ATP DIARY

I (never) explain #172 — Roberto de Pinto

“…di solito preferisco il non detto, l’allusione e l’implicito; tocchi delicati da parte di elementi naturali e ombre, baci e contatti inesistenti o impercettibili. Mi piace stare in bilico, né di qua né di là, presentando immagini che solo un pizzico di malizia sa risolvere: non dichiarando, le cose mi sembrano sempre funzionare.”

I (never) explain #171 – Tommaso Pandolfi

Il punto archimedico del progetto sono la differenza e la ripetizione giocate tramite l’espediente della copia secondo quel concetto fornito all’arte da Duchamp chiamato “infrasottile”.

I (never) explain #169 — Marco Paltrinieri

Dopo la fine del progetto Discipula, lavorare con la musica ha rappresentato per me non solo un percorso di studio e ricerca formale attorno ad un linguaggio differente rispetto alle arti visive ma anche e soprattutto una pratica, un esercizio attraverso il quale per la prima volta affrontare me stesso, le mie emozioni e imperfezioni […]

La nebbia come metafora | Nebula – Fondazione In Between Art Film a Venezia

Dopo un ambiguo elemento atmosferico come la ‘penombra’, i due curatori della mostra Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, hanno scelto la ‘nebbia’ come metafora – o filo rosso – per tracciare una coerente costellazione di opere video che raccontino esperienze, vissuti, impressioni ed espressioni del vivere contemporaneo. 

I (never) explain #168 — Ludovica Anversa

Nel mio lavoro, mi capita spesso di attingere dall’imaging biomedico. I dispositivi che permettono di guardare il corpo al suo interno, eludendone l’opacità, generano immagini perturbanti quanto attraenti. 

Il mondo visionario di Alex Da Corte da Gió Marconi

L’idea da cui l’artista è partito è quella di dare un riscontro visivo a quelli che sono stati gli ultimi pensieri di Napoleone in procinto di morire, raccolti dal suo fedele compagno di esilio Louis-Joseph-Narcisse Marchand.

Lontano da chi? Siamo stranieri in Biennale 

La Biennale di Pedrosa è portatrice di un fenomeno che esula dal mondo strettamente artistico, per abbracciare, non senza ‘buonismo’, tutto ciò che è extra-, tutto ciò che è fuori dalla norma. Mi chiedo se non fosse stato forse più dirompente un titolo come Normali Ovunque.