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Rizomi d’acqua e polvere | Nicoletta Fiorucci Foundation, Venezia
La pratica di Tolia Astakhishvili si muove sempre in bilico: tra costruzione e rovina, tra intimità ed esposizione, tra il gesto dell’artista e la risposta muta dell’architettura. Il suo intervento sui luoghi non è mai puramente estetico: è un atto di svelamento radicale, di prossimità non protetta. In questa sede spoglia i muri come se staccasse una pelle, lasciando affiorare vene di tubature, cicatrici d’intonaco, memorie d’acqua.

Il “Gioco del Ramarro” di Flaminia Veronesi tra Mantova e Verona
Due capolavori del Rinascimento – Palazzo Te a Mantova e Villa Torre a Verona – si rispecchiano in un progetto enologico e in una proposta artistica che vede Flaminia Veronesi tracciare un ideale percorso che unisce i due importanti palazzi.

ITALICS sceglie Pozzuoli per la quinta edizione di Panorama
Dal 10 al 14 settembre sarà possibile percorrere una promenade in luoghi carichi di storia della città campana, dal Rione Terra alla Solfatara, incontrando opere di artisti internazionali in dialogo con il patrimonio storico e artistico locale.

L’arte contemporanea in Kazakistan
In un approfondito testo, Aurelio Andrighetto ci porta a scoprire il vasto e sfaccettato sistema dell’arte del Kazakistan, partendo dall’imminente apertura dell’Almaty Museum of Arts ubicato ad Almaty, la vecchia capitale del Kazakistan. Dall’apertura di questo nuovo museo, con le relative mostre, Andrighetto traccia un filo rosso dalle sensibilità contemporanee nell’arte e nell’architettura kazara, fino alle radici di una tradizione da scoprire, ma soprattutto capire.

Dove lo spazio chiama il segno. Alice Cattaneo alla GAM di Torino
Fino al 7 settembre 2025, lo Spazio del Contemporaneo della GAM di Torino ospita Dove lo spazio chiama il segno, un’ampia antologica dedicata al lavoro di Alice Cattaneo.

Luce, fiori e musica in un palazzo storico di Fermo | Intervista a Mario Airò
Nel progetto sviluppato da Karussell, le opere di Airò che abitano il piano nobile di Palazzo Brancadoro si collocano nell’intersezione sinestetica tra immagine e suono, fornendo un’interpretazione poetica del principio generativo dell’armonia.