Sentiero Pal Piccolo. Località Timau, Comune di Paluzza (UD).(©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo. Località Timau, Comune di Paluzza (UD).(©Archivio Walking)

In Friuli Venezia Giulia, nel territorio della Carnia, zona montana di confine con l’Austria, che ha come capoluogo Tolmezzo, Giuseppe Favi e Michela Lupieri daranno luce, a partire da quest’anno, ad un progetto che vuole indagare l’atto del camminare in relazione a dei sentieri montani che anno per anno verranno da loro scelti come base da cui far partire la ricerca e lo studio degli artisti invitati. Quest’anno si parte dal Pal Piccolo.

ATPdiary ha deciso di porre alcune domande ai curatori.

ATP: Ci spieghereste brevemente che cos’è Walking. Arte in cammino?

Giuseppe Favi e Michela Lupieri: Walking è un progetto site-specific pensato appositamente per la Carnia, zona montana e di confine del Friuli Venezia Giulia. Il progetto – che aspira ad essere a lungo termine, con cadenza fissa nei mesi estivi – ha un focus specifico sul tema del camminare, ed esplora le possibili interazioni che questa pratica potrebbe avere con le differenti forme di espressione artistica che da essa prendano spunto, con particolare attenzione al mondo delle arti visive contemporanee. Walking è così pensato come un contenitore: ogni anno si inviteranno artisti italiani e internazionali a realizzare degli interventi temporanei site-specific lungo un sentiero individuato da noi autori del progetto, in risposta ad un tema strettamente legato al sentiero stesso. Ogni anno, quindi, Walking si plasmerà e si modificherà a seconda dei luoghi in cui andrà a operare.

ATP: Come mai avete voluto creare questo progetto? Qual è il vostro obiettivo?

G.F. e M.L.: Il camminare è sempre stato qualcosa che ci ha coinvolto, sia a livello di prassi – camminare in montagna – sia a livello teorico, da un punto di vista letterario e artistico. Inoltre, storicamente, in Carnia il camminare ha sempre avuto un ruolo fondamentale a partire dal periodo romano in cui la zona era attraversata per raggiungere il Norico; anche la storia dei Cramars, dei pellegrinaggi, delle portatrici carniche e della resistenza partigiana sono esempi di una storia in cui il confine, e quindi l’attraversamento, hanno da sempre costituito un’opportunità e una minaccia. Il tema del camminare è stato quindi scelto perché permette di far dialogare la ricchezza di storie, di pratiche e di percorsi con i tanti stimoli che questo gesto, semplice ma non per questo banale, offre agli artisti contemporanei. Walking è un progetto nato camminando sulle Alpi e, prima di tutto, si propone finalità culturali: vuole essere un modo per riscoprire la Carnia attraverso i linguaggi contemporanei delle arti in dialogo con l’ambiente e con la società della montagna. Allo stesso tempo si propone di far uscire l’arte dai percorsi più consueti per incontrare territori inesplorati: piccoli paesi o storie che spesso sono definiti marginali ma che viste sotto la giusta lente rivelano tutta la loro centralità.

ATP: Il luogo interessato non è facilmente raggiungibile, nemmeno molto visitato. Avete pensato ad un modo per rendere più facilmente fruibili le opere che verranno realizzate per l’occasione? Come coinvolgerete il pubblico, del settore e non?

G.F. e M.L.: Secondo la mia personale ricerca curatoriale, sono interessata a operare in luoghi decentrati – rispetto ai principali centri di sviluppo e diffusione delle arti – perché li considero un terreno fertile per lo sviluppo di progetti unici e fortemente caratterizzati. Il territorio montano, su cui si svilupperà Walking, lo considero come uno spazio di possibilità tale da accogliere un progetto che considera il contesto come un elemento imprescindibile per la buona riuscita di se stesso. Attraverso una pratica curatoriale “laterale e decentrata” cerco di ridelineare i confini semantici di alcune tematiche che spesso sono considerate opposte, che – nel caso specifico di Walking – sono centro e periferia, sistema dell’arte e comunità locale. Il fine è creare uno spazio di azioni collettive, in cui la distanza tra le differenti tipologie di pubblico si annulli. Walking, infatti, si rivolge innanzitutto ad un pubblico che vive o frequenta la montagna e  quindi, secondo questo parametro, il luogo è di fatto abitato, frequentato e visitato. Certamente, però, per il momento non lo è da parte di un pubblico prettamente mosso da interessi artistici che, negli anni, speriamo di riuscire a coinvolgere. La mostra si dislocherà comunque in due luoghi diversi, su un sentiero in quota e in uno spazio espositivo tradizionale a fondovalle e, quindi, più accessibile ai più. In quest’ultima sede gli stessi artisti sono invitati a pensare un progetto che sia in relazione con l’intervento da loro proposto in quota. In questo modo potremmo offrire una doppia visione di un progetto unitario e, soprattutto, mettere in connessione comuni diversi, geograficamente distanti ma appartenenti ad un territorio unico, fortemente identitario.

