New Art Books to Read #3 – Humboldt Books

Humboldt Books è una casa editrice specializzata in narrazioni ed esperienze di viaggio che dà vita a progetti editoriali interdisciplinari incrociando geografia e letteratura, fotografia e arte. Fondata nel 2012 da Alberto Saibene e Giovanna Silva, Humboldt collabora con artisti, scrittori, fotografi, designer e architetti internazionali...
12 Agosto 2022
Giorgio Andreotta Calò,  Gloria – Humboldt Books
© Giorgio Andreotta Calò, 2019

New Art Books to Read è la rubrica da sfogliare sotto il sole per scoprire i titoli del momento sul mondo dell’arte e non solo. A consigliarli sette case editrici (Artphilein, Corraini, Humboldt Books, Joahn & Levi, Mousse, Nero editions e Postmedia books) eccellenze del mondo editoriale nazionale e internazionale. Tre o quattro titoli per ciascun editore, nuove uscite e titoli che non possono mancare tra gli scaffali, per esplorare il mondo dell’arte e la sua storia, i suoi personaggi, le sue tematiche e le sue tendenze. 

Humboldt Books è una casa editrice specializzata in narrazioni ed esperienze di viaggio che dà vita a progetti editoriali interdisciplinari incrociando geografia e letteratura, fotografia e arte. Fondata nel 2012 da Alberto Saibene e Giovanna Silva, Humboldt collabora con artisti, scrittori, fotografi, designer e architetti internazionali, ne raccoglie le storie di viaggio – reali o immaginarie – per nuove produzioni, ma lavora anche sui classici della letteratura di viaggio curandone nuove edizioni.

Giorgio Andreotta Calò,  Gloria

Fotografie: Giorgio Andreotta Calò – Testi: Giorgio Andreotta Calò e Raffaella Frascarelli  Design: Maxwell Studio – Teresa Piardi – Italiano, inglese – Formato: 13,5×19,4 cm – Pagine: 320 – Anno di pubblicazione: 2021 – ISBN 978-88-99385-78-1 – € 29.00

Questo libro è stato realizzato con il contributo di Regione Lazio nell’ambito del Programma Arte sui cammini e del Progetto Meridiani a cura di Raffaella Frascarelli – Nomas Foundation, Roma.

Questo diario, scritto tra il 24 agosto e il 2 ottobre 2019, è il resoconto di un viaggio a piedi di quaranta giorni da Venezia a L’Aquila sul solco ideale dellaFaglia Gloria. Così è chiamata la frattura sotterranea dove si incontrano la zolla europea e quella africana, che attraversa gran parte dell’Italia ed è responsabile degli eventi tellurici che spesso colpiscono la penisola, della sua morfogenesi e delle sue peculiarità antropologiche e culturali. Il cammino ha ripercorso al contrario la direttrice di trasmissione delle onde sismiche del terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia, nel tentativo di dare vita a un’azione rituale e apotropaica che riflette sullo stato di crisi generato dal sisma. La nozione di motus viene indagata e tradotta da Giorgio Andreotta Calò attraverso il gesto del camminare, nella sua corrispondenza con il movimento tellurico, terrae motus che si propaga a distanza come una chiamata.

Giorgio Andreotta Calò(n. Venezia 1979) è un artista italiano che vive e lavora tra Italia e Olanda. Camminare è un elemento fondamentale della sua pratica artistica, inteso come gesto concreto e simbolico, politico ed estetico che diventa esso stesso opera d’arte.Giorgio Andreotta Calò ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il suo lavoro è presentato alla 54.ma Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger con l’opera Ritorno, un cammino di 1200 km da Amsterdam a Venezia. Nel 2012 vince il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal Museo MAXXI di Roma e nel 2013 il Premio New York promosso dal Ministero degli Affari Esteri. Nel 2017 è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia alla 57.ma Biennale di Venezia. Nello stesso anno, con il progetto Anastasis, vince il bando Italian Council promosso dal MiBACT per la realizzazione di un’installazione monumentale presentata nel 2018 presso l’Oude Kerk di Amsterdam. Nel 2019 il Pirelli HangarBicocca di Milano gli dedica un’ampia retrospettiva.

