
Arte Fiera, la fiera bolognese che è anche la più longeva d’Italia, per la sua 49esima edizione si propone con un tema che non fa sentire il peso degli anni sulle spalle, ma anzi guarda al futuro: il proprio e quello del mondo dell’arte. Cosa sarà è il titolo scelto per la prima edizione che ha alla direzione artistica Davide Ferri, coadiuvato dal direttore operativo Enea Righi, che invece ricopre questo ruolo per il quarto anno. Come di consuetudine, i due padiglioni della fiera vedranno contrapposte e rispecchiate l’una nell’altra una parte dedicata al Novecento storico e una parte che invece si apre al contemporaneo, indagato dalle ultime generazioni di artisti. Questo schema ben rodato si interfaccia con alcune novità importanti, che non riguardano soltanto l’arrivo del nuovo direttore artistico, ma anche una diversa squadra di curatori per le varie sezioni curate; altri cambiamenti riguarderanno il padiglione del moderno e l’articolazione stessa del percorso, oltre al fatto che approdano in fiera 12 nuovi espositori nella sezione dedicata all’editoria e 15 in quella delle istituzioni, che si aggiungono alle 174 gallerie. La selezione di queste ultime risponde alla volontà della fiera di affermare con forza la propria identità italiana. Nella sezione editori sarà presente anche ATPdiary: l’intento è quello di tornare a raccontare l’arte in presa diretta, ragionando insieme agli operatori del settore su “cosa sarà”.


Cinque le sezioni curate per l’edizione 2026. Ventesimo+, a cura di Alberto Salvadori (critico e curatore, ha fondato e dirige Fondazione ICA a Milano), è un nuovo progetto per il padiglione del moderno che mette al centro la pratica del collezionare indagandone le peculiarità, con l’obiettivo di valorizzare lo sviluppo di ogni collezione come una storia individuale. Fotografia e dintorni, affidata a Marta Papini (curatrice indipendente, cura dal 2024 il progetto di arte pubblica Radis promosso da Fondazione CRT per l’arte) indaga il medium fotografico con uno sguardo che spazia da autori storicizzati a nuovi talenti e un interesse verso l’intersezione con altri media. Multipli è assegnato per la prima volta a Lorenzo Gigotti (editor, co-fondatore e co-direttore editoriale di NERO), che nel dare conto dell’ampia varietà di formati ed esiti espressivi di questa categoria produttiva ha una specifica sensibilità verso i temi della riproducibilità e dell’accessibilità, sempre più importanti per gli autori e i produttori dei multipli. Ilaria Gianni (critica e curatrice, co-direttrice artistica di IUNO, Roma) cura per la prima volta Pittura XXI, la sezione dedicata a mettere in evidenza come il medium pittorico rifletta il presente; il range è dal 2000 ai giorni nostri, ma spazia tra autori di generazioni differenti, italiani e internazionali. Infine Prospettiva, inaugurata lo scorso anno, vede di nuovo alla guida Michele D’Aurizio (critico e curatore indipendente) e approfondisce le ricerche creative delle nuove generazioni mediante focus monografici promossi da gallerie emergenti, oppure strutturate ma con un preciso programma di ricerca.

La commissione d’artista di quest’anno – Preludio è il nuovo nome che da ora in avanti definirà queste operazioni –, finanziata dal Gruppo Hera, vede invece coinvolto Marcello Maloberti. Il progetto site specific KOLOSSAL sarà collocato all’ingresso e consisterà in un anti-monumento nella forma di una gru sopra un autocarro che innalza un cartello stradale della città, sradicato dalla sua collocazione e ora sospeso contro il cielo, mentre le zolle di terra e cemento restano a pendere come radici. L’installazione si attiverà durante i giorni della fiera attraverso la diffusione di poster.
Ritorna anche il programma di azioni dal vivo in partnership con Fondazione Furla, curato dalla Direttrice Artistica della Fondazione Bruna Roccasalva. Dopo Public Movement (2023), Daniela Ortiz (2024) e Adelaide Cioni (2025), quest’anno è il turno di Chalisée Naamani (Francia, 1995). L’artista lavora con assemblaggi di materiali di recupero e tessuti stampati con immagini provenienti da un archivio personale per indagare i meccanismi della costruzione dell’identità e della rappresentazione del corpo. Per Arte Fiera propone un’opera inedita al crocevia tra performance, scultura e installazione, che si animerà presso il Padiglione de L’Esprit Nouveau.
Per il quinto anno consecutivo torna anche Book Talk, il ciclo di conversazioni dedicato ai libri d’arte a cura di Guendalina Piselli. Questa volta, oltre alla consueta copertura delle nuove proposte di cataloghi, monografie, saggi teorici e libri d’artista, sarà dedicato spazio anche all’editoria indipendente. Si segnalano le presentazioni di Changing Room (Altana, 2025) di Chiara Calgaro; A Study On Waitressing (Witty Books, 2024) di Eleonora Agostini, vincitore del 2025 Paris Photo–Aperture PhotoBook Award nella categoria First PhotoBook; la prima monografia di Alessandra Spranzi realizzata con il sostegno dell’Italian Council, Fotografie e altre cose (viaindustriae, 2026); Sudario #1: Ouroboros, nuovo magazine di arti visive dedicato alle voci dal e sul Mediterraneo; il catalogo Michael E. Smith, CC (CURA, 2026), legato alla mostra in corso a Palazzo Bentivoglio. Infine, un talk sul rapporto tra architettura e ambiente a partire dal volume di Alterazioni Video, INCOMPIUTO. La nascita di uno stile (Humboldt Books, 2025) e di AA.VV, Sicilia (Istituto Sicilia, 2025).
Quest’anno verranno concessi ben sette premi, ma si segnala in particolare l’istituzione del Fondo Arte Fiera di 100.000 euro, finanziato da BolognaFiere e Cosmoprof e destinato all’acquisizione di opere d’arte presenti in fiera.






