Foto di Pierluigi Fabrizio Courtesy THE COURT and the artists

Foto di Pierluigi Fabrizio Courtesy THE COURT and the artists

Il 16 dicembre inaugura il nuovo “concept store” di Pescara THE COURT, e la prima mostra avrà sede nel nuovo Studio Legale Di Pietro Lucchi in Piazza della Rinascita, 24. Il progetto intende proporre delle forme di incontro e scambio tra le pratiche artistiche e letterarie, “per trovare occasioni d’incontro tra artisti visivi e intellettuali attraverso opere letterarie tra le più riconosciute del XXI secolo”.
Ad aprire la programmazione sarà una mostra organizzata da Maurizio Vicerè – Vice, che prende il titolo dell’opera celiniana Voyage au bout de la nuit. Gli artisti invitati per questa mostra, che sarà in programma fino al 25 febbraio, sono Cosimo Casoni, Andrea Martinucci e Marco Strappato.

Seguono delle domande a Maurizio Vicerè.

ATP: Anzitutto, partiamo da THE COURT. È un nuovo concept space di Pescara. Di cosa si tratta? 

Maurizio Vicerè: L’ennesimo mi verrebbe da dire… Scherzi a parte, si tratta di un progetto a cui pensavo da un po’. Come sai sono un’artista ed insieme a Gioia Di Girolamo, Ivan Divanto e Matteo Liberi sono parte di ULTRASTUDIO. Sentivo il bisogno di realizzare qualcosa di diverso, sottovoce. Mi domandavo se fosse possibile mettere in relazione due modi di produrre arte: quello propriamente intellettuale dello scrittore e quello meno razionale dell’artista. Avvicinare artisti visivi ad opere letterarie importanti credo sia un modo appassionante di combinare due mondi in linea di principio lontani. Si è creata l’occasione di poter collaborare con la Law Firm Di Pietro – Lucchi di Pescara, operante tra gli altri, anche nel settore del Diritto d’Autore. I fondatori dello Studio, Avv. Arianna Maria Di Pietro e Avv. Andrea Lucchi, hanno deciso di ospitare l’iniziativa nel loro Studio Legale in Piazza della Rinascita, 24, luogo interessante al terzo piano di un palazzo storico, dal gusto classico e con mobili del XVII e XVIII secolo alternati a modernariato degli anni 70. E’ uno spazio elegante che ho immaginato da subito adatto a sviluppare quella situazione da “Salotto” che tenterò di ricreare attraverso THE COURT.   

ATP: Perché avete pensato di unire letteratura ed arte?

MV: Non si tratta di una vera e propria unione. Vedo più l’ inizio di un dialogo per mezzo del romanzo che diventa un punto di fuga in tutti i sensi, mai un vincolo indissolubile. Mi piace immaginare questo diverso modo di incedere tra scrittore e artista. Lo scrittore si muove all’interno di una serie di regole etiche per produrre la sua opera mentre l’artista è un anarchico che gode di ampi privilegi tra i quali la libertà di poter seguire un tema o andare in altre direzioni. Nonostante l’idea chiara e semplice di porre al centro un’opera scritta è ovvio che si verificheranno delle variazioni sull’ argomento.

 ATP: Alcuni dicono che la letteratura, soprattutto negli ultimi anni, abbia più legittimità autoportante rispetto all’arte, che spesso si appoggia alla letteratura, alla moda, all’ecologia, ecc. quasi per sostenersi meglio sulle proprie gambe. Tu cosa ne pensi?

 Tutti i modi dell’uomo sono autonomi e allo stesso tempo si aprono a possibili contaminazioni. Credo nell’autonomia dell’arte anche nel momento in cui viene avvicinata ad altro perché l’opera non è mai schiava. Non può esserlo per sua natura. Anche laddove i rimandi sono più espliciti, l’opera esiste come cosa a se. Non è neanche dell’artista. Perciò credo che l’arte sia indipendente tanto quanto la letteratura. Sono i prodotti dell’uomo più autentici. Resistono al tempo. Mi dispiace solo che le opere d’arte non si vendano più di tanto ed i libri costino così poco. Non trovi sia strano?

Foto di Pierluigi Fabrizio Courtesy THE COURT and the artists

Foto di Pierluigi Fabrizio Courtesy THE COURT and the artists

ATP: Il primo progetto presentato a THE COURT parte dal libro Voyage au bout de la nuit di Celine. Come mai questa scelta? Quali sono le tematiche che ti affascinano di questo libro? 

MV: È uno dei libri che leggo con maggior piacere. Ha un fascino irresistibile. E’ un libro da leggere con lentezza, così come dovrebbe essere. Dubito sempre dei libri che si fanno leggere troppo in fretta, valgono poco, meno ancora quelli che leggono “tutto d’un fiato”. Ne “Il viaggio” ogni passo è un varco oscuro che ti lascia perplesso e ti spinge a pensare. La sua più grande caratteristica è nel suo essere così terribilmente scritto in modo approssimativo, sospeso e a tratti crudo, sboccato, pieno di errori. E’ una prosa che viene dal basso, che punta allo stomaco.

ATP: “Si partirà quindi dal titolo stesso del romanzo quale materiale esclusivo di riflessione e lasciato alla libera interpretazione degli artisti”: quale procedimento verrà messo in atto a partire dal testo?

MV: Mi piaceva quest’immagine di mettere un’orecchietta sulla copertina del libro. Sai, soffermarsi sul titolo. Ci sono libri il cui titolo ha una forza incredibile quindi, perché non partire da lì e magari fermarsi lì. E’ una provocazione e al tempo stesso un limite che mi sono posto per lasciare gli artisti liberi. Il titolo di un libro è un invito a scoprire di più attraverso la loro personale visione.

ATP: Cosimo Casoni, Andrea Martinucci e Marco Strappato sono i tre artisti a partecipare al progetto. Su quali criteri è avvenuta la scelta?

MV: Sono artisti che conosco e che apprezzo. Credo siano tre artisti italiani davvero interessanti. Se vogliamo parlare di specificità credo che nel loro lavoro esistano dei punti di convergenza, leggerissimi rapporti di parentela. Non sono facili da cogliere ma ci sono.

 ATP: È un progetto che intende proseguire con altre forme di contatto tra arte e letteratura? Che programmi ha THE COURT?

MV: Assolutamente si. Sto valutando la possibilità di sviluppare il progetto anche in altre sedi. Ad ogni modo il core sarà sempre invitare artisti a relazionarsi con un libro per l’occasione. Sto pensando a due prossimi eventi rispettivamente in primavera ed autunno dell’anno venturo. Non posso ancora rivelare i nomi degli artisti che inviterò ma posso anticiparti che sto studiando il potenziale immaginifico di autori come Kundera, Calvino e soprattutto Kafka.

Foto di Pierluigi Fabrizio Courtesy THE COURT and the artists

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THE COURT

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