Art Resistance Kit, Aldo Giannotti, Posizione-Orientamento, credits – Aldo Giannotti e THAT’S CONTEMPORARY

ATPdiary prosegue la ricognizione delle iniziative web/social dedicate all’arte con Art Resistance Kit, format promosso da That’s Contemporary. Partito il 23 marzo 2020 su Instagram, il progetto rappresenta un’interessante novità nell’ambito delle iniziative online: coinvolgendo “artiste/i, curatrici/ori giornaliste/i e operatrici/ori culturali” – come si legge nel comunicato stampa –: l’idea è quella di “creare un kit di resistenza interiore e metaforico” attraverso il quale stimolare non solo le personalità alle quali è rivolto, ma anche lo stesso pubblico affinché tutti siano portati a elaborare nuove riflessioni sulla condizione che stiamo vivendo.

That’s Contemporary, piattaforma no-profit nata con lo scopo di raccontare il mondo dell’arte contemporanea, è partita dalla celebre mostra-in progress Do it del 1993 per dar vita al suo Art Resistance Kit: in quell’occasione, Hans Ulrich Obrist, curatore del progetto, partì da una conversazione avuta con Christian Boltanski e Betrand Lavier per creare “la più grande e longeva esposizione di sempre” – come annunciato in un video pubblicato qualche anno fa dall’Independent Curators International. Do it consisteva infatti nell’invitare gli artisti a dare delle istruzioni al pubblico da eseguire secondo una libera e personale interpretazione: il successo è stato immenso, tanto che, nel corso degli anni, la schiera delle personalità coinvolte ha raggiunto le circa trecento unità – Carl Andre, Paul McCarthy, Marina Abramović, Cao Fei, Robert Morris, Michelangelo Pistoletto, Ai Weiwei, Dan Graham sono solo alcuni dei nomi presenti – e gli eventi espositivi si sono susseguiti a ritmo serrato.
Art Resistance Kit presenta quindi lo stesso impulso creativo di Do it, sfruttato, in questo caso, per sollevare una riflessione circa il concetto di sopravvivenza corporea e spirituale basata sul soddisfacimento di sei specifici bisogni fondamentali: “nutrimento, riparo (nel senso di rifugio), cura, posizione/orientamento (posizione del corpo nello spazio), protezione (nel senso di preservazione del proprio corpo), interazione (con l’altro)”. Attraverso contributi di ogni genere, le personalità coinvolte meditano dunque sulle differenti questioni legate a questi temi esaminando nel profondo il proprio essere e il rapporto che lo unisce all’altro: proprio come succede nell’imprevedibile corso delle cose, le soluzioni, risposte o certezze che cercano di dare – e darsi – non sempre risultano giuste o assolute.
Della celebre mostra di Obrist, Art Resistance Kit ne adotta poi l’aspetto costruttivo e collettivo: nel chiamare in causa “artiste/i, curatrici/ori giornaliste/i e operatrici/ori culturali”, l’obiettivo è quello di estendere il ragionamento anche al pubblico e all’intera comunità, invitata ugualmente a riflettere sulle diverse opzioni collegate al tema della resistenza.

Art Resistance Kit, Alice Pedroletti, Cura, credits – Alice Pedroletti e THAT’S CONTEMPORARY
Art Resistance Kit, Rui Wu, Interazione, credits – Rui Wu e THAT’S CONTEMPORARY

Il presupposto sul quale si fonda l’intera operazione di Do it è racchiuso nelle parole di Marcel Duchamp circa l’essenza del fare arte: “Un gioco tra le persone di tutti i periodi”. Il progetto di That’s Contemporary sembra assumere lo stesso precetto, estendendolo però non in maniera trasversale, su scala temporale – anche se l’Art Resistance Kit potrebbe benissimo riguardare un’esperienza infinita e plasmabile, non strettamente connessa a questo particolare periodo – ma piuttosto in maniera longitudinale, puntando a coinvolgere quante più diverse personalità possibili: ecco allora che tra i vari nomi sopra citati spuntano quelli di artisti, come Patrick Tuttofuoco, Mariacristina Cavagnoli, Alice Pedroletti, Tiziana Pers, ecc.; quelli di fotografi, come Rui Wu; quelli di curatori, come Andrea Lacarpia, Angeliki Tzortzakaki, Irene Sofia Comi, Pietro Gaglianò, ecc.; quelli di critici d’arte, come Simona Squadrito e Veronica Iurich; quelli di giornalisti, come Giulia Ronchi. Allo stesso modo, chiunque è invitato a costruire il proprio Art Resistance Kit e a condividerlo nelle proprie Instagram stories taggando la pagina di That’s Contemporary: l’insieme dei contributi costituisce l’antidoto per resistere non solo alla semi-immobilità di questo periodo, ma anche alle atrofizzazioni che in qualsiasi momento potrebbero colpire il nostro pensiero.  

Le partecipazioni all’iniziativa sono state numerose: (ab)Normal, Vanessa Alessi, Nico Angiuli, Ankkhole, Maura Banfo, Andrea Barbagallo, Jacopo Benassi, Matteo Bergamini, Martina Brembati, Andrea Cancellieri, Nina Carini, Mariacristina Cavagnoli, Giorgio Cellini, Umberto Chiodi, Rossana Ciocca, Irene Coletto, Irene Sofia Comi, Andrea Contin, Daniele Costa, Lucia Cristiani e Mattia Pastore, Sabrina D’Alessandro, Simona Da Pozzo, Paola Di Bello, Giacinto Di Pietrantonio, Mariacristina Ferraioli, Graziano Folata, Giulia Fumagalli, Pietro Gaglianò, Annaklara Galli, Viola Gasparotti, Aldo Giannotti, Giuseppina Giordano, Nicola Gobbetto, Veronica Iurich, Sophie Ko, Rada Kozeli, Andrea Lacarpia, Sara Lorusso, Matteo Lucchetti, Giulia Maiorano, Rachele Maistrello, Valeria Manzi, Marco Roberto Marelli, Stefania Mazzola, Martina Melilli, Antonio Miucci, Concetta Modica, Annalisa Pascai Saiu, Isabella Pers, Tiziana Pers, Alessandra Piolotto, Francesca Pirillo, Valentina Piuma, Alice Pedroletti, Annika Pettini, Diego Randazzo, Eleonora Roaro, Giulia Ronchi, Gabi Scardi, Simona Squadrito, Alice Cheope Turati, Patrick Tuttofuoco, Angeliki Tzortzakaki, Andrea Viggiano, Caterina Ruysch Voltolini, Andrea Wiarda, Rui Wu.

Art Resistance Kit, Patrick Tuttofuoco, Protezione, credits – Patrick Tuttofuoco e THAT’S CONTEMPORARY
Art Resistance Kit, Mariacristina Cavagnoli, Nutrimento, still da video, credits – Mariacristina Cavagnoli e THAT’S CONTEMPORARY