• Studio di Arianna Giorgi e Sophie Usunier - foto di Rocco Pio Schiavone
  • studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani - foto di Federica Biosa e Giuseppe Triscari
  • Studio di Stefano Arienti - foto di Claudia Petraroli
  • Studio di Alberto Mugnaini - foto di Gabriele Gregis
  • Studio di Alessio de Girolamo e Loredana Longo - foto di Claudia Petraroli
  • Studio di Arianna Giorgi e Sophie Usunier - foto di Rocco Pio Schiavone
  • studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani - foto di Federica Biosa e Giuseppe Triscari
  • studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani - foto di Federica Biosa e Giuseppe Triscari
  • studio di Sabine Delafon - foto di Jelena Kostic
  • Studio di Stefano Arienti - foto di Claudia Petraroli
  • Studio di Sabine Delafon - foto di Jelena Kostic
  • studio di Monica Mazzone e Mattia Barbieri - foto di Claudia Petraroli
  • studio di Monica Mazzone e Mattia Barbieri - foto di Claudia Petraroli
  • Studio di Alberto Mugnaini - foto di Gabriele Gregis
  • Studio di Alessio de Girolamo e Loredana Longo - foto di Claudia Petraroli

Si è conclusa lo scorso sabato 19 marzo la settimana di Studifestival, evento dedicato all’apertura simultanea di 77 studi di artisti a Milano.  Ogni sera, a partire da martedì 15, si è tenuto il focus su una specifica zona di Milano, durante la quale sono avvenuti simultaneamente gli “opening” nei vari studi. Ovviamente, la scelta doveva per forza ricadere su un numero limitato di questi, in quanto era impossibile godere appieno tutte le piccole mostre organizzate per le tre ore di apertura di ciascuno. Tuttavia, alcuni sono tuttora aperti e lo rimarranno ancora per una settimana.

Di seguito una veloce visuale degli studi che ho avuto modo e tempo di visitare.

Martedì 19 ho iniziato la serata dallo studio di Mario Airò, Diego Perrone e Stefano Dugnani in via Venini 83. L’artista ospitato ad esporre era Martino Genchi, con due opere: la prima, situata nel cortile, consisteva in tre neon sospesi formanti una stilizzata piramide capovolta, dalla quale colava incessante una pioggia d’acqua. La seconda, posta invece all’interno dello studio, era costituita da un faro d’automobile acceso dal quale partiva una cometa azzurra rigida blu-cerulea. Da qui sono passato in via Nicola D’Apulia 13/A, dove, nello stesso spazio, ho trovato gli studi di Umberto Chiodi e di Sabine Delafon. Chiodi ha esposto, insieme ai suoi collage, disegni, oggetti da lui trovati e collezionati negli anni, i lavori di Matteo Cremonesi e la scultura di Graziano Folata. Sabine Delafon ha dialogato, invece, con un artista ormai scomparso, Marcel Duchamp, attraverso la proiezione di un video di quest’ultimo sulle sue articolate sculture in vetro e acqua. Da qui ho raggiunto lo studio di Stefano Arienti: tra scatole di puzzle, lavori in fieri, poster arrotolati e altro, per Studifestival l’artista ha messo in relazione una sua opera consistente in una grande libreria interamente riempita con migliaia di audio CD, quasi fosse un planisfero, pieno di culture, ricordi, simboli e colori, con un lampione capovolto di Liliana Moro, i guantoni-taccuino tatuati da disegni di Vedovamazzei e un’opera audio di Igor Muroni. Per finire, sono passato dallo studio di Loredana Longo e Alessio de Girolamo, a pochi metri dal precedente. Insieme ai dipinti in vernice di de Girolamo e al video di Longo, sono stati esposti un arazzo e un lungo tendaggio composto da palettine da caffè cucite tra loro di Elena El Asmar, un piccolo dipinto su tela di Francesco Pucci e lavori di Maria Francesca Tassi.

Mercoledì 16 ho visitato, invece, lo studio, in via Nino Bixio 19, di Valentina Garbagnati, che ha ospitato Francesca Cattoi, Antonio Cavadini, Jaya Cozzani, Lisa Dalfino, Federica Forti, Isabella Garbagnati, Lucia Sammarco, Mona Zehtabchi: un “happening per riflettere sul ciclo continuo della trasformazione della materia”. Da qui, mi sono diretto allo studio di Arianna Giorgi in via Donatello 7, dove Sophie Usunier è stata invitata a pensare un progetto site specific. Sono stati invitati diversi artisti di varie discipline con lo “scopo di mettere a fuoco gli aspetti omogenei fra le singolarità di ciascuno nello spazio ristretto di un solo studio” e di offrire l’occasione “per rispecchiarsi in un luogo che catalizzi le reciprocità in una dimensione allargata di connessioni”. Gli artisti invitati sono stati Alessia Armeni, Marco Belfiore, Antonio Cos, Davide De Franscesco, Gabriella Giandelli, Arianna Giorgi, Chiyoko Miura, Concetta Modica, Luca Pancrazzi, Sara Rossi, Bernard Rudden, Sophie Usunier e Vivianne van Singer. Per finire, sono passato per lo studio di Mattia Barbieri e Monica Mazzone in via Piranesi 25. Assieme all’autoritratto su tavola e ai corni rifiniti in bronzo del primo e alle sculture metalliche e ai disegni progettuali della seconda, erano esposti lavori di  Kio Griffith, Gill Kuno, Martin Larralde e Domenico Antonio Mancini: “un raccoglitore sperimentale di idee che pongono l’accento su qualcosa di visto in obliquo, quasi fosse possibile cambiare la prospettiva della formalizzazione dell’opera”.

