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Joseph Kosuth “Maxima Proposito (Ovidio)” a Palazzo Luce, Lecce

Ogni sera il cortile di Palazzo Luce, nel centro storico di Lecce, si illumina e splende di bellezza.
Joseph Kosuth “Maxima Proposito (Ovidio)”, Installation view – Palazzo Luce, Lecce

Tempora sic fugiunt pariter pariterque sequuntur et nova sunt semper | So the moments fly, and others follow, and they are renewed
(in modo uguale fuggono i tempi ed in ugual modo ne seguono altri, e sono sempre nuovi)

Il portone di ingresso rimane aperto e il visitatore può ammirare l’installazione site-specific Maxima Proposito (Ovidio) del grande artista concettuale americano Joseph Kosuth, presente a Lecce il 19 settembre scorso per l’inaugurazione del progetto. Si tratta di sei citazioni tratte da alcune opere di Ovidio (Heroides, Metamorfosi e Amores), presentate nella versione bilingue latino/inglese e inserite nell’architettura medievale dell’edificio utilizzando la luce rossa del neon. Questa installazione era già stata esposta nel 2017 alla galleria Vistamare, che ha collaborato per questo progetto leccese insieme a Lorenzo Madaro, ma in questo caso il contesto e i significati derivanti sono del tutto differenti.
Sul piano estetico, il rosso del neon sulle pareti nelle ore serali regala un effetto davvero suggestivo e magico, con le scritte che assumono il ruolo di protagonista e diventano presenza visiva modificando la nostra percezione dello spazio; una visione piacevole e inconsueta mentre si passeggia per le vie illuminate del meraviglioso centro storico di Lecce. Le citazioni ovidiane selezionate da Kosuth affrontano principalmente le tematiche del tempo e dell’amore; se la citazione di apertura afferisce alla prima tematica, Omnis amans militat | Every lovers makes war (ogni amante è un soldato) è un esempio che rimanda alla seconda. L’idea di Kosuth, e dell’arte concettuale in generale, è quella di isolare frasi e frammenti provenienti da fonti note per aprirli a nuovi significati e possibilità interpretative, senza dimenticare l’importanza del contesto originario. Kosuth riprende la teoria di Wittgenstein secondo cui le parole non hanno un significato unico e universale, ma al contrario quest’ultimo è mutevole perché dipende dall’utilizzo e dal contesto. In questo caso le citazioni ovidiane sono anche un omaggio alla città di Lecce e alla Puglia: Ovidio è stato il poeta più importante dell’età augustea, apogeo della civiltà romana, durante la quale furono costruiti l’Anfiteatro e il Teatro Romano nell’antica Lupiae (oggi Lecce). Palazzo Luce affaccia sul Teatro Romano e fu costruito sul tracciato dell’antico decumano; oggi casa-museo, l’edificio ospita opere di artisti e designer di livello internazionale (Marina Abramović, William Kentridge, Anselm Kiefer, Ettore Spalletti, Gio Ponti e altri) che dialogano con l’architettura storica dell’edificio, secondo l’idea originale e innovativa della collezionista Anna Maria Enselmi. La scelta da parte di Kosuth del contesto leccese permette, dunque, un legame concettuale tra la dimensione contemporanea dell’installazione e la storia antica della città. Come tutte le opere di Kosuth, anche la serie Maxima Proposito (Ovidio) invita lo spettatore a partecipare attivamente in quanto, attraverso l’esperienza di visione e lettura dell’opera, costruisce un significato possibile con una propria interpretazione.