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La post-natura che abitiamo – Campostabile | L’Ascensore, Palermo
Gli ‘oggetti-scultura’ in argilla bianca esposti si configurano come segni capaci di tradurre la ricerca degli artisti in un linguaggio che rimanda a elementi del quotidiano, come utensili casalinghi o elementi vegetali

Giulio Paolini. Un posto vuoto | Galleria Studio G7, Bologna
La settima personale di Paolini in galleria è un sistema stellare in cui si equilibrano forze centrifughe e centripete, indotte dal serbatoio-crogiolo di immagini archetipiche che fonda la pratica dell’artista.

L’artista è perso. Eppure. | Alcune note a margine della mostra “Perso(a)nomalia” di Robert Kuśmirowski
Testo di Valerio Borgonuovo — Perso, l’artista è perso di fronte all’incommensurabile dolore del mondo, e nulla sembra possa fare

Storie di designer | Intervista a Cristina Celestino
“Una delle prime pratiche fondamentali è quello dell’ascolto: ascolto del luogo, inteso come storia dell’edificio e del territorio, e ascolto dell’immaginario e delle esigenze del cliente. materiali e i colori si definiscono lungo il processo progettuale.” Cristina Celestino

Alessandro Trapezio, Italo Zuffi. MORADUCCIO (fotografo + soggetto) | Alchemilla, Bologna
Un progetto fotografico scaturito da una mutua collaborazione trova a distanza di dieci anni una traduzione espositiva, che dialoga con le sale storiche di Palazzo Vizzani.

Il mondo reale e il suo doppio fantastico | Vera Lutter al MAST – Intervista con il curatore Francesco Zanot
” Le sue fotografe sono il risultato di pose estremamente prolungate che vanno da alcune ore fino addirittura a mesi interi, cosicché tutto quello che si vede al loro interno ha superato la prova del tempo. Sono attestati di presenza.” Francesco Zanot