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Con te con tutto, il Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026

Il progetto di Chiara Camoni e Cecilia Canziani guarda al Padiglione Italia come ad un grande organigramma orizzontale, capace di sfidare le logiche della monumentalità altisonante e di insinuare una diversa modalità di stare nel mondo

È un principio aperto di autorialità quello che informa il Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Con te con tutto è il titolo scelto per il progetto che, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, presenterà al pubblico una grande installazione di Chiara Camoni, pensata appositamente per gli spazi delle Tese all’Arsenale, con la curatela di Cecilia Canziani.

In Minor Keys è il titolo che Koyo Kouoh, prematuramente scomparsa, ha consegnato al team curatoriale (composto da Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter, Rory Tsapayi), investito del compito di portare avanti un progetto concretizzatosi durante un incontro a Dakar, nell’aprile 2025, presso RAW Material Company, il centro culturale istituito da Kouoh, la cui pratica curatoriale, fondata sulle relazioni, si è dimostrata sempre aperta alle nozioni di incanto e condivisione, con particolare riferimento a quelle pratiche generative capaci di coinvolgere intere collettività.  

È perfettamente in linea con questo sentimento che il Padiglione di Cecilia Canziani e Chiara Camoni debutta – raccontato dalla curatrice e dall’artista lo scorso 10 marzo nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura. La conferenza stampa, nelle parole di Canziani e in quelle di Camoni, si è impostata su un registro linguistico informato dalla sensibilità di aprire il discorso di presentazione ad un orizzonte che senza mezzi termini è quello dell’affettività. Il lavoro curatoriale e quello artistico, sorpassando retoriche compassate ormai stanche, sono lavoro di cura e di affiancamento reciproco; Canziani e Camoni assumono questa postura, facendola propria, e consolidando un legame di prossimità pluriennale: “C’è una parte di Cecilia nel mio lavoro, e probabilmente c’è una parte di me nel suo pensiero”. 

Chiara Camoni, Senza titolo (Casetta), 2019, legno patinato verde rame, ceramica, porcellana, lana naturale di pecora, piume d’oca, paraffina, fiori, unguenti, creme profumate, 121x260x224 cm (dimensioni variabili), collezione privata

Il progetto guarda al Padiglione Italia come ad un grande organigramma orizzontale, capace di sfidare le logiche della monumentalità altisonante e di insinuare una diversa modalità di stare nel mondo, situata e di prossimità con l’altro – umano e non umano. Piuttosto che pensare a un padiglione monografico, Con te con tutto sancisce una dimensione corale, declinata attraverso un programma composito che guarda all’accessibilità – per la prima volta nella storia del nostro padiglione nazionale – e alla collaborazione con soggettività molteplici, incaricate di pensare insieme. Pensare e fare: due coordinate che Camoni e Canziani intendono come un tutt’uno, ricordandoci quanto la pratica artistica e quella curatoriale spesso si nutrono di quel rapporto di reciprocità che unisce incontri professionali e incontri amicali. È un mondo di affetti e dialoghi condivisi quello emerso in conferenza stampa, “una chiamata a raduno”, allo stare insieme. 

Lo spazio delle Tese verrà articolato in due movimenti, distinti e integrati, come in una partitura musicale; una “scansione emotiva”, come la definisce Canziani, che sembra caratterizzarsi di un sentimento, tanto universale quanto animico, nei confronti della materia e del visibile tout court. 

Nella prima tesa, le sculture di Camoni modellate a colombino saranno disposte a formare, idealmente, un bosco di figure stanti, a dimensione umana; questa moltitudine viene modellata dall’artista tenendo a mente le specificità che ciascun simulacro possiede, quasi come se la materia potesse, e desiderasse, parlarci. Questo consesso di cariatidi silenti, su cui delle erbe selvatiche si depositano o su cui un piccolo gesto fatto da qualcun altro può lasciare una traccia tangibile capace di imprimere la materia, si confronta con un sentimento antico di familiarità con la figura umana, e con il suo rapporto con una forma archetipica come quella della statua. 

La seconda tesa, invece, sarà pensata come un mondo in costruzione, sviluppato lungo una direttrice pressoché orizzontale e abitato da figure femminili reclinate, oggetti e residui. Una città ideale in cui ad essere registrata è anche una variazione luministica – dalla penombra della prima tesa, spazio inconscio e onirico, alla piena luce della seconda, riempita di voci e oggetti a ricordare questa sovrapposizione magica tra lo spazio espositivo e lo studio dell’artista, luogo di pensiero e convivialità. 

Chiara Camoni e Il Centro di Sperimentazione, Materia Sogno, plastica riciclata – ph Camilla Maria Santini
Chiara Camoni e Il Centro di Sperimentazione, Materia Sogno, ph Camilla Maria Santini

In questo hortus conclusus, Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi sono state invitate a pensare ad un progetto in cui le opere di Chiara Camoni entrano in relazione dinamica con altri linguaggi; la sezione Dialoghi presenterà infatti il lavoro dell’artista insieme ad opere, tra gli altri, di Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz, ma anche ad artefatti, oggetti e due commissioni inedite: Canti fossili, una performance della coreografa e danzatrice Annamaria Ajmone, dedicata alla relazione tra coreografia e voce; Che cosa resta, prodotto per l’occasione da Alice Rohrwacher, attraverso la rielaborazione di estratti inediti dal film La Chimera (2023), in cui i volti della sculture dalle collezioni del museo etrusco di Tarquinia si sovrappongono ai visi di uomini, donne e ragazzi e ai ritratti dei protagonisti del film originale. Al centro dello spazio, si aprirà una piazza circondata da sedute sulle quali poter sostare e trovare riposo.  Il percorso culmina nel giardino, il luogo in cui l’incontro tra il tempo eterno della scultura e il tempo della vita umana entrano in simbiosi, e confluiscono l’uno nell’altro. 

Per tutta la durata della mostra è previsto un public program affidato ad Angelika Burtscher e Daniele Lupo (Lungomare), articolato attraverso tre appuntamenti: “Il selvatico, l’onirico e il disastroso” (26-28 giugno); “Le diverse forme dell’intelligenza” (25-26 settembre); “Pratiche vocali e narrazioni collettive (29-31 ottobre). Sono previste inoltre numerose collaborazioni in continuità con le realtà e le istituzioni attive a Venezia e in Italia: Accademia di Belle Arti di Venezia, Accademia di Belle Arti di Roma, Arcicoro del Circolo Arci Franca Trentin Baratto di Venezia, Microclima, NICHE (Centre for Environmental Humanities) e altri. La collaborazione con il progetto Ciao! di Fondazione Amplifon permetterà a 30mila anziani residenti in 330 residenze assistenziali in Italia, Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera di visitare da remoto l’esposizione e prenderne attivamente parte. Inoltre, il team del progetto Con te con tutto si è avvalso della consulenza della Scuola Nazionale Patrimonio Attività Culturali nell’ambito di Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura, per la propria formazione e l’implementazione dell’accessibilità e dell’inclusione nel padiglione.

Tutto il progetto sarà restituito da un catalogo edito da NERO Editions, con il progetto grafico di Lungomare.

Cover: Chiara Camoni, Venere, 2025, Courtesy l’Artista e SpazioA, Pistoia – ph Andrea Rossetti

Chiara Camoni, Carta Bianca 2025, vegetal printing workshop, ph Camilla Maria Santini