“Zàbara e Zabàra” e le invenzioni del linguaggio di Giulia Sofi | ALL, Palermo

‘Zàbara e Zabàra’ è un’espressione che il popolo siciliano ha inventato ‘per dire che una cosa, una convinzione, un’argomentazione vale l’altra apparentemente contraria’, come si legge in Occhio di capra di Leonardo Sciascia.
XNL Aperto 2024 | Piacenza

Giunge alla sua terza edizione la rassegna di mostre ed eventi diffuse sul territorio piacentino, che vede anche la conclusione del ciclo di mostre “Sul guardare” curate da Paola Nicolin.
ugly woman scratching her head. Catherine Biocca | Galleria Eugenia Delfini

In ugly woman scratching her head, l’artista ha trasformato lo spazio di via Giulia in un perturbante tanto quanto surreale cameo, in cui il “divide” linguistico tra un Cane e una Donna si riflette sulle loro – e le nostre – dinamiche relazionali e di comunicazione.
Miranda July, e credo di non essermi sbagliata

Sara Benaglia ci racconta per spunti, citazioni e riflessioni la mostra “New Society” di Miranda July in corso all’Osservatorio Prada
Gae Aulenti, architetta | Triennale, Milano

Gae Aulenti (1927-2012), curata da Giovanni Agosti e ospitata alla Triennale di Milano, è molto più di uno spaccato su di lei: è una macchina di visione sui generis creata attraverso un lavoro sui suoi progetti.
A Seed Under Your Tongue | Saodat Ismailova al Pirelli HangarBicocca

La prima grande retrospettiva dell’artista uzbeka negli spazi dell’Hangar Bicocca, fino al 12 gennaio 2025, è un’ode alla conservazione della memoria
Sfera senza Atlante | Riflessioni su un’immagine

Quale posizione hanno le molecole della realtà nelle parti a fuoco della fotografia e quale struttura hanno invece le zone sfocate? Nell’immagine di Pino Musi pare che siano stati fissati due eventi diversi, attraverso il dispositivo della macchina fotografica e tramite un’intuizione metafisica.
Marina Abramović, between breath and fire | gres art 671, Bergamo

between breath and fire è un’indagine su alcuni temi chiave che hanno contraddistinto la carriera cinquantennale dell’artista ed è strutturata in quattro capitoli: il respiro, il corpo, la relazione con l’altro e la morte.
Allan Kaprow. Yard | MACRO, Roma

Il MACRO presenta la ri-messa in scena del celebre happening di Allan Kaprow, Yard, concepito nel 1961 in occasione della mostra collettiva Environments, Situations, Spaces per il giardino di sculture della galleria Martha Jackson di New York.
Arte contemporanea a Baku

Baku, la capitale dell’Azerbaigian, può essere considerata un esempio di come l’identità sia da cercare nella mescolanza di lingue e culture, anche visuali.