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I diari per l’arte di Evelyn Taocheng Wang | Museion, Bolzano

Sino all’8 novembre 2026 il Museion di Bolzano ospiterà Sweet Landscape, la prima personale italiana dell’artista visiva Evelyn Taocheng Wang.
Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, exhibition view, 2026, Museion. © Evelyn Taocheng Wang 2026, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Photo: Luca Guadagnini.

Per congiungersi all’operato creativo di Evelyn Taocheng Wang (Chengdu, Cina, 1981) occorre desiderosamente tornare a un capolavoro della letteratura di ogni tempo. In Una stanza tutta per sé (1929) Virginia Woolf ben rimembra come, nel giorno in cui per lei arrivò la vera liberazione, «l’eredità della zia svelò il cielo, e sostituì l’imponente figura del gentiluomo, che Milton raccomandava alla mia adorazione perpetua, con la veduta di un cielo aperto». 

Lungo le rotte del nuovo soggiorno europeo – tra l’apertura euforica alla scoperta e il timore del non padroneggiare perfettamente un’altra lingua -, la giovane artista cinese entrò in contatto con le parole di Virginia interpretando, taccuino alla mano, quanto redatto ufficiosamente nel bel volume scovato in biblioteca. Tra la figura di Woolf e la presenza d’artista mosse sin subito la parola e la poesia di un amabile filtro d’eccezione; Eileen Chang, la scrittrice fortemente amata da Wang, ha costituito per tempo il ponte di una trascrizione della vita al femminile, che ha decisamente gettato le basi per la progettualità creativa di Evelyn. Partendo dall’emozionale considerazione che la scrittura di Chang altro non sia che il più mirabile esplicarsi di un “elenco di immagini” somme e imprescindibili, Evelyn Taocheng Wang ha messo in opera la rarità di una esplorazione dell’arte al servizio dell’importanza e forza del linguaggio.
Come ha impeccabilmente annoverato nel corso di un’intervista rilasciata a Isabel Parkers per Art Basel 2020: 

Credo che la cultura del corpo riguardi il modo in cui ci si sente a proprio agio con se stessi, e il linguaggio è fondamentale in questo senso. Quando si parla una nuova lingua, ci si sente nervosi e insicuri. Il linguaggio è una forza, e in quei momenti è come se qualcuno mi costringesse o mi spingesse a essere perfetta. […] Un mezzo è qualcosa con cui ogni artista deve confrontarsi per trovare il proprio spazio, il proprio contenitore per le idee. In questo senso è un corpo, un organo, un utero.

Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, exhibition view, 2026, Museion. © Evelyn Taocheng Wang 2026, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Photo: Luca Guadagnini.

L’universo di Evelyn – lungo una progettualità riconosciuta a livello internazionale da più di un decennio – rifulge della scelta genuina di incanalare la restituzione artistica non venendo mai meno alle ispirazioni caratteristicamente suggerite dalle esperienze e illuminazioni derivate dal quotidiano più ordinario. Tra gli interventi, che restituiscono l’anelito alla più precaria quotidianità, spicca la personale realizzata nel 2016 entro gli spazi del Kunstmuseum di Bonn. Nell’allestimento accurato di veri lettini da massaggio e divisori per ambienti “dai messaggi criptati”, Massage Parlor convertiva efficacemente uno spazio dedito alla più sacrale esposizione di opere d’arte nel terreno, vivace e fertile, di una messa a disposizione delle mani e presenza d’artista per un vero e proprio massaggio corporeo. Entro il recinto inviolabile del white cube Wang traghettò per tempo quella che era stata una quotidiana mansione lavorativa per potersi permettere vitto e alloggio in Olanda, nella speranza di metter da parte risorse utili alla preparazione e sogno dell’arte. 

Come ha confidato nell’intervista rilasciata nel 2018 a Hendrik Folkerts per la testata Mousse Magazine: 

[Si è trattato di un] progetto molto personale […]; fa parte della mia vita. […] Il progetto si ispira a molti “diari”, [ovvero alla messa in scrittura] di ciò che ho sentito dalle mie colleghe massaggiatrici: sui clienti, l’arredamento del salone, […] i guadagni e così via. Sono tutte giovani donne cinesi, povere e impotenti, che cercano una vita migliore […]. Il linguaggio e lo stile del diario sono stati fortemente influenzati dalla scrittura di Eileen Chang. […] Le conversazioni tra le mie colleghe e i loro clienti sono il materiale principale […] I titoli dei disegni sono tratti […] da queste […] per esempio Un cliente olandese di Hong Kong mi lecca il braccio durante il massaggio. Queste conversazioni sono vuote, superficiali, volgari e sessuali, ma parlano delle problematiche di genere delle immigrate in quanto donne o persone transgender. […] Quelle conversazioni sono state trascritte su carta di riso e incollate sul retro di ogni quadro che ho esposto in questo salone ricreato [in galleria]. […] Eileen Chang ha una volta detto: «Vendere i propri bei pensieri intellettuali alla gente non è poi così diverso dal vendere il proprio lavoro e il proprio corpo». […] Se l’antica Grecia era un concetto d’arte così perfetto, spero che il centro massaggi sembri una rovina.

