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La guancia, il cuore, la pancia: Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca

L'artista indaga l’esperienza umana e le costruzioni dell’identità attraverso disegno, scultura, installazione e performance, con una particolare attenzione alla dimensione fisica del corpo.
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Il 2026 in Pirelli HangarBicocca sembra iniziare nel migliore dei modi con la personale Rebecca di Benni Bosetto (1987, Merate – vive e lavora a Milano) a cura di Fiammetta Griccioli, in corso fino al 19 luglio 2026 . Quando per la 61ª edizione della Biennale d’arte di Venezia il padiglione Italia viene dato in cura a Chiara Camoni, che dello spazio espositivo davvero “si cura” creando un ambiente in cui vivere e sostare, Pirelli HangarBicocca seleziona un’artista che nuovamente immagina uno spazio immersivo e multisensoriale.
L’artista indaga l’esperienza umana e le costruzioni dell’identità attraverso disegno, scultura, installazione e performance, con una particolare attenzione alla dimensione fisica del corpo. La sua ricerca costruisce universi immaginari stratificati, in cui individui, organismi e specie animali si intrecciano e si trasformano reciprocamente. Il corpo, inteso come strumento attivo di relazione con il mondo, è al centro della pratica artistica di Bosetto, così come i temi di desiderio, sessualità, presenza e vulnerabilità. Il tutto viene però espresso con un tono che resta sospeso e delicato, in grado però di essere anche ironico ed irriverente.

Il titolo Rebecca, traendo ispirazione dall’omonimo romanzo di Daphne du Maurier (in cui l’anima della defunta protagonista Rebecca si fonde nella sua abitazione), è una casa che ci sbircia ridendo da dietro le tende mentre noi la osserviamo. L’artista occupa e riarreda lo Shed, aprendo le finestre e lasciando che il proprio lavoro venga influenzato dal tempo atmosferico all’esterno. L’artista mette radici nello spazio espositivo: lo arreda con tende, carta da parati, sgabelli e poltroncine, organizzandolo su tre navate con divisori di stoffa. Tuttavia, dalle pareti delle stanze i visitatori possono guardare attraverso, quasi fossero loro stessi degli spiriti in grado di vedere al di là delle porte
L’artista invade anche la sala d’ingresso dell’Hangar con l’installazione La bocca. Lo spettatore deve varcare un sipario argentato per accedere all’area dello Shed. Questo potrebbe essere inteso come un accesso all’anima, al varcare la soglia di un altro mondo. Tuttavia, data la giocosità di molti dei motivi della mostra, come se quasi Bosetto – e Rebecca stessa – si stessero bonariamente prendendo gioco del pubblico, questa porta è forse una vera bocca, che si spalanca ed inghiotte il pubblico per fagocitarlo in uno spazio nuovo. 

L’area dello Shed, come detto, viene ridisegnata dalle pareti tessili dell’artista. In particolare, le tre piccole navate in cui si articola vengono denominate con tre parti del corpo: la guancia, il cuore, la pancia. 

Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

La carta da parati, realizzata a mano dall’artista, gioca con forme vegetali e parti del corpo stesso dell’artista, che trasforma in pattern e motivi decorativi l’impronta delle sue labbra che baciano la carta, o di altre parti del corpo come i capezzoli e i glutei. I baci sono in particolare un riferimento alla sua infanzia: l’artista da bambina baciava gli stipiti delle porte. Questo gesto è di nuovo un simbolo di cura per la dimensione simbolica della casa. Non solo le decorazioni alle pareti, ma l’intero spazio è pieno di oggetti e sculture di parti del corpo: una fusione di bronzo che mescola gambe e forme vegetali, piccole orecchie, corpi abbracciati. Nello spazio ci sono piccoli sgabelli e sculture posizionate piuttosto in basso sulle pareti: non sono per i visitatori (solo ospiti di passaggio), ma sono stati pensati per i gatti. Nei suoi lavori, l’artista fa spesso riferimento agli animali come a esseri sensibili con cui stabilire una relazione basata su sensi altri rispetto alla parola. I colori, le forme organiche e sensuali: tutto nella mostra emana un vitalismo panico. Questa emozione è tanto primitiva quanto rivoluzionaria, scevra da classificazioni di genere, totalmente libera, a volte anche invisibile (come nel mondo vegetale), ma inarrestabile ed inesauribile. Anche se in silenzio, le radici possono spaccare il cemento. 

