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Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia: STORIELLETTE | VOGA Art Project, Bari

Una mostra bi-personale che racconta il presente, senza mai dimenticare il passato, attraverso brevi storie generazionali con uno stile ironico, disincantato e a tratti malinconico.
VOGA Art Project – Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia -Storiellette – Cortesy la galleria e gli artisti – Ph Christian Mantuano – Installation view

Si intitola STORIELLETTE la terza e ultima mostra del ciclo di bi-personali del 2025 a cura di VOGA Art Project, questa volta con protagonisti gli artisti pugliesi Giuseppe De Mattia (Bari, 1980) e Gianni D’Urso (Brindisi, 1988). Il titolo riprende Sturiellet di Andrea Pazienza (1956-1988), una raccolta di racconti quotidiani illustrati e più o meno autobiografici, pubblicata per la prima volta nel 1989. A parte il titolo, ciò che avvicina l’opera alla mostra è principalmente l’idea di raccontare il presente, senza mai dimenticare il passato, attraverso brevi storie generazionali con uno stile ironico, disincantato e a tratti malinconico. Nello spazio di VOGA la serie I ragazzi stanno bene (2025) di Gianni D’Urso dialoga e si intreccia con l’ultimo ciclo pittorico di Giuseppe De Mattia, Cronache vere (2025).
I disegni (matita colorata su carta) Just Do Do Do e Fuoco, Fuochino e Fuocherello di Gianni D’Urso, così come le sue sculture (legno OSB e vernice spray tra i materiali utilizzati) Banana Skate e Stella Stellina, evidenziano il tema della precarietà secondo diverse declinazioni. Nei disegni si avverte la sofferenza dei personaggi, ma anche del paesaggio di una Puglia che lotta e resiste, mentre con le sculture ci si addentra maggiormente nella sfera politico-sociale attraverso un’operazione concettuale. Banana Skate è uno skate a forma di banana, dunque l’idea di scivolare piuttosto che pattinare, contenente la domanda leniniana Che fare? (impiegata anche da Mario Merz), dilemma che accompagna anche gli artisti contemporanei in Puglia, dove trovano non pochi ostacoli; Stella Stellina è una stella afflosciata (quindi un sogno svanito) con all’interno una moneta da un euro, simbolo dell’Unione Europea e della svalutazione economica ma anche, attraverso un intervento sul retro, un richiamo al popolare gesto dei soldi o del “che vuoi?”. 

Il dialogo tra Gianni D’Urso e Giuseppe De Mattia comincia già con la vicinanza fisica e concettuale (un condiviso richiamo al noto brand) del disegno Just Do Do Do del primo e dell’unica installazione in mostra del secondo, il lightbox Nike (2023). L’installazione riproduce in apparenza un comune affiche urbano, in realtà il dispositivo permette “tra le righe” una visione segreta; questo meccanismo caratterizza anche Kraft, l’unica installazione presente di Gianni D’Urso: il passaggio murato al locale adiacente diventa uno spy-hole aperto su una dimensione irreale come via di fuga. Il ciclo pittorico Cronache vere (acrilici su legno) di De Mattia prevede la rappresentazione di scene apparentemente fiabesche e il ricorrente intervento dell’artista sul retro di vecchie cornici. Prestando maggiore attenzione ci si rende conto che i protagonisti dei dipinti (topi, uccelli e serpenti) animano in realtà eventi legati alla recente cronaca nazionale, come incidenti ed esplosioni; in questo senso i titoli delle opere ci vengono in soccorso, è il caso di Disastro ortofrutticolo sulla via di Cutrofiano o di Gli anni del crack e degli atti vandalici alle vetture del popolo.
Nel cortile un’installazione sonora realizzata dai due artisti rielabora in chiave attuale, attraverso il loro mascheramento sotto identità fittizie, performance attoriali e intelligenza artificiale, un’intervista di Gianni D’Urso a Giuseppe De Mattia risalente a più di dieci anni fa e riguardante il suo modo di essere artista. Emergono le contraddizioni del sistema dell’arte e le difficoltà della figura dell’artista nella contemporaneità (soprattutto al Sud e in Puglia, in cui talvolta si fa fatica anche a spiegarlo), ma grazie alla passione si può superare qualsiasi pregiudizio o ostacolo. Ce lo ricorda anche Andrea Pazienza, nato a San Benedetto del Tronto ma cresciuto a San Severo (Foggia), che ne Le straordinarie avventure di Pentothal scrive: “Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa”.

Gianni D’Urso | Giuseppe De Mattia, STORIELLETTE
28 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026
A cura di VOGA Art Project
VOGA, Bari