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Art City Bologna 2026 invade gli spazi dell’Alma Mater

Oltre 300 appuntamenti tra mostre, performance, installazioni ed eventi trasformano Bologna in un laboratorio artistico diffuso dal 5 all’8 febbraio. Ma l’edizione 2026 di ART CITY segna soprattutto un passaggio storico: lo Special Program “Il corpo della lingua” approda per la prima volta negli spazi dell’Alma Mater Studiorum, aprendo luoghi simbolici dell’Università a interventi site-specific e azioni performative.
giulia deval, PITCH. Notes on vocal intonation, 2025, video still

Dal 5 all’8 febbraio 2026 ritorna ART CITY: in questi giorni di grande fibrillazione Bologna sta ultimando i preparativi per trasformarsi, come ogni anno, in un laboratorio artistico diffuso in stretto rapporto con il tessuto urbano e con la rete delle realtà culturali cittadine. Il programma promosso dal Comune in occasione di Arte Fiera (qui il programma specifico della fiera) quest’anno offre oltre 300 appuntamenti, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi promossi da musei, gallerie, spazi indipendenti e luoghi storici. Al centro dell’edizione 2026 c’è lo Special Program “Il corpo della lingua”, curato da Caterina Molteni, che per la prima volta nella storia della manifestazione viene accolto nelle sedi storiche dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Luoghi solitamente poco accessibili o comunque noti principalmente alla comunità studentesca accolgono interventi site-specific e performance coniugando grandi nomi come Mike Kelley (Atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria) e Ana Mendieta (Sala della Boschereccia, Palazzo Hercolani) con quelli di artiste più giovani: giulia deval (Aula Alessandro Ghigi, ex Istituto di Zoologia), Alexandra Pirici (Teatro Anatomico, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio), Augustas Serapinas (Fondazione Federico Zeri), Jenna Sutela (Laboratorio didattico del Distretto Navile) e Nora Turato (Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna).

Mike Kelley, Day Is Done. Extracurricular Activity Projective Reconstructions #2-#32, 2005-2006_Courtesy Electronic Arts Intermix (EAI), New York & the Mike Kelley Foundation for the Arts, Los Angeles_SIAE Milano 2026
Ana Mendieta, Flower Person, Flower Body, 1975 (Film still) © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Licensed Artist Rights Society (ARS), New York SIAE Milan 2026_Courtesy Marian Goodman Gallery

Proviamo a tirare le somme degli eventi imperdibili di questi giorni:

Nel MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna il cuore delle proposte istituzionali è la grande retrospettiva dedicata a John Giorno, John Giorno: The Performative Word (fino al 3 maggio), che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca di uno dei protagonisti più radicali della poesia performativa e del rapporto tra parola e immagine sonora. Accanto a questa mostra principale, nella Project Room trova spazio anche Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965, una mostra-dossier facente parte del progetto espositivo MATTIA MORENI. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione”, il più ampio mai dedicato all’artista. Al Museo Morandi, facente parte del percorso di visita del MAMbo, si apre Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni (fino al 3 maggio), un progetto espositivo che accosta opere e sensibilità di due figure centrali del Novecento e della contemporaneità, mettendo in evidenza risonanze cromatiche e poetiche fra visioni apparentemente distanti. Le sedi museali civiche si estendono con altri progetti: Sergia Avveduti. Ombra Custode al Museo Davia Bargellini (fino al 1 marzo) intreccia il dialogo tra opere contemporanee e collezioni storiche, mentre Concetto Pozzati. Da e per Morandi a Casa Morandi (fino al 15 marzo) è dedicato all’omaggio di Pozzati al maestro bolognese. Al Museo Civico Medievale Alessandro Moreschini. L’ornamento non è più un delitto (fino al 22 marzo) porta una serie di opere che intrecciano estetica e ornamentazione, creando un dialogo inedito con l’allestimento storico, mentre nelle Collezioni Comunali d’Arte Emanuele Becheri. SCULTURE (fino al 15 marzo) presenta le ultime esplorazioni materiche dell’artista. L’offerta prosegue con Flavio de Marco. Screen Life alla Villa delle Rose (fino al 29 marzo 2026), una personale in cui la pittura prova a farsi interprete dei nuovi immaginari digitali. Nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica si può visitare Eva Marisaldi – Enrico Serotti. Per vari motivi – Parte II (fino al 22 febbraio), che propone un confronto fra diverse pratiche artistiche nell’ambito sonoro e performativo.

Alexandra Pirici, Attune, 2024, veduta di allestimento, Hamburger Bahnhof Nationalgalerie der Gegenwart | Foto di Eduard Constantin
Augustas Serapinas, 6 Chairs, Artissima 2021, veduta di allestimento, Hotel Principi Di Piemonte, foto di Perottino Piva Peirone

Alcuni palazzi simbolo della città ospitano progetti di grande rilievo che ampliano la mappatura espositiva nel centro storico. A Palazzo de’ Toschi, nella Sala Convegni della Banca di Bologna, è allestita Miss America, la prima grande mostra personale in Italia dell’artista portoghese Francisco Tropa (fino al 1 marzo). L’esposizione si concentra sull’opera dal titolo omonimo, un nuovo lavoro che combina installazione e performance in un dialogo con gli spazi interni del palazzo. Sempre nel circuito delle residenze storiche cittadine, Palazzo Bentivoglio accoglie C C, la mostra personale dell’artista americano Michael E. Smith (fino al 26 aprile), una delle figure più radicali della scena contemporanea internazionale, la cui ricerca scandaglia i confini tra scultura e installazione attraverso un linguaggio minimalista e sottrattivo. Al LabOratorio degli Angeli, sculture in bronzo e opere su carta di Francesco Gennari nella mostra Perché mi guardi così? (fino al 14 febbraio) ampliano la sua personale riflessione sui temi dell’autoritratto e dello sguardo. La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna presenta a Palazzo Paltroni 3 x la scultura. Quinto Ghermandi, Marco Di Giovanni, Giulia Poppi (fino al 13 marzo), un progetto curatoriale che mette in dialogo tre scultori di generazioni diverse formatisi all’Accademia di Belle Arti di Bologna attraverso installazioni e opere inedite. Nell’Oratorio di San Filippo Neri, sempre promossa dalla Fondazione del Monte in collaborazione con Mismaonda, il duo MASBEDO firma RESTO, una videoinstallazione immersiva che intreccia memoria storica e presente (fino all’8 febbraio). Nella cornice suggestiva della ex-Chiesa di San Barbaziano si tiene la mostra Falling di Driant Zeneli, che presenta una nuova opera-film dell’artista. Palazzo Boncompagni ospita Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte (fino al 3 giugno), una mostra che attraversa oltre sei decenni di ricerca dell’artista italiano, dai nuclei storici legati alla sua esperienza con Cittadellarte fino ai lavori più recenti. Accanto a queste proposte, presso la Fondazione MAST è allestita Jeff Wall. Living, Working, Surviving (fino all’8 marzo), una selezione di opere fotografiche significative dell’artista canadese.

Francesco Tropa, Miss America. Palazzo de’ Toschi, installation view | Ph. Carlo Favero
Michael E. Smith, CC, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2025 | ph. Carlo Favero (59)

Questa trama istituzionale si intreccia con le proposte delle gallerie private. P420 presenta Armature, un progetto personale, il primo in una galleria privata, dedicato alla figura di Ana Lupas, tra i nomi chiave della scena artistica dell’Est Europa. Allo stesso modo, LABS Contemporary Art propone la mostra …dove tu stai, anche io sarò di Giuseppe Pietroniro (fino al 1 aprile): un corpus di opere inedite che si inseriscono nello spazio della galleria come un unico intervento pensato per il luogo. De’ Foscherari propone invece la performance Rousing Social Order: Tracking Shot di Armando Lulaj durante la White Night del 7 febbraio. La sede bolognese di Herald St inaugura il proprio spazio con Cooperative Village, che presenta un nuovo corpus di dipinti e opere su carta di Matt Connors.

Megadue, spazio che unisce sperimentazione e apertura pubblica, offre Oratorio, un progetto di Jacopo Benassi, un’opera che promette una rivelazione, negandola: a svelarla sarà una “performance di musica analfabeta”, grezza e istintiva, che prende forma come rito improvvisato. Infine, nello spazio indipendente a gestione collettiva Gelateria Sogni di Ghiaccio è allestita Frammenti di un discorso amoroso, una composizione spaziale di oggetti e immagini in movimento di Enrico Boccioletti.

Altri appuntamenti da segnalare: al Centro Arti e Scienze Golinelli I preferiti di Marino – Capitolo II | Opus Mundi (fino al 28 giugno); alla Pinacoteca di Bologna – Sala Incamminati la mostra More Than This (fino al 5 aprile) esplora narrazioni visive contemporanee.

Cover: Facoltà di Ingegneria, progetto di Giuseppe Vaccaro | ph. © Oscar Ferrari

Veduta di allestimento John Giorno: The Performative Word. MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere | Courtesy MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Settore Musei Civici – Comune di Bologna. Foto di Ornella De Carlo
Sergia Avveduti, Verso l’occidente, 2025. Stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond, cm 50 x 42 (Jean-Baptiste-Siméon Chardin da La casa di carte, 1737-1740, Londra, National Gallery). Stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond, cm 38 x 42 (Jean-Baptiste-Siméon Chardin da La casa di carte, 1735 Parigi, Musée du Louvre). Veduta di allestimento Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna, 2026
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Palazzo Paltroni. 3 x la scultura. Quinto Ghermandi, Marco Di Giovanni, Giulia Poppi | Foto di Luca Nostri
‘Resto’, Videoinstallazione di MASBEDO, Oratorio di San Filippo Neri | Foto: Alessandro Ruggeri