— VISIONI — Conversazione con Caterina Morigi

Mauro Zanchi: Vorrei porti una domanda a scatola cinese, con questioni una dentro l’altra. A volte nell’immagine si ripete l’incrocio degli sguardi e della accumulazione di sostanze che appartengono al mondo delle cose. Altre volte l’immagine è la base di una visione, che attinge esclusivamente da se stessa. Nell’immagine si incrociano diverse energie visive. Specchiandosi […]
— VISIONI — Conversazione con Luca Massaro

Mauro Zanchi: In certe fotografie, le parole a volte sono presenti per mettere in discussione l’oggettività dell’immagine, in alcuni casi per segnalare l’artificio della comunicazione, per indurre una riflessione sul potere descrittivo della fotografia o per evocare qualcos’altro. Che rapporto si costituisce tra linguaggio scritto e immagine? Luca Massaro: Lo scontro-incontro di due mondi è un […]
— VISIONI — Conversazione con Simone Monsi

English version below Mauro Zanchi: Quali rischi corriamo mentre il mondo si sta sempre più trasformando in un ambiente dominato dalle ITC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione)? Simone Monsi: Il rischio principale che avverto è di essere perennemente distratti dal sovraffollamento di informazioni. Tuttavia, penso anche che i processi di trasformazione siano ciclici e inevitabili, […]
— VISIONI — Conversazione con Fabrizio Bellomo

Mauro Zanchi: In certe fotografie (vedi per esempio John Baldessari, Keith Arnatt, Mel Bochner, John Hilliard, William Wegman), le parole a volte sono presenti per mettere in discussione l’oggettività dell’immagine, altre volte per segnalare l’artificio della comunicazione, per indurre una riflessione sul potere descrittivo della fotografia, per creare un cortocircuito o altro. In questi casi […]
Conversazione con Nino Migliori

Mauro Zanchi: Quali sono le opere in cui tu conduci la “scrittura di luce” (fotografia) verso la “meta-scrittura di luce” (metafotografia)? Per comprendere meglio la questione, riporto questa citazione, che si riferisce al passaggio dal linguaggio al metalinguaggio, e quindi nel nostro caso al passaggio dalla fotografia alla Metafotografia: “Ogni metalinguaggio che possiamo inventare o immaginare […]
— VISIONI — Conversazione con Pino Musi

Mauro Zanchi: Quale ricerca attuale con il medium fotografico ti interessa di più? Pino Musi:Oggi, le fotografie che mi attraggono sono quelle indomabili, che hanno la loro origine in un’area di latenza. Evocatrici, ma altrettanto sottilmente equivoche, queste immagini cercano possibili combinazioni con altri linguaggi, soprattutto per somiglianza endogena. La fotografia è straordinaria quando, cercando […]
New Photography | Andrea Botto

Protagonista del ventesimo approfondimento sulla fotografia contemporanea è Andrea Botto Mauro Zanchi: Ho visto il video 3, 2, 1… Fire! Mi piace molto la presenza scultorea mutevole che si è venuta a creare dopo l’esplosione, e i rumori dei massi che rotolano su altre pietre verso valle. Mi interessa quest’aspetto del rapporto tra fotografia e […]
— VISIONI — Conversazione con Sara Benaglia

Nella lunga conversazione tra Mauro Zanchi e Sara Benaglia, tanti i temi toccati: le conseguenze della post crisi provocata dal covid-19; la messa in discussione della visione patriarcale da parte di artiste donne; metafotografia e femminismo; “invisibilità visibile” e politiche d’informazione; artiste e teoriche militanti e, ultimo, ma non meno importante, il punto di vista […]
— Visioni — Conversazione con Marisa Prete

Intervista con Marisa Prete, studiosa, fondatrice del blog Finestre su Arte, Cinema e Musica. Mauro Zanchi: Partiamo da One and Three Chairs (1965) di Joseph Kosuth, dalle sue “protoinvestigazioni” sulla complessa relazione tra gli oggetti e la loro rappresentazione. L’opera composta da una sedia, da una fotografia della stessa sedia, e dalla definizione di sedia […]
IL SUBLIME VEGGENTE | Conversazione con Marcello Maloberti

Mauro Zanchi: Da dove ha origine il tuo lavoro immaginale? Marcello Maloberti: Le prime immagini che ci ricordiamo dei nostri primi anni di vita sono come segni del destino, ed è giusto coltivarli e seguirli. Penso che il mio immaginario parta da quando da piccolo, alle messe della domenica, divagavo con l’occhio sul soffitto della […]