Evelyn Taocheng Wang, Bolzano Chopped Tomato and Eyeshadow, 2025. Mineral color, calligraphy ink, silk, Xuan-paper, mounted onto wooden panel. 40 x 40 x 2,5 cm. © Evelyn Taocheng Wang, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Exhibition view, Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, Museion, 2026. Photo: Luca Guadagnini.

Nel credo autentico e woolfiano del «Nessun bisogno di affrettarsi. Nessun bisogno di scintillare. Nessun bisogno di essere nessuno se non se stessi», Evelyn Taocheng Wang approda al Museion di Bolzano con la prima personale assoluta in Italia. Accompagnando la creazione delle opere proprie, pensate per il percorso espositivo, a una conoscenza viva e multiforme del territorio entro cui l’Istituzione è immersa, l’artista ha dimostrato, ancora una volta, la più serrata fedeltà a un’idea dell’arte che non vuol prescindere dall’incontro con un sentire pregnante, profondo e molteplice. L’Alto Adige, con la sua storia sfaccettata e luminosa in materia di convivenza e incontro lampante tra le genti professanti un diverso linguaggio, ha costituito per Wang l’occasione ideale per sondare la portata e la scelta di immagini, collage e frames da immortalare suggestivamente. 

Se l’essenza del paesaggio, nella realtà stratificata di un promontorio mai uguale a se stesso, sembra mirabilmente richiamare lo strenuo rapporto poetico tra immagine e parola insisto alla filosofia orientale, i mercati cittadini di una terra ricca di prelibatezze, colori e storia si fanno portatori di una palette della bellezza che alla cosmesi non ha alcunché da invidiare. 

Nell’indovinello immaginifico, altamente intellettuale, di Evelyn Taocheng Wang rifulge la mirabile propensione a rimestare gli ingredienti della realtà, facendo dell’arte il mezzo eletto di una restituzione visuale che sa aprire a un orizzonte, molteplice e condiviso, spalancato sui paesaggi del mondo. Dalla persistenza di capi d’abbigliamento personali che, come in un abbraccio, proteggono illustrazioni e sogni, sino alla messa in opera di collage e nature morte tangibili tra realtà e illusione, l’universo per l’arte di Evelyn anche a Bolzano intesse la trama di una mappa del vivente, tutta da assaporare e vivamente comprendere. Facendo suo, ancora una volta, l’itinerario della scrittura di Eileen Chang anche Wang privilegia per la creazione un universo popolato da una maggioranza non costituita da eroi, bensì da quanti, sopportando ogni giorno il peso del mondo, fanno sì che questo vada avanti nella sua corsa. Come, infatti, ammoniva Eileen: «La tragedia è una sorta di chiusura, […] la desolazione è una forma di liberazione».

Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape
Museion, Bolzano
A cura di Leonie Radine
Fino all’8 Novembre 2026

Cover: Evelyn Taocheng Wang, Frog Princess Checks her Smartphone in front of Window of August Macke’s Hat Shop, 2026. Oil color, pencil on canvas. 100 x 80 x 2,5 cm. © Evelyn Taocheng Wang, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Exhibition view, Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, Museion, 2026. Photo: Luca Guadagnini.

Evelyn Taocheng Wang, Ingres’s Italian Window, 2026. Oil color, pencil fixation medium on canvas. 100 x 100 x 2,5 cm. © Evelyn Taocheng Wang, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Exhibition view, Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, Museion, 2026. Photo: Luca Guadagnini.
Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, exhibition view, 2026, Museion. © Evelyn Taocheng Wang 2026, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Photo: Luca Guadagnini.
_ Evelyn Taocheng Wang. Sweet Landscape, exhibition view, 2026, Museion. © Evelyn Taocheng Wang 2026, courtesy the artist; Antenna Space, Shanghai; Carlos/Ishikawa, London. Photo: Luca Guadagnini.