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A Bergamo il festival Orlando riflette sulla geografia sessuo-affettiva

Sei giorni di performance, danza, proiezioni, laboratori e esperienze condivise sul tema della geografia sessuo-affettiva.
Fuck Me Blind | Foto Bruno Simao

Dal 5 al 10 maggio torna a Bergamo ORLANDO, il festival di arti performative e cinema giunto alla sua tredicesima edizione, con un programma di performance, danza, proiezioni, installazioni, laboratori e momenti formativi distribuiti in dieci spazi della città, che vedono coinvolti circa 30 artiste e artisti. Il festival, organizzato dall’Associazione Culturale Immaginare Orlando in collaborazione con Laboratorio 80, quest’anno ruota intorno alla geografia sessuo-affettiva: una cartografia che rifiuta gli orientamenti normativi e dominanti per esplorare il disorientamento come strumento vitale di conoscenza e resistenza. Ispirandosi alla filosofa Sara Ahmed (Queer Phenomenology. Orientations, Objects, Others, 2006) e al suo concetto di “linee di desiderio”, quei sentieri non ufficiali che nascono là dove si devia dalla rotta prestabilita, il festival costruisce uno spazio di riflessione su corpi, desideri, identità e diritti sempre più a rischio.

Pas Moi | Ph Pietro Bertora

Apre il festival la performance Precarious Moves, del coreografo viennese Michael Turinsky: un lavoro biografico e concettuale che indaga il movimento di un corpo la cui relazione con il mondo appare precaria e vulnerabile. Attraverso un’esplorazione ironica tra gesto, politica e sensibilità corporea, Turinsky mostra come ciò che la società definisce “deviante” possa aprire a inedite possibilità coreografiche. In Star Thomas Valerio si mette in relazione con il pubblico e con lo spazio attraverso l’improvvisazione, simulando i movimenti, i cambi d’abito e i rituali del palcoscenico tipici dell’immaginario della rockstar. Segue Fuck me blind di Matteo Sedda, lavoro coreografico a due ispirato a Blue, il film-testamento di Derek Jarman sulla propria esperienza con l’AIDS.La forma del maschio di Gioele Peressini è un viaggio nella Venezia Giulia tra fine Ottocento e metà Novecento, che attraverso documenti giudiziari, fonti orali e altri materiali d’archivio dà voce a persone che hanno infranto le regole della mascolinità dominante sotto la repressione fascista e nazista. In a beginningdi Aurora Bauzà e Pere Jou, cinque performer con luci portatili esplorano il rapporto tra movimento, voce e spazio nell’oscurità: il pubblico percepisce due movimenti sovrapposti, quello sonoro del canto e quello visibile del corpo. La lecture-performance Pas moi di Diana Anselmo esplora da una prospettiva sorda e segnante la genesi dei primi strumenti di registrazione e riproduzione del suono, mostrando come i dispositivi all’origine dell’industria musicale fossero concepiti con l’intento audista di “guarire” la sordità. Sono previste anche le proiezioni di La grotta dell’orso di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis (Grecia, 2025) e Lo sguardo misterioso del fenicottero di Diego Céspedes (Cile, 2025), alcune letture performative di Giulia Scotti, Sara Garbagnoli e Massimo Prearo, una scuola autogestita di educazione sessuo-affettiva nella forma di installazione performativa, dei laboratori e un percorso urbano itinerante di Collettivo Amigdala.

ORLANDO. Festival di arti performative e di cinema
13° edizione | Bergamo, 5 – 10 maggio 2026
Un progetto di Associazione Culturale Immaginare Orlando, Laboratorio 80
Qui il programma completo

Cover: Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, La grotta dell’orso (Grecia, 2025)

A Beginning | Ph Anna Fàbrega Ariadna Miquel
Star | Ph Luca del Pia
Precarious Moves | Ph Loizenbauer
LOUD! Lab | Ph Davide Piferi de Simoni