ATP DIARY

L’astronave della GAM in pista su una Diagonale di Luce

Ora per il museo di Torino è tempo di tornare allo spirito originario, agganciandosi in parallelo a quei canoni d’innovazione, sostenibilità e accessibilità che connotano la fruizione dell’arte – e della cultura in generale – nell’epoca contemporanea.
LA DIAGONALE DI LUCE Un attraversamento urbano all’interno del quartiere GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV

Per la direttrice Chiara Bertola si tratta di «resuscitare un museo, di riportare in vita questa astronave brutalista che nel tempo era implosa, perdendo la sua identitaria apertura alla città per ridursi a una fortezza chiusa in se stessa». Ora per la GAM di Torino è tempo di tornare allo spirito originario, agganciandosi in parallelo a quei canoni d’innovazione, sostenibilità e accessibilità che connotano la fruizione dell’arte – e della cultura in generale – nell’epoca contemporanea. Per la rinomata istituzione, si tratta di una rifondazione con vista sul futuro che verrà attuata nei prossimi anni, secondo il “Piano di riqualificazione, rilancio e valorizzazione” presentato ufficialmente ieri dal sindaco Stefano Lo Russo, dal presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo (e presidente della giuria) Marco Gilli, da Massimo Broccio (presidente della Fondazione Torino Musei), dalla già citata direttrice dalla GAM (Bertola) e dai rappresentati del team vincitore del concorso indetto lo scorso anno: Winy Maas e Bertrand Shippan per MVRDV, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura, Elena Bo per EP&S Group. 
«Non un semplice progetto architettonico, ma un più ampio intervento urbano», è stato sottolineato più volte. La cosiddetta “GAM 4.0”, infatti, riporterà in evidenza l’impianto dell’edificio così come era stata immaginato negli anni 50 da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, ampliandone al contempo le funzioni per dare vita a un inedito spazio di incontro e relazione: una piazza a disposizione di tutti, inserita nel tessuto cittadino, lungo quella che è stata definita come “Diagonale di luce”. Si tratta di un percorso pedonale che attraverserà l’intero complesso della GAM creando un collegamento tra il centro e i quartieri emergenti di Torino, verso il quadrante del Politecnico e delle OGR. La pavimentazione della “Diagonale” sarà a quadrati traslucidi, permettendo a chi passeggerà sulla piazza di scorgere dall’alto il nuovo “Deposito Vivente”, allestito nel piano interrato; un grande ambiente ibrido di conservazione ed esposizione della collezione della GAM – sul modello del Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam – che di notte rimarrà illuminato irradiando nel cielo sopra Torino la sua presenza. «Dal “walk around” passiamo al “walk trough”», ha sintetizzato l’architetto Maas: «Con questo progetto vogliamo mettere emotivamente in risalto l’architettura originaria, renderla di nuovo visibile, liberandola dalle recinzioni che la circondano e dagli elementi che nel tempo si sono aggiunti e stratificati snaturandone l’impianto originale. È un “cleaning act”, una ripulitura accompagnata anche da un ripensamento delle aree verdi, a cui aggiungiamo un “lightning act” con il ripristino dei lucernari e la valorizzazione della luce naturale».

LA NUOVA AGORÀ Una piazza restituita alla città di Torino GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV
L’ANGOLO CIVICO Dei nuovi ingressi al Centro Civico e all’Auditorium GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV

Le grandi finestre sui tetti erano state chiuse durante la riqualificazione del 1988-1993, un intervento che aveva sì permesso la riapertura del museo dopo anni di inagibilità, ma che (a causa anche della sostituzione dei serramenti, della rimozione dei rivestimenti originali di facciata e della realizzazione di una cappottata in pannelli) aveva segnato profondamente (a posteriori: in negativo) l’architettura del museo. «Oggi siamo di fronte a un edificio fortemente energivoro, a sistemi impiantisitici arrivati a fine vita, a componenti di involucro non efficienti e, in alcuni casi, con fenomeni di degrado importanti», ha spiegato Elena Bo, del gruppo di progettazione integrata EP&S Group. È una rigenerazione urgente e necessaria, dunque, quella che interessa la più antica galleria civica di arte moderna e contemporanea d’Italia, al termine della quale gli spazi espositivi complessivi passeranno da 4.300 a 6.934 metri quadrati. Al piano terra è previsto che gli spazi di accoglienza si affianchino all’area didattica e a uno spazio polifunzionale – nelle intenzioni, un autentico centro civico – aperto alle attività delle comunità; sempre al piano terra ci sarà l’area di ristorazione dotata di accesso indipendente, mentre nell’auditorium – un volume autonomo – troveranno spazio le diverse espressioni performative della creatività contemporanea. Il primo e il secondo piano – come oggi – verranno riservati alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee; spazi aperti, ariosi e leggibili, flessibili e modulabili per rispondere alle diverse esigenze curatoriali, nel dipanarsi di un percorso di visita che si vuole ovviamente fluido, il più possibile libero, attraverso opere che le immagini diffuse dai progettisti ci mostrano sospese da terra – sculture comprese, adagiate su piattaforme – appese direttamente alla struttura dell’edificio. Oggi, a preventivo, il costo dell’intera operazione è quantificata complessivamente in 27,5 milioni di euro, un investimento sostenuto interamente da Fondazione Compagnia di San Paolo… Ma i tempi sono lunghi; soprattutto incerti, perché la fase di studio non è affatto finita  e il team è alle prese con il progetto definitivo, cui seguirà il piano esecutivo – che interessa, va ricordato, un complesso architettonico vincolato. In merito, il presidente Broccio ha dichiarato che i lavori potrebbero iniziare nel secondo semestre 2027, procedendo poi per lotti successivi; nessun cenno sulla fine lavori né su un’eventuale chiusura del museo durante il cantiere.

LE MOSTRE PERMANENTI Una mostra permanente ma mutevole dedicata alle opere datate 1912-2012 GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV
IL DEPOSITO La GAM mai raccontata GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV
LE MOSTRE TEMPORANEE Un organismo vivente che evolve a seconda del contenuto GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Progetto architettonico: MVRDV + BALANCE Credito fotografico: MVRDV