Castagne d’India (castagne matte) appartenute a Giorgio Morandi – Provenienza Museo Morandi – Foto di Bianca Schroder

Nel 2007 la Galleria d’Arte Moderna di Bologna lascia definitivamente la sede di Piazza della Costituzione per quella di via Don Minzoni diventando MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. A cinque anni di distanza, nel 2012, gli spazi dell’ex fabbrica del pane aprono le porte alla collezione del Museo Morandi trasferito dalle stanze di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore). Tra trasferimenti, riallestimenti e nuove acquisizioni, sono diverse le opere da tempo non più visibili, oggi custodite nei depositi.
RE – COLLECTING, ciclo di cinque focus, nasce proprio per guardare alle collezioni con sguardo nuovo e valorizzare le opere non più fruibili. Ideato da Lorenzo Balbi con la curatela dello staff dei due musei, RE – COLLECTING ha l’obiettivo di creare nuovi collegamenti e prospettive inusuali, anche per il pubblico più affezionato.

Dopo un primo appuntamento a cura di Alessia Masi dal titolo Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori,il secondo focus è sotto la curatela di Caterina Molteni.
Castagne matte (23 ottobre – 8 dicembre 2020) prende spunto dall’usanza di custodire nella tasca del cappotto proprio due castagne per scacciare le influenze autunnali. Una credenza popolare, un gesto di scaramanzia, che in questa occasione diventa punto di partenza per la ricerca della persistenza di una dimensione magica nel contemporaneo.

Dalla fascinazione infantile per gli oggetti ritrovati di Crash, opera realizzata nel 1994 da Eva Marisaldi, all’esorcizzazione della morte attraverso la sua stessa rappresentazione dell’imponente Sleeping (1991) di Gilbert & George passando per la problematicità del monumento e della sua distruzione come rito collettivo nell’opera video The Following Days (2005) di Paolo Chiasera.

Paolo Chiasera, The Following Days, 2005, video, 5 min. Collezione permanente MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Piero Manai, Senza titolo, 1980 olio su carta intelata – Collezione permanente MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna Provenienza Donazione dell’artista, 1984

Un viaggio attraverso il tempo e la storia dell’arte che coinvolge anche il rito come tema letterario di Carlo Corsi (Lettura del rituale, 1951-59) e ancora una volta la morte, forse il fenomeno più temuto e inspiegabile per l’essere umano, che nell’opera Piero Manai (in mostra Senza titolo del 1984) ha una forza tale da decostruire il corpo umano dall’interno a tal punto da rendere un ritratto irriconoscibile. 

Il risultato è un progetto espositivo che offre una riflessione sulla ritualità come sfera sociale, religiosa e artistica, attraverso la coesistenza delle opere della collezione permanente con oggetti provenienti dal Museo Archeologico di Bologna che raccontano le pratiche scaramantiche e magiche di epoca romana: amuleti dalle forme falliche, lucerne con teste di Gorgone, dettagli di decorazioni, statuette di gladiatori e tavolette con incise maledizioni. Oggetti da un passato remoto, ma in fondo non così lontani dai ferri di cavallo, cornetti, autoritratti, monumenti e castagne.

Un dimensione rituale che nel 1978 Franco Solmi aveva indagato in merito all’opera d’arte con la mostra Metafisica del quotidiano allestita all’ex GAM. Nell’intento di indagare l’esperienza dell’istituzione bolognese dagli esordi, Castagna matte propone una sezione d’archivio dedicata al progetto. Comunicati stampa, conversazioni, fogli di sala, locandine per riflettere sull’ambiguità rituale dell’opera d’arte: criterio estetico che permette alla creazione artistica di sfuggire a letture unitarie, per abitare zone di attrito e di contraddizione. 

Cassa armonica della Premiata Ditta Illuminazioni Artistiche Per Feste Civili e Religiose Giuseppe Paulicelli, Bari, presentata da Franco Dellerba, in Giardini d’Europa a cura di Franco Solmi (Bologna, Chiesa di S. Lucia), parte della rassegna Metafisica del Quotidiano, Galleria d’Arte Moderna, 1978.
Gilbert & George, Sleeping, 1991, stampa fotografica colorata a mano su masonite – Collezione permanente MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Provenienza Anthony D’Offay Gallery, Londra, 1998
Laminetta incisa con iscrizione e disegni di maledizione (defixiones). Contiene una maledizione mortale contro un tale Porcellus, di professione veterinario, e sua moglie. Piombo – IV-V sec. d.C. Provenienza ignota – Bologna, Museo Civico Archeologico