ATP DIARY

Al via la 14° edizione dello Schermo dell’Arte Film Festival: i protagonisti, il programma e le novità

Lo schermo dell’arte festival di cinema e arte contemporanea di Firenze torna per la sua quattordicesima edizione con 42 tra opere e film in programma. Ad aprire l’evento, quest’anno in forma ibrida con un programma online su MYMOVIES (fino al 21 novembre) e uno in presenza tra il cinema La Compagnia e la Manifattura Tabacchi, […]

Matthew Barney, Redoubt, 2018. Production still. © Matthew Barney, courtesy Gladstone Gallery, New York and Brussels, and Sadie Coles HQ, London

Lo schermo dell’arte festival di cinema e arte contemporanea di Firenze torna per la sua quattordicesima edizione con 42 tra opere e film in programma. Ad aprire l’evento, quest’anno in forma ibrida con un programma online su MYMOVIES (fino al 21 novembre) e uno in presenza tra il cinema La Compagnia e la Manifattura Tabacchi, sarà il lungometraggio Redoubt di Matthew Barney (mercoledì 10 novembre). L’autore di CREMASTER Cycle ambienta la sua ultima operanell’Idaho, sui monti Sawtooth, dove i miti classici si confrontano con la relazione tra l’uomo e la natura. Nel continuo scardinare i canoni della narrazione cinematografica, Barney sceglie di sostituire ai dialoghi tra i protagonisti una serie di gesti e coreogragie per narrare una storia che si ispira liberamente al mito di Diana e Atteone.

A chiudere le proiezioni in sala il 14 novembre sarà invece Land of Dreams di Shirin Neshat. Si tratta del primo progetto in lingua inglese dell’artista e filmmaker iraniana. Nel cast anche Matt Dillon, William Moseley, Isabella Rossellini e Christopher McDonald per un lungometraggio ambientato in un futuro prossimo. Al centro della narrazione, dal tono surreale, c’è la storia Simin, un’immigrata iraniana interpretata da Sheila Vand. Impiegata in un ufficio del censimento statunitense Simin ha scelto di controllare i cittadini non tramite i loro dati anagrafici, ma attraverso un programma di registrazione dei loro sogni. La grandezza del sogno americano è vista con ironia e delicatezza da Neshat che con questo film porta agli dello spettatore un’immagine satirica sugli Stati Uniti di oggi e sulla preoccupante situazione sociale attuale.

Il Focus de Lo schermo dell’arte è dedicato quest’anno all’austriaco Oliver Laric, tra i primi a manipolare le immagini di YouTube e ad utilizzare la piattaforma non solo come archivio di materiale, ma come vero e proprio luogo di esposizione e diffusione gratuita delle proprie opere. Il risultato delle opere di Laric, oltre che visivo, risulta essere così anche generatore di un cortocircuito tra il mondo dell’arte e la cultura popolare. In programma, l’11 e il 12 novembre, la sua produzione dal 2006 ad oggi con il suo ultimo Untilted (2021) in anteprima italiana. 

Tra i contribuito internazionali in programma Rä di Martino con Fuori dai Teatri produzione del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale della Fondazione del Teatro Toscana al Lo schermo dell’arte in anteprima mondiale. Fuori dai Teatro è una visione d’artista sull’energia delle origini del teatro costruita attraverso materiali d’archivio e interviste audio ai personaggi chiave dei primi anni del Piccolo Teatro di Pontedera e del Centro per la Sperimentazione. Il risultato del lavoro è un collage poliedrico di quella che è un’esperienza culturale nata quasi cinquant’anni fa, ma anche un progetto sulla memoria e sulla sua narrazione da diversi punti di vista – talvolta non coincidenti. Il racconto delle figure intervistate diventa per la di Martino una sorta di sceneggiatura alla quale intrecciare le immagini storiche, le foto, i materiali in pellicola e quelli digitali trovati durante la ricerca. 

