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Le OGR Torino tra arte e immaginari quantistici

Dal 30 ottobre al Binario 1 aprono la mostra The Quantum Effect, a cura di Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, e l’installazione di Yayoi Kusama.
Tomás Saraceno, Hybrid semi-social solitary solitary Instrument GC 14107 built by: a sextet of Cyrtophora citricola, a solo Holocnemus pluchei, and a solo Agelena labyrinthica, 2020 ©Tomás Saraceno

Un tempo da queste parti si riparavano treni. Le grandi officine ferroviarie di Torino erano luoghi di passaggio e di lavoro, attraversati da locomotive, rumori metallici e corpi in movimento. Oggi, negli stessi spazi, il movimento ha cambiato natura: non più quello delle macchine lungo i binari, ma quello delle idee, delle immagini e delle possibilità che attraversano la cultura contemporanea. Dal 2017, le OGR Torino hanno trasformato un importante complesso di archeologia industriale, risalente alla fine dell’Ottocento, in un centro dedicato alla sperimentazione artistica, musicale, scientifica e tecnologica.

È in questo contesto che venerdì 30 ottobre inaugurana The Quantum Effect, una mostra realizzata da OGR Torino e SMAC Venice, a cura di Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, visitabile fino al 25 febbraio 2027 negli spazi del Binario 1. Il progetto indaga l’impatto della teoria quantistica sulla cultura visiva, seguendone le risonanze dal cinema alla cultura pop, fino all’arte contemporanea. Una riflessione che coinvolge alcuni protagonisti della scena artistica internazionale, tra cui Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray.

Il percorso espositivo si accompagna a un programma di iniziative collaterali che ne ampliano gli orizzonti. Tra queste, una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che mette in relazione immagini in movimento, percezione e immaginari speculativi. Tra i riferimenti che hanno ispirato il progetto curatoriale figura 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick, con il suo enigmatico monolite nero, immagine capace di evocare interrogativi sul rapporto tra conoscenza, spazio e dimensioni dell’esistenza. Il tema sarà inoltre approfondito attraverso un volume pubblicato da Verlag Walther und Franz Koenig e un ciclo di incontri dedicati all’influenza della teoria quantistica sull’arte e sulla cultura contemporanea.

Accanto alla mostra, le OGR presentano anche Infinity Mirrored Room – The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth di Yayoi Kusama, un’installazione che porta all’interno del Binario 1 l’universo immersivo dell’artista giapponese. Attraverso luce, riflessi e ripetizioni, la stanza degli specchi moltiplica la percezione dello spazio e invita il pubblico a confrontarsi con l’idea di infinito, fino a mettere in discussione il confine tra individuo e universo.

Due proposte differenti, riunite dall’interesse per ciò che sfugge a una percezione immediata e per la possibilità di immaginare dimensioni ulteriori della realtà. Nelle ex officine ferroviarie torinesi, il percorso muta ancora una volta direzione: dai binari alla cultura visiva, dalla materia alla percezione, fino al fenomeno luminoso, inteso come ciò che rende visibile il mondo e, insieme, ne altera i contorni.

Cover: Jacqui Davies, Cinematic Blossoming IV, Dark Matter, 2025

Ryan Gander, School of languages, 2023 © Ryan Gander; Courtesy of Lisson Gallery and Christen Sveaas’ Art Foundation
Jacqui Davies, Cinematic Blossoming I, In the blink of an eye, 2025
Isa Genzken, OIL VII, 2027 Courtesy Galerie Buchholz © VG Bild-Kunst, Bonn / SIAE, Roma