Per l’artista il gesto del lavoro manuale, così come il tempo di realizzazione, sono fondamentali. Guardando le sue opere, si ha l’impressione che siano un’operazione di restituzione di qualcosa in cui il focus non è sulla vista, ma su altri sensi. Quello che lo spettatore vede non sono altro che le vestigia della potenza del gesto artistico di Bosetto. Un altro elemento centrale nella poetica dell’artista è il rito, legato in modo sottile al tempo e alla ripetizione dei gesti. Lo spettatore può sia assistervi che parteciparvi: da un lato è stimolato a osservare attentamente ogni dettaglio della mostra (coinvolgimento attivo), dall’altro è invitato a sedersi e contemplare lo spazio (coinvolgimento passivo).

Benni Bosetto Gli occhi, 2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Prodotto da Pirelli HangarBicocca Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto Porta mollica – la contrabbandiera (detail), 2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Prodotto da Pirelli HangarBicocca Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Nella sezione del cuore, che nell’esposizione occupa il corridoio di sinistra, vediamo aprirsi il sipario su una milonga, locale dove si balla il tango. A partire dalla serata di inaugurazione e poi con cadenza settimanale, la sala da ballo viene animata da spiriti antropomorfi dai tratti animaleschi (un gruppo di ballerini amatoriali di tango che indossano maschere con fantasie animali e vegetali create dall’artista). Questa performance, dal titolo Tango (II version), riprende un primo spettacolo progettato dall’artista nel 2023 per il Castello di Rivoli, in occasione della mostra On Decay and Rebirth del 2024. In questo lavoro, il tango diventa una riflessione sul processo dell’innamoramento, inteso come una forma di intossicazione emotiva e come esperienza profondamente fisica dei sentimenti, mentre allo stesso tempo l’opera gioca con i cliché legati all’immaginario romantico e passionale.
I riferimenti dell’artista sono vari: letteratura, cinema, arte contemporanea ma anche rinascimentale. Non manca la dimensione della fiaba (con riferimenti al mondo di Lewis Carrol e a racconti come La principessa sul pisello) e la favola (con le installazioni pensate per essere “usate” dagli animali). 
Una sintesi del suo percorso creativo emerge nella sezione della pancia, dedicata quasi per intero alla collezione Le porte, progettata per l’esposizione in HangarBicocca. Bosetto realizza nove porte, private della loro funzione primaria (ossia di permettere l’accesso ad un altro luogo) perché disposte per terra, ma anzi con un nuovo ruolo di “contenitori”. Le porte sono un simbolo di passaggio, dell’atto di oltrepassare una soglia o perfino un limite. L’artista le modifica, forse prendendosi persino gioco della loro simbolica solennità. 
Una porta si trasforma in un armadio di pellicce, al cui interno gusci di cozze e altri crostacei vengono antropomorfizzati tramite l’aggiunta di piccole gambe. Un’altra diventa la porta della spogliarellista, in cui creature dall’aspetto vischioso realizzate in ceramica si annodano una sopra all’altra. Non mancano riferimenti alla letteratura antica, come la porta dedicata alle Nuvole di Aristofane; o ancora i ricordi di infanzia, con una porta dedicata al gioco di creare fiorellini con le molliche di pane (gioco che l’artista faceva da bambina assieme alla madre). 

La delicatezza e l’ironia dell’artista lanciano un messaggio di profonda forza. Rebecca è una mostra che porta con sé la bellezza della vita, da intendersi come un’energia che germoglia in ogni angolo. La casa creata da Bosetto è fatta per essere esplorata in ogni suo angolo, perché i colori caldi della tappezzeria e i pizzi delle tende nascondono piccoli segreti. Forse sono proprio questi giochi a far sembrare allo spettatore che la casa sia viva, e costituiscono un invito ad ascoltarne i sussurri. 

Benni Bosetto La bocca (particolare), 2022 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto Tango (II version), 2026 Performance e veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Prodotto da Pirelli HangarBicocca Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio