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La memoria della scrittura urbana italiana entra nella collezione permanente del MAMbo

Il MAMbo acquisisce nella propria collezione più di 160 bozzetti di opere di scrittura urbana italiana, già oggetto di una mostra due anni fa a cura di Fabiola Naldi.
Bozzetto di CRASH, Torino 1996/1998

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna arricchisce le proprie collezioni con un nucleo di 166 bozzetti legati alla storia del writing italiano. Le opere che nel 2024 erano state al centro della mostra FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024, curata da Fabiola Naldi per celebrare i quarant’anni dalla mostra Arte di frontiera. New York Graffiti, ideata da Francesca Alinovi alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna nel 1984. La donazione è il risultato di un lungo lavoro di selezione e mediazione promosso dalla stessa Naldi, che ha coordinato il percorso di acquisizione insieme all’avvocata Francesca Benatti. Il suo intervento è stato determinante per costruire un’operazione capace di tutelare le esigenze di autrici e autori, molti dei quali attivi in un ambito, il writing urbano, nato deliberatamente ai margini delle istituzioni. Di conseguenza il corpus entra in collezione mantenendo l’anonimato dei writer: la scelta va intesa come un atto di rispetto verso una cultura in cui l’identità si è sempre giocata sul nome d’arte, espresso attraverso i tag, e non sul dato anagrafico. Preservare l’anonimato significa quindi salvaguardare la natura collettiva e volutamente extra-istituzionale che ha segnato la nascita di questa forma espressiva in Italia, evitando di sottoporla a una normalizzazione che ne tradirebbe lo spirito originario.

Bozzetto di NEMO, Bologna 2011

L’acquisizione si inserisce in una traiettoria che il museo bolognese porta avanti da tempo: quella di riconoscere dignità museale a pratiche nate fuori dai circuiti tradizionali ma capaci di incidere in profondità sull’immaginario visivo contemporaneo. Un percorso che affonda le radici nell’intuizione di Francesca Alinovi, tra le prime in Italia a leggere criticamente i fenomeni della cultura underground, e che nel 2024 ha trovato una tappa fondamentale proprio nella mostra curata da Naldi, la quale coglieva l’eredità lasciata dalla curatrice scomparsa nel 1983 spostando l’attenzione dai graffiti newyorkesi a quelli del tessuto urbano italiano. Con questa donazione, il MAMbo si conferma luogo di custodia ma anche di continuità: materiali legati a una pratica per natura effimera vengono conservati e messi in dialogo con la storia dell’arte contemporanea, senza che questo comporti la cancellazione delle loro regole e della loro identità originaria. L’operazione riguarda non solo la storia del writing, ma anche quella della città di Bologna, da sempre attenta a intercettare e sostenere le espressioni più radicali della produzione artistica del presente. I bozzetti saranno consultabili, su richiesta, presso la Biblioteca del museo.

Cover: Bozzetto di ROSE, Rimini 1995

Bozzetto di ONIS 135, Vicenza 1989
Bozzetto di BREEZY G, Roma 1993