Stefano Boccalini, La ragione nelle mani – Dadirri, Anshim, Friluftsliv, 2020, lino, punto e intaglio (ricamo) 100 x 140 x 5 cm

Al centro della mostra La ragione nelle mani – a cura di Adelina von Fürstenberg e realizzata in collaborazione con ART for THE WORLD EUROPA – si pone la manualità e l’artigianato, attività fondamentale per la comunità montana di Valle Camonica, unita alla necessità di costruire relazioni, di collaborare per raggiungere degli obiettivi e preservare ecosistemi – naturali e di comunità – a “rischio d’estinzione”.
La mostra, allestita al Musée Maison Tavel (Musée d’Art et d’Histoire) di Ginevra fino al 27 giugno 2021, nasce da un’idea dell’artista Stefano Boccalini, che, dopo un periodo di residenza nel 2013 legato al tema dell’acqua, ha reso la valle una seconda casa e un luogo di lavoro e ispirazione creativa. In particolare, a seguito di numerose collaborazioni con le comunità locali, ha deciso di fondare Centro di Comunità per l’Arte e l’Artigianato della Montagna, un luogo di scambi di saperi e linguaggi, di formazione e di produzione artistica e artigianale. Tutte le opere esposte in mostra sono realizzate da quattro artigiani locali, affiancati da giovani apprendisti, attraverso delle tecniche della tradizione camuna – la tessitura dei pezzotti, l’intreccio del legno, il ricamo e l’intaglio – che rischiano di perdersi a causa dell’industrializzazione e della globalizzazione. 

La ragione nelle mani è solo il punto d’arrivo di un processo, artigianale e relazionale, molto più ampio. Le opere realizzate raffigurano delle parole “intraducibili” proprie di varie lingue straniere: le nove parole individuate – ANSHIM(coreano), BALIKWAS(filippino), DADIRRI (aborigeni australiani), FRILUFTSLIV (norvegese), GURFA (arabo), OHANA (hawaiano), ORENDA (indigeni nordamericani), SISU(finlandese), UBUNTU (Africa meridionale) – sono state selezionate dai bambini di Monno durante un laboratorio didattico, in cui i termini sono stati parafrasati e spiegati. Tra le “parole-opere”, OHANA, che significa famiglia – una famiglia composta sia da parenti che da amici e in cui nessuno viene lasciato indietro o abbandonato – si traduce in una scritta tridimensionale in legno di nocciolo intrecciato, ottenuto dalla tecnica d’intreccio di cestini e gerle. 

“Nel lavoro di Boccalini, attraverso la ricerca e la scelta delle parole intraducibili, egli crea una biodiversità di concetti provenienti da minoranze linguistiche. Le opere derivano esclusivamente dall’importanza del significato della parola impiegata, e il materiale e i mezzi artigianali con cui sono eseguite giocano un ruolo cruciale”. La curatrice spiega così la poetica di Boccalini, in una mostra che evidenzia la magia di ogni lingua – e quindi di ciascuna comunità e minoranza – nell’espressione di significati che individuano l’anima e il pensiero della comunità stessa ma anche la forza di una manualità riscoperta e ritrovata, che ci invita a rallentare e a ritrovare noi stessi e le nostre origini. Un progetto ambizioso che non si risolve nel semplice allestimento ma che vuole tessere dei legami duraturi e stimolare l’agency dei suoi partecipanti. 

La ragione nelle mani. Stefano Boccalini 
A cura di Adelina von Fürstenberg
Maison Tavel (Musée d’Art et d’Histoire) 
Rue du Puits-Saint-Pierre 6, 1204 Ginevra
Fino al 27 giugno 2021 

Stefano Boccalini, La ragione nelle mani – Dadirri, Anshim, Friluftsliv, 2020, lino, punto e intaglio (ricamo) 100 x 140 x 5 cm
Stefano Boccalini, La ragione nelle mani – Sisu, 2020, lana cotta, Pezzotti (tappeti), 60 x 120
Stefano Boccalini, La ragione nelle mani, Gurfa, 2020, legno intagliato, 30 x 105 x 4