Art&TheCity – Le mostre a Verona: TOMORROWS e Giulio Paolini

Un nuovo progetto alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e un percorso espositivo sul futuro della Terra a Castel San Pietro
27 Ottobre 2023
Installation view TOMORROWS_Castel San Pietro, Verona Ph. Nicolò Lucchi
Installation view TOMORROWS_Castel San Pietro, Verona Ph. Nicolò Lucchi

Si è conclusa la diciottesima edizione di ArtVerona ma il programma di eventi collaterali in città continua il suo percorso. 

E’ in corso fino al 12 novembre a Castel San Pietro, Verona, la mostra TOMORROWS. Notes on the future of the Earth (visitabile gratuitamente). La mostra è promossa da Fondazione Cariverona, ArtVerona e Contemporanea – Università di Verona con Urbs Picta, in collaborazione con Accademia di Belle Arti statale di Verona, AGIVERONA, Careof, Finemateria, LOOP Barcelona e MA*GA Museo Arte Gallarate. I patrocini sono della Regione Veneto e del Comune di Verona. A cura di Jessica Bianchera e Marta Ferretti, l’esposizione ospita sei artisti internazionali che, attraverso i linguaggi del video e dell’immagine in movimento, indagano gli attualissimi temi del futuro della Terra, dell’estrattivismo e delle interconnessioni tra gli esseri viventi, immaginando la possibilità di un’ecologia condivisa, non predatoria e cooperativa. 
In un mondo che sempre più si interroga sugli effetti del cambiamento climatico e dell’impatto dell’uomo sul pianeta, quali sono i futuri possibili (o impossibili) che ci aspettano? È questa la domanda centrale attorno cui ruota l’intero progetto, proponendo una riflessione transdisciplinare nel campo dell’ecologia e della sostenibilità. Ucronia e utopia, fantascienza, fiction e realtà si intrecciano nelle poetiche degli artisti contemporanei scelti dalle curatrici: Sophia Al-Maria, Mo Kong, il collettivo SITESIZE, Jonas Staal, Natália Trejbalová e Driant Zeneli. 
Al percorso espositivo si affianca un ricco programma pubblico che continua per tutto il 2024 con panel, visite guidate, workshop e il premio di residenza e produzione sostenuto da UniCredit Tomorrows UniCredit residency and production award, che promuove la sperimentazione tra arte e scienza. Il contest, che chiude il 15 dicembre, si rivolge ad artiste, artisti o collettivi rappresentati dalle gallerie partecipanti alla fiera d’arte contemporanea scaligera, invitati a proporre un progetto di ricerca finalizzato alla produzione di un’opera d’arte e incentrato su soluzioni creative e non convenzionali rispetto alle attuali problematiche ambientali, economiche e sociali.
Il premio, del valore di 20.000,00 euro, sarà attribuito da una giuria composta da selezionati artisti, curatori, direttori artistici, esperti e studiosi. Grazie al contributo assegnato, la vincitrice o il vincitore potrà sviluppare il progetto durante un periodo di studio e ricerca in Italia e/o all’estero, per procedere alla produzione finale di un’opera o di un ciclo di opere, da presentare in occasione dell’edizione di ArtVerona 2024 ed entrare a far parte di UniCredit Art Collection. Il progetto vincitore sarà reso noto il 30 gennaio 2024 sul sito di Tomorrows
TOMORROWS. Notes on the future of the Earth, spiegano le curatrici, “intende sottolineare quanto il contributo dell’arte possa essere fertile nel dibattito contemporaneo sul futuro del nostro pianeta, proprio in virtù della capacità immaginifica e di ricerca transdisciplinare che gli artisti mettono in campo […] Senza la pretesa di dare risposte, intendiamo piuttosto porre domande e tentare una mappatura, seppur parziale, di realtà e personalità che si sono finora interrogate su questi temi, favorendo la conoscenza di nuove iniziative e progetti che stanno nascendo e crescendo”. 
Uno di questi è sicuramente quello del collettivo Giuseppefraugallery che propone un contributo all’interno del progetto per reimparare a farsi domande e guardare in modo critico la realtà. Ci sono domande dal pubblico? è il titolo della proposta del collettivo, con la Scuola civica d’arte contemporanea: una piattaforma online in cui si può registrare un vocale (e ascoltare quelli degli altri) con una domanda al sistema dell’arte, alla mostra, al tema, agli artisti, a se stessi. 

Installation view TOMORROWS_Castel San Pietro, Verona Ph. Nicolò Lucchi
Installation view TOMORROWS_Castel San Pietro, Verona Ph. Nicolò Lucchi