LAND OF DREAM, SHIRIN NESHAT – SIMIN Sheila Vand c Ghasem Ebrahimian Bon Voyage Films and Palodeon – Picture VIDEO STILL
FUORI DAI TEATRI DI RÄ DI MARTINO, 2021, LINO MUSELLA, STILL VIDEO, COURTESY THE ARTIST
MAD MIETER DI M+M, 2019, STILL VIDEO, COURTESY THE ARTISTS

Tra le anteprime assolute anche le opere dei vincitori del bando Artist’ Film Italia Recovery Fund, progetto promosso da Lo schermo dell’arte nel maggio 2020 e finanziato attraverso una campagna di crowdfunding, che ha raccolto 27.000 euro, per sostenere la produzione di opere video di giovani artisti e artiste di nazionalità italiana durante la crisi dovuta al COVID 19. Ideato e curato da Leonardo Bigazzi, il bando ha permesso la realizzazione delle opere di Roberto Fassone, Beatrice Favaretto e Caterina Erica Shanta, insieme al lavoro di Riccardo Giacconi, che ha avuto la sua anteprima il 2 settembre alle Giornate degli Autori/Notti Veneziane alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Opere che verranno presentate per la prima volta in occasione del Festival e una cui edizione d’artista sarà donata alla collezione permanente della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Roberto Fassone porta sullo schermo un viaggio psichedelico con Pas De Deux/Pas Seul, una coreografia surreale in quattro capitoli che esiste in una versione monocanale e doppio canale. Nasce invece all’interno della scena postporno berlinese The Pornographer di Beatrice Favaretto “The Pornographer”: un corto realizzato grazie alla collaborazione con la regista Emy Fem, sexworker e attivista trans femminista, che da anni si dedica alla creazione di film, documentari e performance finalizzati alla naturalizzazione della sessualità e alla difesa dei diritti dei sexworkers. Sono dedicati al mondo del teatro, anche se in modo differente, Diteggiatura di Riccardo Giacconi e Talking About Visibility di Caterina Erica Shanta. Se il primo corto racconta l’esperienza della Compagnia Compagnia Carlo Colla & Figli, la più grande e antica compagnia marionettistica al mondo, attiva da oltre tre secoli, il secondo riflette se una narrazione nata lontano può essere messa in scena in un altro teatro, dove le strade e le piazze sono indissolubilmente legate ad una storia Nazionale. Su questo interrogativo Shanta ha realizzato un laboratorio di cinema collettivo a Torino, lavorando con rifugiati e migranti. 

Tra i film realizzati da artisti – oltre ai già citati Ra di Martino, Barney e Neshat – anche White Cube (2020) di Renzo Martens, racconto della collaborazione tra l’artista e una cooperativa di lavoratori delle piantagioni di olio di palma in Congo che ha permesso di costruire un centro d’arte nei campi di un’ex piantagione gestita dalla multinazionale Unilever nello stesso paese. 

In the Air Tonight (2020), realizzato durante il lockdown dall’artista statunitense Andrew Norman Wilson,  prende il titolo dall’omonimo brano del 1981 di Phil Collins e costruisce una narrazione visiva e testuale intorno alla leggenda metropolitana che circonda l’enigmatico testo della canzone; Khtobtogone (2021) dell’artista francese di origine marocchina e algerina Sara Sadik è invece un film di animazione che racconta una storia di riscatto grazie all’amore di due giovani di Marsiglia appartenenti alla classe operaia della diaspora maghrebina; One Hundred Steps (2021) del duo di artisti e filmmaker Barbara Wagner e Benjamin de Burca, prodotto in occasione di Manifesta 13, è ambientato in due dimore storiche, oggi diventate case museo, animate da un gruppo di visitatori che performano, occupando in modo effimero luoghi ricchi di storia, musiche e danze della tradizione irlandese e nordafricana. 

OLIVER-LARIC, UNTITLED 2014 2015, STILL VIDEO – COURTESY THE ARTIST
AU REVOIR JOSEPH GALLIENI DI IVÁN ARGOTE, 2021, STILL VIDEO, COURTESY THE ARTIST
FEELS GOOD MAN BY ARTHUR JONES, STILL VIDEO

At Home But Not At Home (2019) dell’artista di origini indiane Suneil Sanzgiri ricostruisce la memoria di un luogo che non ha mai visitato, l’India, combinando riprese aeree di un drone, estratti di film e un’intervista Skype con il proprio padre. La narrazione si intreccia tra la vicenda biografica e il racconto della storia di un movimento di decolonizzazione dando vita ad un attuale riflessione sulla costruzione dell’identità attraverso le immagini in movimento.

