Intervento esterno, Castello di Pereto: Floating Beauty, Tempo dopo tempo, la doratura rimane sulle dita, ma non importa (Il ramo d’oro), 2021. Stampa digitale, pigmenti naturali, paillettes dorate, dimensioni variabili. Courtesy: l’artista – Ph Credit Giorgio Benni
Palazzo Maccafani, Stanza delle Muse (da sinistra): Carol Rama, Feticci, 2002. Grafite, acquerello e smalto su carta intelata (progetto), 24,5 x 34,5 cm. Courtesy: Collezione Renato Alpegiani Giulia Poppi, sffsssshh, 2021. PETG vergine, dimensioni variabili. Courtesy: l’artista Progetto in collaborazione con Ultravioletto e pPastopiave – Ph Credit Giorgio Benni

Torna straperetana, il progetto ideato da Paola Capata e Delfo Durante nell’antico borgo di Pereto, alle porte dell’Abruzzo; giunta alla sua quinta edizione, la rassegna festeggia con entusiasmo questo importante traguardo con una nuova mostra dal titolo The New Abnormal, a cura di Saverio Verini in collaborazione con Matteo Fato. A fianco di autori già affermati, il progetto presenta numerosi emergenti, con un focus particolare sulla scena abruzzese, confermando nuovamente una volontà di continuità con il territorio e un accresciuto interesse verso nuove generazioni di artisti chiamati a confrontarsi con produzioni ad hoc, spesso al fianco di artisti mid-career, già ampiamente affermati e di assoluta rilevanza storica – all’edizione 2021 hanno preso parte nomi assai noti, tra i quali Enzo Cucchi, Claudia Losi, Carol Rama. 24 gli artisti coinvolti attraverso un percorso che per questa edizione si concentra maggiormente in due punti nevralgici del borgo, Palazzo Maccafani e Palazzo Iannucci, quasi a voler sottolineare il carattere non estemporaneo dell’intero progetto, insieme alla necessità di conferire ai lavori uno spazio della visione che favorisca l’incontro ravvicinato, uno spazio e un tempo dilatati e la possibilità per lo spettatore di arrivare a godere di un’esperienza atipica, concretamente maturata nell’ambito del confronto diretto con alcune delle migliori intuizioni sul contemporaneo.
Giacomo Alberico, Francesca Banchelli, Giuditta Branconi, Enzo Cucchi, Luca De Angelis, Andrea Di Cesare, Daniele Di Girolamo, Floating Beauty, Luca Francesconi, Oscar Giaconia, Francesca Grilli, Sacha Kanah, Claudia Losi, Giulia Mangoni, Edoardo Manzoni, Paride Petrei, Giulia Poppi, Carol Rama, Andrea Respino, Moira Ricci, Giuliano Sale, Andrea Salvino, Gabriele Silli, Giovanni Termini restituiscono attraverso i loro lavori un universo instabile, e mutevole, in cui il perturbante e l’ibridazione si raffrontano l’uno con l’altra: per contraddire Leibniz verrebbe da pensare che questo non è il migliore dei mondi possibili, ma è vero!
È da questa prospettiva che The New Abnormal, il cui titolo, ispirato all’ultimo disco della band statunitense The Strokes, rivolge lo sguardo al noto saggio di Mark Fisher The Weird and the Eerie (2016) – nel quale il pensatore britannico cerca di delineare le nozioni di strano e inquietante nel mondo contemporaneo con una serie di esempi legati alla produzione culturale – traccia una quantità infinita di variabili che vanno a legarsi inestricabilmente con la tensione a ricreare dei sentieri ancora da percorrere, con la suggestione di qualcosa che è stato lì per lungo tempo, tra memorie passate e nuove ossessioni. 

