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La “Maternità sociale” di Flaminia Veronesi alla Galleria Simondi Torino

La rappresentazione della maternità nell’arte è una tematica ampiamente indagata e discussa, una specie di parametro figurativo e narrativo senza tempo. Maternità sociale. Grandemadremamma è il titolo dalla prima mostra personale di Flaminia Veronesi (Milano, 1986), presso la Galleria Simondi...

Flaminia Veronesi – Maternità sociale Grandemadremamma – Simondi Gallery 2024
Flaminia Veronesi – Maternità sociale Grandemadremamma – Simondi Gallery 2024

La rappresentazione della maternità nell’arte è una tematica ampiamente indagata e discussa, una specie di parametro figurativo e narrativo senza tempo. Maternità sociale. Grandemadremamma è il titolo dalla prima mostra personale di Flaminia Veronesi (Milano, 1986), presso la Galleria Simondi di Torino. L’artista presenta una mostra divertente, cromaticamente vivace (poiché ragionata su varie graduazioni di viola e fucsia, colore simbolo della lotta femminista) e iconograficamente suggestiva. 
L’operazione, accompagnata dal testo critico di Andrea Lerda, si apre con un’insolita installazione formata da due grandi seni, che fungono da spartiacque tra il mondo reale e quello immaginifico creato dall’artista lombarda, a seguire con un corpus inedito di opere su carta e lavori scultorei.
La seconda sala si presenta come un’anticamera o un prònao greco che con sacralità indirizza lo spettatore nella stanza principale, anche qui la dimensione, seppur estraniante, rimanda al concetto architettonico dell’antico dove il cuore principale dell’intera costruzione risiedeva nel naòs (cella). Al centro dello spazio una seconda installazione a forma di casa o tempio ricoperto da seni in tulle rosa, nel mezzo un plinto con sopra una statuetta policroma che ricorda la divinità dai molti seni conosciuta come l’Artemide Eresia in esposizione al MAAN di Napoli. 
Nella piccola scultura di Flaminia Veronesi, attorno alla quale ruota il pensiero dell’intera mostra, l’opera diviene una Mater Matuta contemporanea, una protettrice delle donne libere che lottano ed evadono dagli stereotipi novecenteschi e patriarcali. 
Le storie inusuali, le forme mutanti, i colori e l’attitudine ricreata in chiave antropologica, simbolica e anticonformista espressa nel linguaggio dell’artista, aspirano al superamento di quella condizione di sottomissione femminile divenuta nei secoli una consuetudine svilente e abominevole.  
In questa occasione Flaminia Veronesi ci riconsegna un’immagine dal valore visivo e dall’intenso livello energetico e sensoriale, ricollocando al centro della sua pratica l’idea del femminino sacro, identificato più volte con il concetto di Madre Natura o Madre Terra, intesa anche come forza primordiale e rigeneratrice regolare della vita, in stretta connessione con la natura, così come appariva per le comunità primitive del paleolitico, la piccola statuetta votiva nota oggi come la Venere di Willendorf.

Flaminia Veronesi, Donna diavola, 2023, ceramica e smalti a freddo, 33x33x13 cm, courtesy dell_artista e della galleria Simóndi