Hamish Fulton, Michael Höpfner – From Here to Tibet A conversation between two walking artists – Humboldt Books

Hamish Fulton, Michael Höpfner – From Here to Tibet
A conversation between two walking artists

March 2019 – July 2020

Testi e immagini: Hamish Fulton, Michael Höpfner – Design: Valerio Di Lucente / Julia, Rome – Inglese – Formato: 12,6 x 19 cm – Copertina flessibile – Pagine: 192 + leporello, colore – Anno di pubblicazione: 2022 ISBN: 978-88-99385-97-2 – € 25.00

Da oltre venticinque anni gli artisti Hamish Fulton e Michael Höpfner condividono idee e riflessioni sull’arte e sul camminare come pratica artistica autonoma. Nel corso del tempo si sono scambiati svariate e-mail, lettere e cartoline dai luoghi delle loro escursioni, mantenendo aperto e vivo il dialogo nonostante le grandi distanze. Nel 2015, lavorando insieme a una mostra al Museo MAN di Nuoro, gli è venuta l’idea di raccogliere in forma epistolare i pensieri che si sono scambiati sull’arte, sul paesaggio, sugli aspetti estetici e

politici del camminare. Come suggerisce il titolo, From Here to Tibet ruota attorno alla profonda fascinazione che i due artisti hanno per il territorio e la cultura del popolo tibetano: per entrambi camminare e fare arte in Tibet si è rivelata un’esperienza che gli ha cambiato la vita e che ha in vario modo influenzato il loro percorso, il modo di pensare, la produzione artistica. Per il lettore, questa conversazione si snoda come una traccia e delinea il cammino come forma d’arte, cercando di collocarlo all’interno della storia dell’arte, soffermandosi sulle sue implicazioni sociali e politiche fino al tempo della pandemia.

Hamish Fulton (1946) inizia la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, definendosi “Walking Artist”, un modo per distinguere il proprio lavoro dalle pratiche della Land Art a cui era stato inizialmente accomunato. La sua è un’arte esperienziale, che si nutre di lunghi percorsi a piedi in contesti naturali, in particolare di montagna, dall’Europa al Sudamerica, dal Tibet al Giappone. A partire dagli anni Novanta ha declinato parte del proprio lavoro in una dimensione partecipata, finalizzata alla condivisione dell’esperienza del cammino, che ha trovato applicazione e sviluppo anche in contesti urbani.

Michael Höpfner (1972) vive tra Vienna e Berlino. Il suo lavoro si incentra sull’esperienza del viaggio a piedi, attraverso zone desertiche o scarsamente abitate dall’Ucraina alla Cina, dal Kirghizistan alla Corea del Sud. Un percorso iniziato come esplorazione fisica e mentale di spazi geografici e che è proseguito come riflessione sui concetti di realtà e di luogo.

Tiane Doan na Champassak – Indo-Chine – Humboldt Books

Tiane Doan na Champassak – Indo-Chine

Fotografie: Mathilde Hossenlopp – Testi: Doan Vinh Thuan – Design: Federico Barbon – Inglese, francese – Formato: 17 x 24 cm – Pagine: 128 – ISBN 978-88-99385-90-3 – € 25.00

Nato in una illustre famiglia annamita, Doan Vinh Thuan, avvocato e scrittore,incontra Mathilde Hossenlopp, originaria dell’Alsazia, a Baden Baden. Scatta un amore a prima vista. Si sposano nel 1913, e si trasferiscono in Indocina,allora colonia francese. Lì Mathilde scopre la fotografia, e produce tra il 1915 eil 1929 una importante collezione di lastre di vetro. Tra i soggetti i riti della vitacoloniale: la villeggiatura, la coltivazione del riso, la buona società vietnamitae chi è impiegato in lavori ai limiti della schiavitù. Il nipote Tiane Doan na Champassak, riunisce qui il lavoro di Mathilde e una selezione di testi scritti dal marito tra il 1909 e il 1913

Tiane Doan na Champassak(1973) è un artista visivo francese di origini asiatiche. Negli ultimi quindici anni ha sviluppato un metodo di ricerca nel quale la sua produzione fotografica si fonde a tecniche di appropriazione,variazione, riuso e ripetizione. Champassak sottopone materiali presi da internet, ricordi personali, fotografie vernacolari e ritagli di giornali a un’ampia rivisitazione, toccando temi come la sessualità, l’identità di genere, la censura.

Indo-chine – Mathilde Hossenlopp pictures

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