Palazzo Maccafani, cortile interno: Enzo Cucchi, Lingue in bocca, 2017. Bronzo, ceramica, 45 × 45 × 27 cm, esemplare unico. Courtesy: l’artista e ZERO…, Milano — Ph Credit Giorgio Bennii
Palazzo Maccafani, stanza della Nicchia: Gabriele Silli, Untitled, 2021. Tecnica mista (ferro, legno, corde e cime (45 m circa), colle, resine, pigmenti vari, carta, cuoio, lino, canapa, mucillagine marina, alghe e altri materiali organici), dimensioni variabili. Courtesy: l’artista – Ph Credit Giorgio Benni
Palazzo Maccafani, Cisterna: Oscar Giaconia, BHULK (Caput Casei), 2020; Olio su carta lubrificata e caseina in teca di PLA 3D print e silicone, 40 x 30 cm (50 x 40 cm incorniciato) installata in struttura di legno, fibra poliuretanica e lattice, inserti 3D in PLA, polietilene lubrificato e oggetti di scena, 216 x 250 x 50 cm. Courtesy: OG STUDIO e Monitor, Rome/Lisbon/Pereto  – Ph Credit Giorgio Benni

In linea con questa visione, l’edizione 2021 di straperetana intende volgere lo sguardo alle zone d’ombra, al perturbante, allo stupefacente. La mostra sarà popolata di opere legate alle idee di metamorfosi e ibridazione, immagini stranianti e misteriose, forme non immediatamente identificabili, soglie da attraversare”.
Ad avvicendarsi è una varietà di media e tecniche, con un occhio di riguardo, non esclusivo, per la pittura attraverso una serie di ricerche convincenti, a stimolare una riflessione di ampio spettro sul tema – per citare alcuni nomi, Luca De Angelis, Giulia Mangoni, Oscar Giaconia, Andrea Respino, Andrea Salvino.
L’intervento performativo di Floating Beauty, che libera, in modo scanzonato e consapevole, un’atmosfera fiabesca in cui a mappare un percorso ideale sono le migliaia di briciole di pane dorate sparse lungo le stradine del borgo, la scultura-oggetto di Paride Petrei a metà strada tra oggetto inanimato e organismo mutante, l’installazione di Gabriele Silli che coniuga vista e olfatto a ricreare un ambiente viscerale abitato da sedimenti e incrostazioni, il laboratorio alchemico di Oscar Giaconia, sono alcuni degli esempi che rendono questa quinta edizione particolarmente attenta a ricostruire una dimensione di storytelling.
Il potenziale di ciascuna produzione incontra lo sviluppare di una narrazione che si colloca in una posizione alternativa, altra ed equidistante, suggerendo le strade percorribili attraverso cui alla perdita di senso si sostituisce l’acquisizione di una nuova prospettiva e di un senso rinnovato.
Citando Fisher “in questo mondo indifferente, il malcontento si nasconde in bella vista, un malessere nebuloso emanato da frigoriferi, televisori e altri beni di consumo durevoli. La vividezza e la plausibilità di questo miserabile mondo – con la miseria stessa che contribuisce alla plausibilità del mondo – in qualche modo diventano tanto più intense quando il loro status viene declassato a quello di una simulazione costruita. Il mondo è una simulazione, ma sembra ancora reale.”

Palazzo Iannucci, primo piano: Giuliano Sale, Untitled, 2021. Olio su lino, 33 x 37 cm. Courtesy: l’artista – Ph Credit Giorgio Benni
Palazzo Maccafani, mezzanino: Luca Francesconi, Cafone, 2014. Acciaio inox lavorato, ortaggi, 61 x 13 x 5 cm Luca Francesconi, Cafone, 2014. Acciaio inox lavorato, ortaggi, 60 x 27 x 10 cm Luca Francesconi, Cafone, 2014. Acciaio inox lavorato, ortaggi, 53 x 9 x 5 cm   Courtesy: l’artista e Galleria Umberto Di Marino, Napoli – Ph Credit Giorgio Benni
Palazzo Iannucci, primo piano (da sinistra): Luca De Angelis, Teschio e Arancia, 2021. Olio su lino, 24 x 18 cm. Courtesy: l’artista Andrea Respino, Fantasma della paternità II, 2021. Pastello su tavola, 50 x 40 cm Courtesy: l’artista – Ph Credit Giorgio Benni
Palazzo Iannucci, primo piano: Giulia Mangoni, Picnic at Hanging Rock/Pereto, 2021. Dipinti ad acrilico e olio su lino di diversi formati, cornici di castagno scurito con solfato di rame, tavole di legno e attaccapanni in legno trattati a fuoco. Courtesy: l’artista – Ph Credit Giorgio Benni
Belvedere Palazzo Iannucci: Daniele Di Girolamo, Voci discrete di vecchie canzoni, 2021 performance sonora,00:30 min, 2021 – Ph Credit Giorgio Benni