“C’è tutta la storia dell’umanità e della natura nella figura del cavallo e del cavaliere”
Marino Marini
Al Castello Carlo V di Monopoli è visitabile fino al 2 agosto la mostra Giorgio De Chirico e Marino Marini. Due maestri della storia dell’arte italiana a cura di Lorenzo Madaro. Si tratta di un progetto promosso da Mostrelab in collaborazione con il Comune di Monopoli – Assessorato alla Cultura. Le opere esposte sono tutte grafiche dei maestri Giorgio De Chirico (1888 – 1978) e Marino Marini (1901 – 1980), protagonisti indiscussi dell’arte del Novecento, provenienti da collezioni private. Attraverso questa mostra il pubblico può apprezzare l’attività grafica dei due artisti, caratterizzante gli ultimi decenni della loro vita, che trova un punto di incontro nella filosofia e nella simbologia nonostante la differente visione artistica.
Nelle litografie di De Chirico ritroviamo le tematiche e i soggetti che lo hanno reso il principale esponente della pittura metafisica nell’ambito delle Avanguardie storiche. Trovatore tra le nubi (1971), La Musa della Storia (1972) e Le maschere (1973) sono caratterizzate dalla presenza dei noti manichini (come nei dipinti Ettore e Andromaca del 1917 e Le muse inquietanti del 1918), che rappresentano i personaggi mitologici greci (Dioscuri, Argonauti, Muse) con il volto privo di identità dell’uomo moderno. Anche la litografia Gladiatori nell’arena (1969) riprende la classicità, mentre L’enigma del ritorno (1966) ripropone la città metafisica delle Piazze d’Italia: architetture come quinte teatrali, l’enigma e il silenzio misterioso evidenziati dalle prospettive stranianti e dalle ombre lunghe e scure sulle pavimentazioni monocrome. La litografia per De Chirico non è semplicemente uno strumento per diffondere a un pubblico sempre più vasto l’immaginario metafisico dei suoi dipinti; non si tratta, quindi, di una derivazione della sua pittura, ma di un vero e proprio laboratorio sperimentale in cui l’artista costruisce il suo spazio figurativo, all’interno del quale si sospende la temporalità narrativa per approdare a una dimensione filosofica e mentale. De Chirico realizza litografie principalmente dal secondo dopoguerra in poi (come dimostra la datazione delle opere esposte), in quella fase chiamata Neometafisica durante la quale l’artista riprende le tematiche giovanili utilizzando colori più accesi e accentuando la dimensione teatrale della composizione.


Il principale punto di contatto tra Giorgio De Chirico e Marino Marini in questa mostra, e in generale nella loro visione artistica, è il soggetto del cavallo. De Chirico lo raffigura spesso senza il cavaliere, come nelle litografie Cavallo a Villa Falconieri (1954) e Cavalli sulla sponda dell’Egeo (1966). La tematica equestre è centrale in tutta la produzione (non solo scultorea) di Marino Marini e conosce un’evoluzione significativa: dall’armonia e compostezza classica all’esistenzialismo del secondo dopoguerra, che si traduce formalmente nell’instabilità del cavallo/cavaliere e nella disarticolazione delle forme. Troviamo questa tematica declinata in chiave astratta nell’acquaforte e acquatinta a colori Cavalier sur fonde ocre (1957) o nella litografia Deux clowns et cheval (1960), mentre più figurativa (ma stilizzata) nell’acquaforte Scenario (1968), nell’acquaforte e acquatinta a colori Giocondo – Triade II (1977) o nella litografia Magia (1979). L’attività grafica consente a Marini di ottenere importanti risultati in termini poetici e tecnici, infatti oggi lo consideriamo non solo uno straordinario scultore, ma un artista versatile capace di spaziare con grande originalità ed espressività in diverse forme d’arte (pittura, disegno, incisione, litografia). Come per De Chirico, l’incisione e la litografia consentono a Marini di tradurre sulla carta le caratteristiche plastiche concernenti la sua scultura nelle varie fasi, oltre che di diffondere a livello internazionale il suo linguaggio artistico. Vale la pena ricordare, tra i tanti album grafici di Marino Marini, Personnages du Sacre du Printemps (1974), contenente otto litografie che riprendono la scenografia e i costumi realizzati per l’opera di Stravinskij al Teatro alla Scala.
La mostra Giorgio De Chirico e Marino Marini. Due maestri della storia dell’arte italiana è un’ottima opportunità culturale per la città di Monopoli. Il Castello Carlo V, che già l’anno scorso aveva ospitato la mostra Renato Guttuso e Pablo Picasso – Una grande amicizia nel segno dell’arte, si conferma un luogo privilegiato per la valorizzazione e la diffusione dell’arte. In questa occasione si pone l’accento su due grandi maestri del Novecento, evidenziando nel loro trasversale percorso artistico la compresenza della tradizione classica e della novità d’avanguardia.



