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PHARMAKON | La voce delle nuove generazioni

La tendenza a ospitare all’interno di spazi istituzionali i lavori di artisti giovani – in alcuni casi anche giovanissimi – è ormai divenuta prassi per molte città italiane, che si stanno aprendo a questa nuova forma di interazione aperta verso...

Amanda Jiang Kohen, still frame da Prayer Paranoia, 2022

La tendenza a ospitare all’interno di spazi istituzionali i lavori di artisti giovani – in alcuni casi anche giovanissimi – è ormai divenuta prassi per molte città italiane, che si stanno aprendo a questa nuova forma di interazione aperta verso le nuove forme di espressione contemporanea. 

Riconnettere le nuove voci artistiche con il territorio e le rispettive istituzioni culturali e museali coinvolte è difatti anche il motore di partenza per la ricerca concretizzata in PHARMAKON, il nuovo progetto curato dall’Associazione Gandhara, vincitore del bando VitaminaG, nell’ambito del programma GenerAzioniGiovani.it.
Dal greco pharmakon il significato di questo sostantivo ha una duplice valenza, tra farmaco curativo e nocivo, una sorta di via di fuga dalla realtà che le nuove generazioni cercano per costruire una realtà altra, dove disagi e frustrazioni possono trasformarsi in una linfa feconda per la produzione creativa, innescando una molla che agisca su un’espressività liberatoria ed estremamente produttiva. Diviso in due momenti distinti – il primo presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna in via Francesco Crispi a Roma dal 29 aprile al 5 giugno, il secondo negli spazi del Museo delle Mura, sempre nella Capitale dal 22 settembre al 3 novembre – il progetto vede l’alternarsi di diversi artisti, che trovano la propria espressività declinata nei medium più diversi. In occasione dell’Episodio 1 sono quattro gli artisti in mostra: Evaluna Pieroni, autrice di cortometraggi, che ritorna alla dimensione dell’infanzia e del ricordo, come luogo in cui rifugiarsi quando ci si sente soli o semplicemente delusi dal presente. 

Evaluna PIeroni, still frame da Consuelo, 2021

Amanda Jiang Kohen, sempre tramite l’elemento del video, sviluppa il tema del pharmakon come simbolo di seduzione, ma anche di virtù; Lorenzo Silvestri, tramite l’audio installazione dal titolo Fantasmi e rumori presenti della città (dedicato ad Anna Collina) prende luce a partire dalla dimensione più personale dell’artista, legata alla propria quotidianità; Yis Kid, tramite il medium fotografico, sembra tradurre una maniera presa in prestito dall’”informe surrealista” per dare vita alla serie che mette in atto una vera e propria decostruzione iconografica della figura umana.

A partire dal 22 settembre e fino al 3 novembre, saranno Sofia Bordin, Samuele Pepe, Julia Creuheras, Guia Bertorello e Jeronim Horvat a portare avanti questo tema attrattivo e controverso, in occasione della seconda parte del progetto.   

Se dunque quell’aggettivo giovane – troppe volte abusato o mal utilizzato – sembra caratterizzare spesso le scelte all’interno di un progetto espositivo, la speranza è che possa essere piuttosto la voce di una nuova generazione, indipendentemente dall’età anagrafica, a divenire un punto di riferimento per riflettere, dibattere, ma soprattutto aprirsi ad una nuova forma di apprendimento e conoscenza.

Episodio 1, dal 29 aprile al 5 giugno 2022, GAM – Galleria d’Arte Moderna, Via Francesco Crispi 24 – Roma
Episodio 2, dal 22 settembre al 3 novembre 2022, Museo delle Mura, Via di Porta San Sebastiano, 18 – Roma

Yis Kid, Spiders and religious mysticism, 2021