianco e il nero, le mie ricerche giovanili e quelle più mature, le opere riuscite e quelle che se potessi brucerei, la relazione con le persone e con le cose, il rapporto con me stesso, con l’immagine che proietto e che quasi mai coincide con quella che ho nella mia mente. Due anime che convivono in costante lotta tra di loro”.

Rolando Tessadri - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Rolando Tessadri – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

Seguono le ermetiche sequenze delle Tessiture di Rolando Tessadri che dialogano con l’architettura della Galleria, espandendone i limiti e ragionando sul concetto di angolo e di fuga prospettica. Nel saggio contenuto nella monografia, il curatore Matteo Galbiati inizia il suo testo con una serie di domande: Come può parlarci ancora il solo colore? Quali racconti, quali emozioni potrebbe suggerire l’unità minima e raccolta del monocromo, oggi in tempi in cui la sovrabbondante produzione di immagini ha lentamente degradato le sensibilità e le capacità di giudizio con una consumazione svelta, passiva e fuggevole? Quali visioni può abilitare al nostro sguardo prima e al nostro pensiero poi?” Le risposte si trovano nella pratica rigorosa e meticolosa di Tessadri, che, dalla lettura che ne da il critico, sa descrivere magistralmente “l’anima profonda del pensiero”. Continua Galbiati: “Osservare i lavori che Tessadri ci concede in un albore aurorale dove il colore sfuma in una trascendenza che vince un rigore solo apparentemente rigido e prestabilito significa riconfermare la fiducia nella pittura, significa accettare di coordinare la motricità del nostro pensare su altri sistemi, riuscendo a innervare la riflessione della nuova linfa di una poesia inattesa.”

Laurina Paperina - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Laurina Paperina – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

Laurina Paperina - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Laurina Paperina – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

Il piano interrato ospita le Animazioni video e le installazioni abitate dagli antieroi di fantasia di Laurina Paperina, tra i quali Shitman – letteralmente un pupazzone di cacca – e le star dell’arte contemporanea che l’artista celebra e dissacra. Nella lunga parete dello spazio espositivo, in una quadreria contemporanea, l’artista prende di mira Borremans, Hirst, Beecroft, ma anche maestri storici come Picasso, Van Gogh e Botero, con il suo inconfondibile tratto grafico che echeggia manga e personaggi cartoon.
Sin dagli esordi, ha manifestato il desiderio di disegnare, tanto da voler iscriversi a una scuola di fumetti. Nella monografia a lei dedicata leggiamo: Solo in un secondo tempo, alla fine delle superiori, ho scoperto l’opera di Keith Haring e il mondo street/underground e ho capito che anche il disegno fumettistico poteva avere un ruolo importante nel mondo dell’arte contemporanea! Haring è stato il primo amore artistico della mia vita: era un disegnatore compulsivo, che non si limitava alle strisce ma invadeva con il suo tratto ogni superficie, fino ad arrivare a oggetti e pareti intere. Negli anni, ho lavorato anch’io su ogni superficie, dalle piastrelle del bagno a una Ape Piaggio, che ho ribattezzato Pape Mobile. È un grande gioco, ho creato molti personaggi usa e getta, degli antieroi del quotidiano, estremamente deboli e sfigati, senza virtù e qualità.”.

Christian Fogarolli - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Christian Fogarolli – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi

La mostra si conclude con due sculture e due interventi site-specific di Christian Fogarolli che proseguono l’indagine degli ultimi anni sui concetti di alienazione e disagio mentale e fisico. L’artista aggredisce fisicamente le pareti della Galleria e propone al visitatore l’idea di una realtà oltre al suo essere tangibile. Rivela l’artista nelle pagine del Quaderno: “Come artista mi sono sempre proposto di utilizzare il mio lavoro e la mia ricerca come mezzi per porre degli interrogativi, ma non per arrivare a giudizi o posizioni personali. Questo credo sia rilevante: il come porre delle questioni che non sta a me risolvere. Penso che il mio lavoro abbia sì una chiave di lettura attuale, politica e sociologica, ma il primordiale intento della creazione non è proporre un lavoro connotato da questi punti di vista. Ho già detto alcune volte di come ho sempre pensato che il ruolo dell’arte sia anche quello di arrivare a risvolti politici e sociali, ma non partendo da questi. Mi sembra ingiusto proporre un percorso unico e indirizzare la discussione e non ho mai amato cavalcare gli argomenti del momento. Preferisco andare controcorrente, sarebbe facile e calzante pensare oggi a un progetto su migrazioni, transgender o violenza sulle donne. Preferisco affrontare problematiche più velate, in alcuni casi celate dentro lo spettatore stesso e che si nascondono fra trama e ordito della società e della politica. Quasi mai si vedono, ma stanno attorno e dentro di noi. Lettore compreso”.

Christian Fogarolli - Ex Libri - Installation view - PH Mart, Jacopo Salvi

Christian Fogarolli – Ex Libri – Installation view – PH Mart, Jacopo Salvi