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Il programma di Ibrida Festival 2026

Il festival di Forlì propone un ricco programma intermediale che ha per tema "l'iperrealtà", con videoarte, live performance e installazioni immersive. Anticipa il festival la mostra alla Fondazione Dino Zoli, una collettiva di artiste donne che riflette sulle possibilità generative delle "interferenze"
Franck Vigroux, The Inhabitants – courtesy of the artist and Ibrida Festival

È intorno al tema della iperrealtà che ruota l’undicesima edizione di Ibrida, il Festival Internazionale delle Arti Intermediali che ogni anno porta a Forlì un programma variegato di eventi che esplora le nuove frontiere tecnologiche ed espressive della ricerca artistica contemporanea. Hyper Reality, a cura di Vertov Project, si terrà dal 17 al 20 settembre presso la Fabbrica delle Candele e l’ex Asilo Santarelli: ritorna come ogni anno l’importante rassegna di videoarte internazionale con relativo concorso, a cui si affiancano le live performance di Motus (con Daemon, preludio drammaturgico al progetto cinematografico Frankenstein), Francesco Misceo e Raoul Battilani (Disease, che prevede l’interazione in tempo reale tra danza, grafica generativa, suono e luce), Chiara Martina Halter e Oliver Walton (Metanoia, che unisce danza dal vivo e intelligenza artificiale generativa). Inoltre, saranno presenti installazioni immersive di Maria Judova, Bart Hess, Sedrig Verwoert, Cristian Rizzuti e Julián Álvarez, il live cinema con un video di Gregory Robin musicato dal vivo da Franck Vigroux, i workshop di arte interattiva a cura di Igor Imhoff e di creazione video con IA con Mateusz Miroslaw e talk inerenti ai temi trattati.

Ra di Martino, Fx Dream, 2018

Anche quest’anno il programma del festival è arricchito da una mostra alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, dal titolo Interference. The image is never just an image (dal 1 settembre): una collettiva internazionale che unisce videoarte, installazioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, mixed reality e sperimentazione audiovisiva, con opere di Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, biarritzzz e Özge Samancı. L’“interferenza” è qui trattata come scaturigine di possibilità generative capaci di creare ponti impensati tra diversi linguaggi, tecnologie e immaginari. La mostra si articola in quattro sezioni tematiche: Ambienti instabili, Corpi come interfaccia, Ecologie espanse e Trasmissioni.

 “La scelta di riunire dodici artiste non nasce da un criterio puramente identitario, ma dalla volontà di rendere visibile la forza di ricerche artistiche femminili che operano da anni ai massimi livelli internazionali” – commentano Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, direttori artistici del Festival – “sono artiste che utilizzano tecnologie avanzate, dirigono gruppi interdisciplinari, collaborano con ricercatori, programmatori e istituzioni scientifiche e hanno costruito percorsi professionali autonomi e autorevoli. La mostra vuole rappresentare un’interferenza anche all’interno del sistema dell’arte, dove il contributo delle donne alla sperimentazione tecnologica non sempre riceve un riconoscimento proporzionato alla sua importanza. Queste artiste dimostrano che le donne non sono presenze marginali nell’arte digitale, ma protagoniste dell’invenzione dei suoi linguaggi”.

Qui il programma: Ibrida Festival | Festival delle arti intermediali

Ibrida Festival delle Arti Intermediali
Forlì, 17-20 settembre 2026
Fabbrica delle Candele (Piazzetta Conserva Corbizzi, 9)
Ex Asilo Santarelli (Via Caterina Sforza, 45)

Interference. The image is never just an image
1 settembre-11 ottobre 2026Fondazione Dino Zoli (Viale Bologna 288)

Cover: Aline Motta, Se o mar tivesse varandas, 2017

Rebbecca Merlic, Kissaten Vienna, 2025
Giualiana Cuneaz, Nahuales, 2024 – courtesy of the artist
Chiara Passa, Still Life, 2026