Agostino Iacurci – L’antiporta, 2021 – Superficie interessata dall’intervento circa 1000 mq – Foto di Andrea Pizzalis – Courtesy Fondazione Pastificio Cerere

Sol Indiges. Arte pubblica a Pomezia tra mito e futuro è il progetto, curato da Marcello Smarrelli, nato dalla sinergia tra il Comune di Pomezia e la Fondazione Pastificio Cerere con la volontà di incrementare il patrimonio culturale della città attraverso l’intervento nello spazio pubblico di due personalità legate all’arte urbana contemporanea, Agostino Iacurci e ivan (Ivano Tresoldi), ai quali è stato affidato il compito di intervenire su tre luoghi paradigmatici nella costruzione di quel legame di senso tra passato e futuro che il titolo del progetto sottende: la Biblioteca Comunale Ugo Tognazzi, la Scuola secondaria di primo grado Orazio e la Scuola secondaria di primo grado Publio Virgilio Marone.
Da Lanuvium, la città di antica fondazione legata allo sbarco dell’eroe troiano Enea, alla fondazione del 1938 con la costruzione di una di quelle che saranno riconosciute come le città nuove del Razionalismo italiano, sino ad arrivare alla trasformazione degli anni ’80 in polo di eccellenze industriali nei settori chimico, farmaceutico e logistico, Pomezia esprime con questo progetto, nelle parole del sindaco Adriano Zuccalà, una visione politica protesa al coinvolgimento delle nuove generazioni all’interno di processi creativi e culturali rivolti alla formazione e all’arricchimento dell’intera comunità cittadina: “abbiamo l’obiettivo ambizioso di rivoluzionare il volto di Pomezia, portandolo ad identificarsi con quelli che oggi sono i tratti distintivi della nostra Città: storia, futuro, giovani, tecnologia, innovazione, sostenibilità. […] Le opere che saranno realizzate restituiranno un panorama cittadino rivitalizzato e vivace, con l’impronta indelebile dell’arte di strada condivisa con gli studenti del territorio”.

Il progetto, inscritto all’interno delle celebrazioni nazionali per il settecentesimo anniversario della morte di Dante, mira al coinvolgimento dei due istituti secondari di primo grado Orazio e Publio Virgilio Marone chiamati a prendere parte all’iniziativa come testimoni attivi di quella sottile tramatura che lega, attraverso l’arte, la storia contemporanea al mito con le figure di Enea e Virgilio, esempi civici ed emblemi di quella pietas che assume un valore aggiunto nell’importante ruolo esercitato sul bene comune e sulle comunità di tutti i tempi. 

Protagonista della prima fase del progetto è Agostino Iacurci che è intervenuto sulle architetture della Biblioteca Comunale con “L’antiporta”, una rilettura degli spazi che guarda al cromatismo e ai codici espressivi della pittura murale romana, rimodulata attraverso un lessico completamente contemporaneo: la caverna dalle cento porte della Sibilla Cumana, le soglie che conducono all’Averno, la misteriosa porta in tufo dell’Heroon di Enea conservata al Museo di Lavinio, le porte varcate da Dante e Virgilio nella Divina Commedia,divengono così alcuni degli elementi di mutuazione per la costruzione di un universo immaginifico che si nutre del mito e del suo passato, eleggendo la biblioteca a tempio laico della città e dei suoi abitanti.

Agostino Iacurci – L’antiporta, 2021 – Superficie interessata dall’intervento circa 1000 mq – Foto di Andrea Pizzalis – Courtesy Fondazione Pastificio Cerere

Per il prossimo autunno è invece previsto l’intervento di ivan che prevede la realizzazione di azioni collettive e partecipate per dare vita ad una serie di opere d’arte e a una performance, impiegando la poesia come strumento espressivo per riformulare nuovi codici linguistici condivisi, a partire proprio da Virgilio e Dante.

Come spiega Marcello Smarrelli, “attraverso una prima fase di studio abbiamo costruito un progetto capace di proporre una nuova visione di Pomezia, sfruttando la potenza comunicativa della pittura murale intesa come manifesto, intervenendo sui luoghi che da sempre contribuiscono ad arginare la desertificazione culturale, quali la scuola e la biblioteca, stimolando la curiosità e il pensiero critico, al fine di generare nuove idee. Un intervento che, come dovrebbe accadere ogni volta che si agisce nello spazio pubblico, è stato realizzato basandosi sul dialogo tra autori, cittadini, istituzioni, committenti pubblici e privati, al fine di costituire un bene culturale condiviso e identitario”. Veicolando un messaggio identitario forte, Sol Indiges testimonia delle potenzialità intrinseche allo sviluppo di dinamiche relazionali e collaborative tra comunità, committenti, autori e istituzioni attraverso un’orchestrazione di interventi situati, che si legano inscindibilmente al contesto e alle relazioni nate tra gli artisti e i diversi soggetti coinvolti nel processo. “Penso che le questioni correlate allo spazio pubblico, all’abitare, alle comunità, alla rigenerazione urbana”, prosegue Smarrelli, “siano oggi le più urgenti e interessanti. Le prove migliori in questo ambito sono venute soprattutto dall’architettura che, chissà perché, era un po’ sparita dalla triade delle arti cosiddette maggiori. Come curatore, mi interessa in modo particolare sperimentare le potenzialità dell’arte in questi contesti e la possibilità di adattare un linguaggio considerato d’élite, in un sistema comprensibile e utile al più largo numero di persone”.

Venerdì 9 aprile 2021, dalle ore 11.00 alle ore 16.00 è previsto l’opening day del progetto con la presentazione ufficiale dell’opera di Agostino Iacurci, a cui prenderanno parte il sindaco Adriano Zuccalà, la vicesindaco Simona Morcellini, il presidente della Fondazione Pastificio Cerere Flavio Misciattelli, il direttore artistico Marcello Smarrelli e l’artista stesso.

Agostino Iacurci – L’antiporta, 2021 – Superficie interessata dall’intervento circa 1000 mq – Foto di Andrea Pizzalis – Courtesy Fondazione Pastificio Cerere
Pomezia – SolIndiges – Agostino Iacurci – Foto Riccardo Roberti
Pomezia – SolIndiges – Agostino Iacurci – Foto Riccardo Roberti