ATP: In base a quali criteri scegliete gli artisti da invitare?

G.F. e M.L.: La selezione degli artisti è stata una tra le fasi più delicate e si è protratta per svariati mesi. Di base c’è stata l’idea che essa non avvenisse tramite una open call ma con un invito diretto, perché solo così è possibile far emergere la ricerca curatoriale alla base del progetto. Abbiamo considerato artisti dalle pratiche e dai linguaggi molto differenti ma comunque vicini al nostro gusto personale, tenendo conto soprattutto che Walking, anche se ha un concept molto preciso, è ancora fortemente sperimentale. Abbiamo quindi invitato sette artisti – che tra giugno e luglio condurranno una residenza in loco – dalle differenti sensibilità e attitudini, capaci di toccare, con i loro approcci, temi legati alla storia, alla politica o alla geografia. Soprattutto, artisti che saranno capaci di lavorare a stretto contatto con piccole comunità estranee alle logiche del mondo dell’arte e, anche, la loro capacità di adattamento, lo spirito critico e, non ultima, la voglia di affrontare più volte una camminata fisicamente faticosa per realizzare un intervento in quota sulle Alpi.

ATP: Il tema di questa prima edizione è molto vasto e assai complicato, la Grande Guerra. Perché lo avete scelto?

G.F. e M.L.: La prima stesura del progetto è avvenuta tempo fa e per alcuni anni il documento è rimasto nel cassetto in attesa, forse, delle condizioni adatte a farlo partire. Questi ultimi anni, invece, hanno visto il susseguirsi di eventi per noi favorevoli, come il cambio dell’amministrazione comunale di Tolmezzo che sin da subito ha manifestato interesse e supporto e, parallelamente, l’uscita di un bando regionale per le attività culturali legate al centenario della Grande Guerra. Abbiamo quindi lavorato sul progetto, adattandolo al bando in questione e selezionando, per l’occasione, un sentiero molto particolare nella frazione di Timau, nel Comune di Paluzza. Il sentiero del Pal Piccolo si trova sul passo di Monte Croce Carnico, in corrispondenza del confine con l’Austria e, sia visivamente sia storicamente, è fortemente connotato perché presenta ancora i resti delle trincee e dei combattimenti avvenuti nel 1916. Un luogo, quindi, dal forte impatto visivo e dove agli artisti sarà chiesto di intervenire non per commemorare l’evento passato ma per offrire differenti modalità di osservazione e di narrazione del conflitto, dando nuovamente voce a dei reperti assopiti, inerti perché dimenticati o perché bisognosi di essere riscoperti con sguardi differenti.

Walking è un progetto a cura di Giuseppe Favi e Michela Lupieri | Artisti 1° edizione: Andreco, Pablo Chiereghin, Leone Contini, Filippo Minelli, Caterina Rossato, Michele Spanghero, Michele Tajariol | La prima edizione di Walking è parte di “Grande Guerra in Carnia. Focus sull’anno 2015” progetto coordinato dalla Comunità Montana della Carnia e realizzato grazie ad un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia per le iniziative culturali legate al centenario della Grande Guerra | Partner: Comune di Tolmezzo (Ud), Comune di Paluzza (Ud) | Inaugurazione: agosto 2016

Sentiero Pal Piccolo. Resti architettonci sul versante italiano. (©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo. Resti architettonci sul versante italiano. (©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo.  (©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo. (©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo. Camminamenti in quota. (©Archivio Walking)

Sentiero Pal Piccolo. Camminamenti in quota. (©Archivio Walking)