Giovedì 17 ho avuto solo il tempo di visitare due studi. In primis la mostra Empatema nello studio di Alberto Mugnaini in via Burlamacchi 6. Un allestimento ben riuscito a cura di Mugnaini stesso, Corrado Levi e Yari Miele, grazie alla compartecipazione di artisti e curatori a loro volta artisti. Le opere in un primo momento sembrano delle omeomerie allestite tutte insieme in un’immobile mescolanza. Il movimento è stato poi aggiunto dai tre curatori con un principio ordinatore semplice, intelligente e dotato di una forza propria. I lavori iniziano così a separarsi, sebbene in ognuno rimanga un seme dell’altra: l’oro è tale perché contiene una prevalenza di atomi d’oro. Tra gli artisti, si ricordino Carla Accardi, Giovanni de Francesco, Nicola Gobbetto, Remo Salvadori, Marco Andrea Magni, T-yong Chung, Luigi Presicce,… Poi, in Porta Vigentina 34, ho visitato lo studio di Cosimo Filippini, Emanuele Resce, Silvia Mariotti, Rebecca Moccia e Claudia Ventola. “Attraverso un punto di contatto, il confronto tra due artisti, si crea una mostra [ben riuscita N.d.A.] che funziona come un sillogismo della stima, nel tempo che invece di svolgersi si annoda”. Gli artisti ad esporre erano Alice Cattaneo, Gianni Caravaggio, Satoshi Hirose, Silvia Mariotti, Diego Miguel Mirabella, Rebecca Moccia, Paolo Piscitelli, Ornaghi & Prestinari.

Sabato 19, ultima giornata di Studivestival, ho visitato la casa-studio di Simeone Crispino del duo Vedovamazzei in Piazzale Carlo Archinto 9, in cui è stata allestita una “mostra di giovani artisti affiancati da qualche vecchietto”. Vicino a giovani emergenti, spesso allievi di Simeone stesso all’Accademia Albertina di Torino, ho trovato i lavori di Claudio Corfone, Rebecca Moccia e Silvia Mariotti, assieme a quelli di “giganti” quali Francesco Vezzoli, Maurizio Cattelan, Stefano Arienti e Enzo Cucchi. In via Jacopo Dal Verme 2 ho assistito invece, nel piccolo studio di Alessandro Di Gianpietro, alla presentazione fatta dall’artista Laura Santamaria del libro che lei stessa ha curato: Drawings for lightning, “un artists book, una raccolta completa di disegni che vi porterà a scoprire il mondo eclettico del disegno contemporaneo in Italia”. Erano presenti anche alcuni degli artisti che hanno donato un loro disegno per il progetto: Paola Alborghetti, Matteo Antonini, Susanna Janina Baumgartner, Marco Belfiore, Maurizio Bongiovanni, Sergio Breviario, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, Daniele Carpi, Arianna Carossa, Jacopo Casadei, Giuseppe Costa, Carl D’Alvia, Valentina D’Amaro, Alessandro Di Giampietro, Enza Galantini, Daniele Girardi, Paolo Gonzato, Michele Guido, Pesce Khete, Giulio Lacchini, Maria Morganti, Chiara Pergola, Marta Pierobon, Josephine Sassu, Laura Santamaria, Giovanna Sarti, Kristian Sturi, Marcello Tedesco, Luca Trevisani, Lucia Veronesi. Ultimissima tappa è stata presso lo studio di uno degli organizzatori del festival, forse il più entusiasta, convinto ed energico: Claudio Corfone. In via Pantelleria 5, ha ospitato l’artista Bros ad intervenire “con un’installazione che nasce dalla riflessione del suo lavoro agli hangar di Milano Expo 2015, i Magic boxes magenta e blu cyan”.

Studio di Arianna Giorgi e Sophie Usunier - foto di Rocco Pio Schiavone

Studio di Arianna Giorgi e Sophie Usunier – foto di Rocco Pio Schiavone

studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani - foto di Federica Biosa e Giuseppe Triscari

studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani, Martino Genchi- foto di Federica Biosa e Giuseppe Triscari

Studio di Stefano Arienti - foto di Claudia Petraroli

Studio di Stefano Arienti – foto di Claudia Petraroli