In programma anche una selezione di documentari sul mondo dell’arte e i suoi protagonisti. Tra i titoli J’ai retrouvé Christian B. (2020) di Alain Fleischer ritratto personale dell’artista scomparso lo scorso luglio costruito tramite un lungo e intenso rapporto di amicizia. Il film raccoglie numerosi materiali girati da Fleischer tra il 1969 e il 2019 per raccontare lo sviluppo dell’opera di Boltanski nei suoi cinquanta anni di attività. Feels Good Man (2020) di Arthur Jones vincitore del U.S. Documentary Special Jury Award for Emerging Filmmaker al Sundance Festival 2020, segue la battaglia dell’artista Matt Furie per rimpossessarsi dell’immagine pubblica del personaggio comico Pepe the Frog da lui creato; Bill Traylor: Chasing Ghosts (2018/2021) di Jeffrey Wolf raccoglie materiali inediti rintracciando le origini dell’artista afroamericano nato in una condizione di schiavitù e cresciuto come lavoratore delle piantagioni dell’Alabama, per poi ricostruire la sua carriera iniziata a circa ottanta anni mentre viveva per strada nella capitale Montgomery. Infine Beijing Spring (2021) di Andy Cohen e Gaylen Ross pone l’attenzione sul ruolo centrale dell’arte e della letteratura per affermare la libertà di parola e di espressione in un momento cruciale e censurato della storia cinese, e Lifeline. Clyfford Still (2020) di Dennis racconto del percorso d’indipendenza creativa del pittore americano Clyfford Still, uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo astratto.

Infine come ogni anno al programma di proiezioni ed incontri in sala, si affianca la mostra del progetto VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curato da Leonardo Bigazzi, rivolta ad artisti e artiste under 35 che lavorano con video e cinema. L’inaugurazione di Thinking Beyond – Moving Images for a Post-Pandemic World, per il secondo anno alla Manifattura Tabacchi, precede di qualche giorno l’inizio della programmazione cinematografica. Dal 9 novembre (fino al 12 dicembre) saranno presentati film, video e installazioni dei dieci tra artisti e artiste partecipanti a VISIOEoghan Ryan, Thuy-Han Nguyen-Chi, Alexandre Erre, Chongyan Liu, Philth Haus, Eleonora Luccarini, Janaina Wagner, Nelson Bourrec Carter, VEGA, Roman Khimei & Yarema Malashchuk – per celebrare il potere trasformativo dell’arte e la capacità degli artisti di leggere situazioni tragiche e traumatiche come occasioni generative. Tra loro anche il vincitore di VISIO Young Talent Acquisiton Prize (VII edizione) che verrà assegnato in occasione del Festival e che prevede l’acquisizione di un’opera di uno dei partecipanti alla mostra da parte della Seven Gravity Collection, collezione privata italiana interamente dedicata alle opere video di artisti contemporanei.

TRACCE/TRACES PIETRO DAVIDDI, 2021, STILL VIDEO
PAS DE DEUX/PAS SEUL ROBERTO FASSONE,, 2021, STILL VIDE O COURTESY L’ARTISTA, FANTA MLN E LO SCHERMO DELL’ARTE
THE PORNOGRAPHER, BEATRICE FAVARETTO, 2021, STILL VIDEO COURTESY L’ARTISTA E LO SCHERMO DELL’ARTE
TALKING ABOUT VISIBILITY_ STILL 3 _ 34:00, 2021 CATERINA ERICA SHANTA, PH. RAWSHT TWANA, ALMA NARANJA – STILL FROM ALMA NARANJA’S SHORT MOVIE COURTESY L’ARTISTA, LO SCHERMO DELL’ARTE, ARTISSIMA E TORINO SOCIAL IMPACT