In The Magical State (6’09’’, 2017) l’artista, scrittrice e regista qataro-americana Sophia Al-Maria (USA, 1983) esplora il processo estrattivo del carbone nella regione di La Guajira in Colombia, associandolo all’esorcismo violento di un corpo femminile. Metà demone, metà eroina, la giovane protagonista incarna l’estrazione mineraria, ma anche una intensa e inquietante metafora femminista di ogni donna ed essere oppresso, soffocati in una condizione forzata e violenta.
Con l’installazione See Sun, and Think the Shadow (11’11’’, 2016), Mo Kong (Cina, 1990), artista multimediale e ricercatore, condivide la propria ansia rispetto alle attività minerarie in Cina, suo paese natale. Un collage digitale, caleidoscopico e ansiogeno, in cui immagini di repertorio, animazioni video, suoni e simboli della cultura contemporanea dei social si fondono in una giostra di dati reali e immaginari, fino alla domanda finale: è possibile che le identità virtuali della rete possano sostituire le figure e i sistemi politici reali?
SITESIZE, collettivo nato in Spagna nel 2002 e composto da Elvira Pujol Masip e Joan Vila Puig, è in mostra con TERRApolis (1h45’, 2021), trilogia parte del progetto europeo “A-PLACE. Linking places through networked artistic practices”. Dedicato alla città spagnola di L’Hospitalet de Llobregat, in Catalogna, il video è un viaggio che indaga la vita fisica, spirituale, umana e non umana del territorio, tra antropico e naturale.
94 Million Years of Collectivism, Video Study (13’14’’, 2022) dell’artista visivo olandese Jonas Staal (Paesi Bassi, 1981) è, invece, una sorta di video lezione incentrata sul periodo geologico Ediacarano, ritenuto la culla delle forme di vita complesse che vivevano secondo un’ecologia interconnessa e interdipendente, di stampo collettivistico. Questi organismi primordiali ci possono insegnare nuove forme di coabitazione del mondo?
Con l’opera About Mirages and Stolen Stones (18’50’’, 2020), l’artista Natália Trejbalová (Slovacchia, 1989) restituisce una versione della nostra Terra che, per ragioni sconosciute, è diventata piatta. Tra teorie terrapiattiste e responsabilità dell’uomo nella distruzione del pianeta, la protagonista del lavoro è una scienziata che indaga su questo impossibile cambiamento avvenuto cinque anni prima. Come possiamo comprenderlo e che cosa ci aspetta?
Nella video installazione And then I found some meteorites in my room (22’, 2018), secondo capitolo della trilogia Beneath a surface there is just another surface (2017-2019), Driant Zeneli (Albania, 1983), coinvolge Bujar e Flora, padre e figlia raccoglitori di carbone nell’area dell’ex stabilimento della Metalurgjiko, vicino a Elbasan, a circa cinquanta chilometri da Tirana. Il video affronta il tema ricorrente dell’infinito che anima gli esseri umani e di quella parte di mondo spodestata ed espropriata ma ancora capace di desiderare e immaginare un futuro.

Giulio Paolini Dall’Aurora al tramonto, 2020 – Foto Agostino Osio, Milano; Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, © Giulio Paolini

Presso la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona è stata inaugurata, in occasione di ArtVerona, la mostra Et in Arcadia ego, Habitatdi Giulio Paolini (Genova, 1940) a cura di Patrizia Nuzzo e Stefano Raimondi, visitabile fino al 3 marzo 2024. Il percorso è il risultato della prima collaborazione tra la Galleria e Habitat, la sezione di ArtVerona che ricostruisce ambienti artistici immersivi, approfondendo una ricerca che matura in Italia con Lucio Fontana a partire dalla fine degli anni ’40. Si tratta di opere che non devono essere semplicemente viste ma vissute, come ambienti da abitare. 
La Galleria d’Arte Moderna ha scelto Giulio Paolini, per questo progetto, in quanto autore che maggiormente ha incentrato la propria ricerca intorno alla correlazione tra spazio, opera, fruitore analizzando i temi della copia, della mimesis e della prospettiva. Per Paolini l’esposizione è un ritorno in città: tra il 2001 e il 2002 la Galleria gli dedica infatti un’antologica. Fin dagli esordi, l’artista conduce un’indagine analitica rivolta agli strumenti e agli ambiti del fare artistico. 
“Fondamentale rilievo rivestono nella sua poetica gli elementi costitutivi di un quadro, lo spazio della rappresentazione, la figura dell’autore. La sua ricerca, ascrivibile all’arte concettuale, si sviluppa intorno alla riflessione sui complessi rapporti tra opera d’arte e spettatore, in un raffinato gioco di rimandi e citazioni iconografiche, letterarie e filosofiche.”
Il progetto espositivo ideato per Palazzo della Ragione si configura come un viaggio nella storia dell’arte, con l’inserimento nel percorso di un’opera della collezione civica, il Genio di Antonio Canova, in dialogo con i lavori inediti dell’autore. 
L’opera L’apparizione della Vergine (1995-1996), presente nella raccolta civica dal 2002, è il fulcro dell’intero Habitat, attorno cui si dispone la “narrazione” di Paolini: sul pavimento è collocato un ingrandimento fotografico di La Sainte Vierge di Francis Picabia, mentre sospesa dal soffitto, con un cavo d’acciaio, pende la custodia aperta di un violoncello, foderata di blu. Gli elementi, spiega Patrizia Nuzzo, alludono a una rivelazione potenziale, a un’apparizione: se dall’astuccio esce il suono dello strumento assente, nella chiazza d’inchiostro al suolo affiora il disegno di un’ipotetica immagine. In occasione di Habitat l’opera è arricchita di nuovi frammenti.

Giulio Poalini, Studio per Copia e originale, 2023 Foto Bettina della Casa – Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, © Giulio Paolini
Giulio Paolini, Il modello in persona, 2020 – Foto Luca Vianello, Torino; Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, © Giulio Paolini
Giulio Paolini La Scala della Ragione, 2023 – Foto Luca Vianello, Torino; Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, © Giulio Paolini
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